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Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Prassi e linee guida
  5. Casi pratici
  6. Domande frequenti
  7. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 21 disciplina la precedenza nell'assegnazione di sede per la persona con handicap grave o per il familiare che la assiste.
  • Il lavoratore dipendente con handicap grave ha diritto di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio.
  • Lo stesso diritto spetta al familiare lavoratore che assiste persona con handicap grave.
  • La precedenza opera in caso di trasferimento, mobilità, prima assegnazione.
  • Il diritto non è assoluto: dev'essere compatibile con le esigenze organizzative dell'amministrazione.
  • La giurisprudenza tutela rigorosamente la precedenza ma riconosce limiti motivati ed eccezionali.

Testo dell'articoloVigente

1. La persona handicappata con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella A annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648, assunta presso gli enti pubblici come vincitrice di concorso o ad altro titolo, ha diritto di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio.

Commento

Precedenza nella scelta della sede

L'art. 21 L. 104/1992 introduce un diritto significativo per il lavoratore con handicap grave e per il familiare che lo assiste: la precedenza nella scelta della sede di lavoro più vicina al domicilio. La logica è agevolare la conciliazione fra esigenze lavorative ed esigenze di cura, riducendo i tempi di spostamento e quindi facilitando l'effettività del diritto all'assistenza familiare. La norma è uno strumento operativo fondamentale per i caregiver e per i lavoratori con disabilità grave.

Beneficiari del diritto

Il diritto spetta a due categorie: il lavoratore con handicap grave (richiamo all'art. 3 c. 3 L. 104/1992) e il familiare lavoratore che assiste persona con handicap grave. La nozione di familiare è stata progressivamente ampliata dalla giurisprudenza, che ha incluso il convivente di fatto registrato e il partner di unione civile (L. 76/2016, Corte cost. 213/2016). L'INPS, con la circolare 38/2017, ha recepito l'apertura ai conviventi.

Casistica applicativa

L'art. 21 opera in più situazioni: trasferimento volontario o d'ufficio (mobilità), prima assegnazione dopo concorso, mobilità interna. In ogni caso la precedenza è criterio aggiuntivo rispetto agli altri (anzianità, titoli, esigenze di servizio), che si combina con essi in graduatorie composite. Le pubbliche amministrazioni gestiscono il diritto con regolamenti interni che disciplinano i criteri di precedenza.

Limiti del diritto

La giurisprudenza ha chiarito che il diritto alla sede vicina non è assoluto. Esso deve essere compatibile con le esigenze organizzative dell'amministrazione: se la sede vicina è coperta o se ragioni di servizio impongono altrove la presenza del lavoratore, il diritto può cedere. Tuttavia il rifiuto deve essere motivato in modo puntuale: la giurisprudenza censura i dinieghi generici e impone la valutazione concreta. Il rifiuto immotivato è impugnabile.

Settore privato

L'art. 21 nasce per il settore pubblico ma è stato esteso dalla giurisprudenza anche al privato, almeno in linea di principio. La Corte di Cassazione ha più volte affermato che il datore privato deve tenere conto della necessità di assistenza al familiare con handicap grave nella scelta della sede e del trasferimento. L'esercizio del potere del datore privato di trasferimento o assegnazione è vincolato dal diritto del lavoratore caregiver alla prossimità.

Continuità del diritto

Il diritto alla sede vicina si conserva nel tempo, non si esaurisce con la prima assegnazione. Il lavoratore può chiedere il trasferimento alla sede più vicina al sopravvenire della condizione di handicap grave del familiare. Allo stesso modo, se la sede vicina si libera dopo un'assegnazione lontana, il lavoratore può chiedere il riavvicinamento. La giurisprudenza riconosce il principio della precedenza dinamica.

Massime giurisprudenziali

Corte Cost., sent. n. 167/1999

La Corte costituzionale ha affermato l'obbligo di eliminazione delle barriere architettoniche nell'edilizia pubblica e privata come attuazione del principio di uguaglianza sostanziale.

Perché è importante: Barriere architettoniche

Prassi e linee guida

Disabilità · Tutela delle persone con disabilità

Hub del Ministero della Salute sulle politiche socio-sanitarie a favore delle persone con disabilità.

Leggi il documento su www.salute.gov.it

Accessibilità · Trasporti e accessibilità

Indicazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti su accessibilità del trasporto pubblico locale e nazionale.

Leggi il documento su www.mit.gov.it

Casi pratici

Caso 1: Tizio: trasferimento per assistenza madre

Tizio, dipendente PA in sede di Roma, chiede trasferimento a Bologna per assistere la madre con handicap grave. L'amministrazione concede ex art. 21 L. 104/1992, riconoscendo la precedenza nei criteri di mobilità. Tizio può così garantire l'assistenza richiamando i permessi ex art. 33.

Caso 2: Caia: prima assegnazione dopo concorso

Caia, vincitrice di concorso, chiede la sede più vicina al domicilio per essere prossima al figlio con handicap grave. Esercita il diritto ex art. 21. L'amministrazione concede la sede di Trento, la più vicina disponibile. Il diritto di scelta prevale sui criteri di anzianità degli altri vincitori.

Caso 3: Sempronio: rifiuto trasferimento azienda privata

Sempronio, dipendente di banca privata, è oggetto di proposta di trasferimento da Bari a Milano. Rifiuta richiamando l'art. 21 L. 104/1992: assiste il padre con handicap grave a Bari. Il datore tenta sanzioni; il giudice del lavoro annulla, riconoscendo l'estensione della tutela anche al lavoro privato.

Caso 4: Commento applicativo

L'art. 21 L. 104/1992 tutela la prossimità lavorativa per il lavoratore con handicap grave o per il caregiver familiare. Vale in trasferimenti, mobilità, prima assegnazione. Esteso giurisprudenzialmente al privato. Limiti: compatibilità con esigenze organizzative motivate. Dinieghi generici sono censurati.

Domande frequenti

Cosa stabilisce l'art. 21 L. 104/1992?

Stabilisce il diritto di precedenza nell'assegnazione della sede di lavoro più vicina al domicilio, riconosciuto al lavoratore con handicap grave o al familiare che lo assiste. Vale nei trasferimenti, nella mobilità e nella prima assegnazione dopo concorso, sia nel pubblico impiego sia, per estensione giurisprudenziale, nel privato.

Chi è il familiare che assiste?

Coniuge, parenti o affini entro il secondo grado (terzo in alcuni casi), oggi anche partner di unione civile e convivente di fatto registrato dopo la Corte cost. 213/2016 e la L. 76/2016. La nozione è stata progressivamente ampliata per garantire effettività al diritto di cura familiare.

Il diritto alla sede vicina è assoluto?

No. Deve essere compatibile con le esigenze organizzative dell'amministrazione o dell'azienda. Tuttavia il rifiuto deve essere motivato in modo specifico: la giurisprudenza censura i dinieghi generici. La precedenza opera come criterio prioritario, ma non automatico in caso di oggettiva indisponibilità di sedi.

Vale anche nel settore privato?

Sì, per estensione giurisprudenziale. La Cassazione ha riconosciuto che il potere datoriale di trasferimento è vincolato dal diritto del lavoratore caregiver. Il datore privato deve considerare la necessità di assistenza nella scelta della sede o nel trasferimento. Sanzioni disciplinari per rifiuto motivato sono illegittime.

Si può chiedere il riavvicinamento sopravvenuto?

Sì. Il diritto alla sede vicina è dinamico: si esercita anche al sopravvenire della condizione di handicap grave del familiare o quando la sede vicina si libera. Il lavoratore può chiedere riavvicinamento e l'amministrazione deve valutare in concreto, dando priorità al diritto di cura.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 31 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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