Fare testamento è il modo più sicuro per decidere chi riceverà i tuoi beni ed evitare liti tra gli eredi. La legge prevede forme precise: rispettarle è ciò che rende il testamento valido. In questa guida vediamo i tre tipi di testamento ordinario, come si scrivono, quali limiti impone la quota di legittima e come si revoca o modifica un testamento già fatto.
Che cos’è il testamento
Secondo l’articolo 587 del Codice civile il testamento è l’atto, revocabile in qualsiasi momento, con cui una persona dispone dei propri beni per il tempo successivo alla morte. È un atto strettamente personale: non si può fare tramite un rappresentante, né insieme ad altri nello stesso documento.
Il testamento può contenere disposizioni di natura patrimoniale (lasciti di beni o somme) ma anche disposizioni non patrimoniali, come il riconoscimento di un figlio o la nomina di un esecutore testamentario.
Le tre forme ordinarie
L’articolo 601 distingue tre forme ordinarie di testamento:
- Olografo: scritto, datato e firmato di proprio pugno dal testatore.
- Pubblico: ricevuto dal notaio alla presenza di due testimoni.
- Segreto: scritto dal testatore (o da altri) e consegnato sigillato al notaio.
Tutte e tre hanno la stessa efficacia: cambiano solo le modalità di redazione e di conservazione.
Il testamento olografo
È la forma più semplice ed economica. L’articolo 602 richiede tre requisiti, tutti indispensabili: il testamento deve essere scritto per intero a mano dal testatore, datato e sottoscritto (firmato) sempre di suo pugno.
Non vale un testo scritto al computer e poi firmato, né dettato a un’altra persona. La data serve a stabilire quale testamento prevale se ne esistono più di uno. Conviene conservarlo in luogo sicuro o depositarlo presso un notaio per evitare smarrimenti.
Il testamento pubblico e quello segreto
Il testamento pubblico (art. 603) è ricevuto dal notaio alla presenza di due testimoni: il testatore dichiara le proprie volontà, il notaio le mette per iscritto e ne dà lettura. È la forma più sicura, perché il notaio garantisce identità, capacità e regolarità.
Il testamento segreto unisce riservatezza e certezza: il testatore lo scrive (anche al computer, in questo caso) o lo fa scrivere da altri, lo sigilla e lo consegna al notaio, che redige un verbale di ricevimento. Nessuno conosce il contenuto fino all’apertura.
Legittima e quota disponibile
La libertà di disporre non è assoluta. La legge riserva ad alcuni familiari, detti legittimari, una quota dell’eredità chiamata legittima: si tratta del coniuge, dei figli e, in mancanza di figli, degli ascendenti.
Solo la parte che resta, la quota disponibile, può essere attribuita liberamente a chiunque, anche a estranei. Se con il testamento si lede la legittima, gli eredi riservatari possono agire in giudizio per ottenere quanto loro spetta.
Revoca e modifica del testamento
Il testamento è sempre revocabile. Si può cambiare idea in qualsiasi momento redigendo un nuovo testamento, che sostituisce o integra il precedente. Un testamento posteriore revoca le disposizioni del precedente incompatibili con le nuove.
L’olografo può anche essere revocato distruggendolo materialmente. È vietata invece qualsiasi rinuncia preventiva alla facoltà di revocare: una clausola che impegnasse a non modificare mai il testamento sarebbe nulla.
Un esempio concreto
Tizio è vedovo e ha due figli, Caio e Caia. Vuole lasciare alla nipote prediletta la casa al mare. Tizio non può attribuire tutto il patrimonio alla nipote, perché ai due figli spetta la legittima: può destinare alla nipote solo la quota disponibile. Scrive quindi un testamento olografo, a mano, datato e firmato, in cui lascia la casa al mare alla nipote e divide il resto tra Caio e Caia. Qualche anno dopo cambia idea e redige un nuovo testamento: quello più recente prevale.
Articoli di legge da consultare
- Art. 587 c.c. — Nozione di testamento — Definizione e revocabilità
- Art. 601 c.c. — Forme ordinarie di testamento
- Art. 602 c.c. — Testamento olografo — Scritto, datato e firmato a mano
- Art. 603 c.c. — Testamento pubblico — Notaio e due testimoni
Domande frequenti
Posso scrivere il testamento al computer?
No, non per l’olografo: l’articolo 602 richiede che sia scritto per intero a mano. Un testo al computer può invece essere usato per il testamento segreto, che però va consegnato sigillato al notaio.
Devo per forza andare dal notaio?
No. Il testamento olografo non richiede il notaio. Tuttavia il testamento pubblico, ricevuto dal notaio con due testimoni, offre maggiori garanzie contro contestazioni e smarrimenti.
Posso lasciare tutto a chi voglio?
Solo la quota disponibile è liberamente attribuibile. Coniuge, figli e, in loro mancanza, ascendenti hanno diritto a una quota riservata (legittima) che il testamento non può intaccare.
Risorse correlate
- Successione senza testamento: chi eredita
- La quota di legittima degli eredi
- Donazione o testamento: cosa conviene
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