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In sintesi
- Si è fiscalmente residenti in Italia se, per la maggior parte del periodo d’imposta, si verifica almeno uno di questi tre criteri: iscrizione nelle anagrafi della popolazione residente, domicilio in Italia, dimora abituale in Italia.
- La maggior parte del periodo d’imposta significa almeno 183 giorni nell’anno (184 negli anni bisestili): non devono essere necessariamente consecutivi.
- Chi è residente fiscale in Italia è tassato su tutti i redditi prodotti nel mondo (principio di tassazione mondiale, o ‘worldwide taxation’), ovunque siano stati generati.
- Chi invece non è residente in Italia paga le imposte italiane solo sui redditi prodotti nel territorio italiano.
- L’iscrizione all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) può far venire meno la residenza fiscale italiana, ma non è sufficiente da sola se domicilio o dimora abituale restano in Italia.
- I contribuenti non residenti nel 2025 o nel 2026 non possono presentare il Modello 730 e devono usare il Modello Redditi PF.
Perche' la residenza fiscale cambia tutto nella dichiarazione
Prima di compilare qualsiasi quadro del Modello 730, la domanda fondamentale e’ questa: sei fiscalmente residente in Italia? La risposta non riguarda solo la tua carta d’identita’ o dove hai la cassetta delle lettere. In campo fiscale, la residenza segue regole precise stabilite dall’articolo 2 del TUIR, e le conseguenze pratiche sono enormi: un residente italiano e’ tassato su tutti i redditi che produce nel mondo, anche quelli esteri; un non residente e’ tassato solo sui redditi che hanno origine in Italia.
La residenza fiscale si determina guardando cosa e’ successo per la maggior parte del periodo d’imposta, cioe’ per almeno 183 giorni nel corso del 2025. I giorni non devono essere consecutivi: conta la somma totale. E basta che si verifichi uno solo dei tre criteri previsti dalla legge: iscrizione all’anagrafe italiana, domicilio in Italia ai sensi del codice civile (cioe’ sede principale degli affari e interessi), oppure dimora abituale in Italia. Se anche uno solo di questi criteri e’ soddisfatto per 183 giorni o piu’, si e’ residenti fiscali in Italia.
Capire se si e’ o meno residenti e’ essenziale anche per sapere quale modello usare: chi non e’ residente in Italia ne’ nel 2025 ne’ nel 2026 non puo’ presentare il Modello 730 e deve necessariamente usare il Modello Redditi PF. Viceversa, i residenti che hanno prodotto redditi all’estero devono dichiararli in Italia e, dove previsto, compilare anche il quadro W per il monitoraggio delle attivita’ estere.
| Criterio | Descrizione | Soglia temporale |
|---|---|---|
| Iscrizione anagrafe | Iscrizione nelle anagrafi della popolazione residente di un comune italiano | Per la maggior parte dell'anno (almeno 183 giorni) |
| Domicilio | Sede principale degli affari e interessi in Italia (nozione civilistica del domicilio) | Per la maggior parte dell'anno (almeno 183 giorni) |
| Dimora abituale | Luogo dove si abita stabilmente e con continuita' di fatto | Per la maggior parte dell'anno (almeno 183 giorni) |
Esempio pratico
-
Tizio lavora per una multinazionale e trascorre parte dell’anno a Milano e parte a Londra. Nel 2025 ha soggiornato in Italia 190 giorni e nel Regno Unito 175 giorni. Poiche’ la sua dimora abituale e’ stata in Italia per piu’ di 183 giorni, e’ considerato fiscalmente residente in Italia. Deve quindi dichiarare nel 730/2026 sia il reddito da lavoro italiano sia quello percepito in Gran Bretagna. Per i redditi inglesi puo’ usufruire del credito d’imposta per le imposte gia’ pagate nel Regno Unito, per evitare la doppia tassazione.
Documenti necessari
- Certificato di residenza anagrafica italiano (o certificazione AIRE in caso di residenza all’estero)
- Documentazione attestante il domicilio (contratti di locazione, utenze intestate, estratti conto bancari)
- Certificazione dei redditi prodotti all’estero (buste paga, dichiarazioni fiscali estere)
- Documentazione delle imposte pagate all’estero, necessaria per richiedere il credito d’imposta
- Eventuali certificazioni di residenza estera rilasciate dalle autorita’ del Paese estero
Lavoratore che si trasferisce all'estero a meta' anno
Scenario. Caio e’ un ingegnere italiano che il 1° luglio 2025 si trasferisce definitivamente in Germania per un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Cancella la residenza anagrafica italiana il 30 giugno 2025 e si iscrive all’AIRE.
Come si applica. Caio ha trascorso in Italia dal 1° gennaio al 30 giugno 2025, cioe’ 181 giorni. Poiche’ e’ un numero inferiore a 183, e in assenza di domicilio o dimora abituale in Italia per la maggior parte dell’anno, Caio potrebbe non essere considerato fiscalmente residente in Italia per il 2025. Tuttavia, la valutazione va fatta caso per caso: se il suo centro di interessi economici (conto bancario principale, proprieta’ immobiliari, famiglia) e’ rimasto in Italia per piu’ di 183 giorni, l’Amministrazione finanziaria potrebbe contestare la non residenza. In caso di dubbi, e’ opportuno consultare un professionista.
In pratica
- L’iscrizione all’AIRE non basta da sola: occorre che domicilio e dimora siano effettivamente spostati all’estero.
- Il conteggio dei 183 giorni si applica a ciascuno dei tre criteri separatamente.
- In caso di controversia sulla residenza, e’ l’Agenzia delle Entrate a dover dimostrare la residenza italiana.
Cittadino estero con attivita' in Italia e all'estero
Scenario. Sempronio e’ un cittadino francese che gestisce un’attivita’ a Roma e mantiene una casa di proprieta’ in Francia dove torna spesso. Nel 2025 trascorre 200 giorni in Italia e 165 in Francia.
Come si applica. Sempronio e’ fiscalmente residente in Italia per il 2025, poiche’ la sua dimora abituale e’ in Italia per piu’ di 183 giorni. Come residente italiano, deve dichiarare nel Modello 730 (o Redditi PF) tutti i suoi redditi, compresi quelli francesi. Per evitare la doppia imposizione, puo’ beneficiare della Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Francia e richiedere il credito per le imposte eventualmente gia’ pagate in Francia.
In pratica
- La residenza fiscale italiana impone di dichiarare anche i redditi prodotti all’estero.
- Le convenzioni contro le doppie imposizioni evitano che gli stessi redditi siano tassati due volte.
- Chi e’ residente e ha attivita’ finanziarie all’estero deve compilare anche il quadro W del 730.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
- Istruzioni Modello 730/2026 — Agenzia delle Entrate
- Art. 2 TUIR (soggetti passivi IRPEF e residenza) su Legge in Chiaro
Domande frequenti
Sono iscritto all'AIRE: devo comunque fare la dichiarazione in Italia?
L’iscrizione all’AIRE riduce ma non elimina automaticamente la residenza fiscale italiana. Se domicilio o dimora abituale restano in Italia per la maggior parte dell’anno, si e’ comunque considerati residenti ai fini fiscali. In quel caso la dichiarazione va presentata.
I giorni di transito in Italia contano ai fini dei 183 giorni?
In linea generale si conta ogni giornata trascorsa in Italia, incluso il giorno di arrivo e quello di partenza. Tuttavia l’applicazione pratica dipende dalla situazione specifica; in caso di soggiorni frequenti ma brevi e’ consigliabile documentare con precisione i periodi di presenza e assenza.
Posso usare il Modello 730 se sono non residente?
No. I contribuenti che nel 2025 o nel 2026 non sono residenti in Italia non possono utilizzare il Modello 730 e devono presentare il Modello Redditi Persone fisiche 2026.
Come si tassano i redditi esteri di un residente italiano?
I redditi prodotti all’estero da un residente italiano concorrono al reddito complessivo e sono tassati con le aliquote IRPEF ordinarie. Per evitare la doppia imposizione e’ previsto un credito d’imposta per le imposte gia’ pagate all’estero, nei limiti e con le modalita’ previste dalla legge e dalle convenzioni bilaterali.
Cosa si intende per 'domicilio' ai fini fiscali?
Il domicilio fiscale corrisponde al concetto civilistico: e’ il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei propri affari e interessi. Non e’ solo il luogo dove si abita fisicamente, ma dove si concentrano i legami economici, familiari e sociali piu’ rilevanti.
Domande frequenti
Sono iscritto all'AIRE: devo comunque fare la dichiarazione in Italia?
L'iscrizione all'AIRE riduce ma non elimina automaticamente la residenza fiscale italiana. Se domicilio o dimora abituale restano in Italia per la maggior parte dell'anno, si e' comunque considerati residenti ai fini fiscali. In quel caso la dichiarazione va presentata.
I giorni di transito in Italia contano ai fini dei 183 giorni?
In linea generale si conta ogni giornata trascorsa in Italia, incluso il giorno di arrivo e quello di partenza. Tuttavia l'applicazione pratica dipende dalla situazione specifica; in caso di soggiorni frequenti ma brevi e' consigliabile documentare con precisione i periodi di presenza e assenza.
Posso usare il Modello 730 se sono non residente?
No. I contribuenti che nel 2025 o nel 2026 non sono residenti in Italia non possono utilizzare il Modello 730 e devono presentare il Modello Redditi Persone fisiche 2026.
Come si tassano i redditi esteri di un residente italiano?
I redditi prodotti all'estero da un residente italiano concorrono al reddito complessivo e sono tassati con le aliquote IRPEF ordinarie. Per evitare la doppia imposizione e' previsto un credito d'imposta per le imposte gia' pagate all'estero, nei limiti e con le modalita' previste dalla legge e dalle convenzioni bilaterali.
Cosa si intende per 'domicilio' ai fini fiscali?
Il domicilio fiscale corrisponde al concetto civilistico: e' il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei propri affari e interessi. Non e' solo il luogo dove si abita fisicamente, ma dove si concentrano i legami economici, familiari e sociali piu' rilevanti.
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