Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- Cos’è: un credito d’imposta per chi fa donazioni a sostegno di beni culturali pubblici, musei, teatri e fondazioni lirico-sinfoniche.
- Aliquota: 65% della donazione effettuata.
- Limite annuale: il credito spetta nei limiti del 15% del reddito imponibile.
- Come si usa: in tre quote annuali di pari importo (un terzo per anno). La parte non usata si riporta agli anni successivi.
- Pagamento obbligatorio: la donazione deve essere fatta tramite banca, ufficio postale o strumenti tracciabili (carte, assegni).
- Dove si indica nel 730: Quadro G, rigo G9, Sezione VII.
Come funziona l'Art bonus
L’Art bonus è un incentivo fiscale pensato per chi vuole contribuire alla tutela del patrimonio culturale italiano. In pratica, se nel 2025 hai fatto una donazione in denaro a favore di beni culturali pubblici, teatri, musei, fondazioni lirico-sinfoniche o altri enti pubblici che operano nello spettacolo, lo Stato ti restituisce il 65% di quanto hai donato sotto forma di credito d’imposta, cioè uno sconto diretto sulla tua IRPEF.
Il credito non si ottiene tutto in una volta: viene diviso in tre quote uguali da usare una per anno. Se in un anno la tua IRPEF non basta ad assorbire la quota, la parte che avanza si riporta agli anni successivi finché non si esaurisce. Non c’è dunque il rischio di perdere il beneficio.
Attenzione al tetto: il credito complessivo spetta nei limiti del 15% del tuo reddito imponibile annuo. Se la tua donazione è molto alta rispetto al reddito, la parte eccedente non genera ulteriore credito. La donazione deve essere fatta esclusivamente tramite strumenti tracciabili: bonifico bancario, bollettino postale, carta di credito o debito, assegni. I contanti non sono ammessi.
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Aliquota del credito | 65% della donazione |
| Tetto annuale | 15% del reddito imponibile |
| Utilizzo | 3 quote annuali di pari importo |
| Quota non usata | Si riporta nelle dichiarazioni degli anni successivi |
| Pagamento ammesso | Banca, ufficio postale, carte, assegni (tracciabili) |
| Dove nel 730 | Quadro G, rigo G9, Sezione VII |
Esempio pratico
-
Caio ha un reddito imponibile di 30.000 euro. Nel 2025 ha donato 2.000 euro al suo teatro comunale. Il 15% di 30.000 euro è 4.500 euro: la donazione di 2.000 euro rientra nel limite. Il credito totale è il 65% di 2.000 euro = 1.300 euro, da usare in tre quote da 433 euro ciascuna (arrotondando). Nel 730/2026 Caio usa la prima quota di 433 euro in diminuzione dell’IRPEF. Le altre due quote le userà nelle dichiarazioni del 2027 e del 2028.
Documenti necessari
- Ricevuta del bonifico o del versamento tracciabile (estratto conto, ricevuta carta)
- Lettera o ricevuta dell’ente beneficiario che attesta la donazione
- Documentazione che identifichi l’ente come soggetto ammissibile all’Art bonus
- 730-3 dell’anno precedente se si sta usando una quota residua di credito già maturato
Caso 1: prima donazione nel 2025, uso della prima quota
Scenario. Tizio ha un reddito imponibile di 20.000 euro. A novembre 2025 ha donato 1.500 euro a un museo pubblico della sua città tramite bonifico.
Come si applica. Il 15% di 20.000 euro è 3.000 euro: la donazione di 1.500 euro è sotto il limite. Il credito totale è il 65% di 1.500 euro = 975 euro, suddiviso in tre quote da 325 euro ciascuna. Nel 730/2026 Tizio indica nella colonna 1 del rigo G9 il valore della spesa 2025 (1.500 euro). Il sistema calcola la prima quota da 325 euro e la detrae dall’IRPEF. Le due quote restanti si riverseranno automaticamente nelle dichiarazioni 2027 e 2028.
In pratica
- Conserva il bonifico e qualsiasi ricevuta dell’ente beneficiario.
- La prima quota si usa già nel 730/2026; le altre due negli anni successivi.
- Se il reddito è basso, controlla che il 15% del reddito copra almeno la donazione.
Caso 2: credito residuo da anni precedenti
Scenario. Sempronio aveva già donato nel 2023 e aveva maturato un credito Art bonus. Nel 730/2025 ha usato la prima quota. Nel 730/2026 deve usare la seconda.
Come si applica. Sempronio non deve indicare una nuova donazione, ma riportare il credito residuo e la rata dell’anno precedente. Nel rigo G9 colonna 2 riporta il residuo come indicato nel rigo 130 del Mod. 730-3/2025; in colonna 3 indica la rata del credito 2024; in colonna 4 la rata del credito 2023. Il sistema calcola la quota spettante per il 2025 e la imputa in diminuzione dell’IRPEF.
In pratica
- Tieni il 730-3 degli anni passati: contiene i dati residui da riportare.
- Il meccanismo delle tre rate fa sì che il beneficio si distribuisca su tre anni.
- Anche la quota residua non usata torna automaticamente l’anno successivo.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Quanto si recupera con l'Art bonus?
Il 65% della donazione effettuata, nei limiti del 15% del proprio reddito imponibile annuo. Il credito si utilizza in tre quote annuali uguali.
Posso donare a qualsiasi museo o teatro?
No. L’ente beneficiario deve essere pubblico o avere specifiche caratteristiche previste dalla legge: beni culturali pubblici, istituti e luoghi della cultura di appartenenza pubblica, fondazioni lirico-sinfoniche, teatri di tradizione, festival, circuiti di distribuzione e altri soggetti indicati dalla normativa. Conviene verificare con l’ente se rientra tra i beneficiari dell’Art bonus.
Posso donare in contanti?
No. La donazione deve essere fatta esclusivamente tramite strumenti tracciabili: banca, ufficio postale, carte di debito o credito, assegni bancari e circolari. Il contante non è ammesso.
Cosa succede se non riesco a usare tutta la quota in un anno?
La parte di quota annuale non utilizzata (perché l’IRPEF non era sufficiente) viene riportata automaticamente agli anni successivi. Non si perde.
Si può cumulare l'Art bonus con la detrazione ordinaria per le liberalità culturali?
No. Per le stesse donazioni non è possibile usare sia il credito Art bonus sia la detrazione ordinaria per erogazioni liberali prevista nel Quadro E. Bisogna scegliere l’una o l’altra agevolazione.
Dove trovo conferma di essere beneficiario dell'Art bonus?
Il Ministero della Cultura pubblica sul proprio sito l’elenco degli enti e dei beni culturali che beneficiano dell’Art bonus. Prima di donare, è consigliabile verificare che il destinatario sia in elenco.
Domande frequenti
Quanto si recupera con l'Art bonus?
Il 65% della donazione effettuata, nei limiti del 15% del proprio reddito imponibile annuo. Il credito si utilizza in tre quote annuali uguali.
Posso donare a qualsiasi museo o teatro?
No. L'ente beneficiario deve essere pubblico o avere specifiche caratteristiche previste dalla legge: beni culturali pubblici, istituti e luoghi della cultura di appartenenza pubblica, fondazioni lirico-sinfoniche, teatri di tradizione, festival, circuiti di distribuzione e altri soggetti indicati dalla normativa. Conviene verificare con l'ente se rientra tra i beneficiari dell'Art bonus.
Posso donare in contanti?
No. La donazione deve essere fatta esclusivamente tramite strumenti tracciabili: banca, ufficio postale, carte di debito o credito, assegni bancari e circolari. Il contante non è ammesso.
Cosa succede se non riesco a usare tutta la quota in un anno?
La parte di quota annuale non utilizzata (perché l'IRPEF non era sufficiente) viene riportata automaticamente agli anni successivi. Non si perde.
Si può cumulare l'Art bonus con la detrazione ordinaria per le liberalità culturali?
No. Per le stesse donazioni non è possibile usare sia il credito Art bonus sia la detrazione ordinaria per erogazioni liberali prevista nel Quadro E. Bisogna scegliere l'una o l'altra agevolazione.
Dove trovo conferma di essere beneficiario dell'Art bonus?
Il Ministero della Cultura pubblica sul proprio sito l'elenco degli enti e dei beni culturali che beneficiano dell'Art bonus. Prima di donare, è consigliabile verificare che il destinatario sia in elenco.
Vedi anche