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I fringe benefit sono compensi in natura che il datore eroga ai dipendenti. Entro una soglia annua fissata dalla legge (aggiornata anno per anno dalla legge di bilancio) non concorrono al reddito imponibile; oltre la soglia, l’intero importo diventa imponibile. Dal 2024 la soglia è differenziata tra lavoratori con figli a carico e senza: verificare la legge di bilancio dell’anno di riferimento per i valori in vigore.
Tabella riepilogativa
| Situazione | Effetto fiscale |
|---|---|
| Valore complessivo ≤ soglia annua | Non concorre al reddito imponibile (esente IRPEF e contributi) |
| Valore complessivo > soglia annua | L’intero importo diventa imponibile (non solo l’eccedenza) |
| Soglia per lavoratori con figli a carico | Importo superiore — aggiornato dalla legge di bilancio dell’anno |
| Soglia ordinaria (senza figli a carico) | Importo base — aggiornato dalla legge di bilancio dell’anno |
| Rimborso utenze domestiche (luce, gas, acqua) | Incluso nel computo della soglia se previsto dalla contrattazione |
Cosa sono i fringe benefit
I fringe benefit (compensi in natura) sono beni e servizi che il datore corrisponde al lavoratore in aggiunta alla retribuzione ordinaria: buoni acquisto, rimborso utenze domestiche, prestiti aziendali agevolati, concessione di alloggi, polizze assicurative non rientranti nel welfare esente, e altri beni in natura. Il loro valore si determina in base al valore normale (art. 9 TUIR) o a specifici criteri forfettari previsti dalla legge per alcune categorie (auto aziendale, prestiti).
La soglia di esenzione: meccanismo e attenzione al superamento
L’art. 51, comma 3, TUIR stabilisce che i benefit in natura non concorrono al reddito se il loro valore complessivo non supera una soglia annua. La peculiarità è che se si supera anche di un solo euro la soglia, l’intero importo diventa imponibile, non solo l’eccedenza. Questo rende critico il monitoraggio durante l’anno.
La soglia è stata modificata più volte negli ultimi anni e varia in base alla presenza di figli fiscalmente a carico. Per i valori in vigore nel 2026 è necessario verificare la legge di bilancio vigente.
Come dichiarare la condizione di avere figli a carico
Per accedere all’eventuale soglia più elevata prevista per chi ha figli a carico, il lavoratore deve comunicarlo al datore di lavoro tramite una dichiarazione scritta, indicando i codici fiscali dei figli. Il datore applica la soglia maggiorata dal mese di comunicazione; il lavoratore deve tempestivamente comunicare qualsiasi variazione (es. figlio non più a carico).
Casi pratici
Tizio riceve buoni acquisto per 400 € nel corso dell’anno. Se l’importo rimane entro la soglia vigente, nessun importo confluisce nel reddito imponibile e non paga né IRPEF né contributi su questa voce.
Caia ha ricevuto benefit in natura per un totale annuo che supera la soglia di esenzione. L’intero importo — non solo l’eccedenza — diventa imponibile e il sostituto d’imposta (il datore) deve assoggettarlo a ritenuta nella busta paga del mese in cui si supera il limite.
Sempronio ha due figli fiscalmente a carico e ha comunicato i loro codici fiscali al datore. Beneficia della soglia maggiorata prevista per questa categoria: può ricevere benefit in natura per un importo superiore rispetto a un collega senza figli a carico, mantenendo l’esenzione fiscale.
Domande frequenti
I buoni pasto sono fringe benefit?
No. I buoni pasto (ticket restaurant) seguono un regime specifico e autonomo: sono esenti da IRPEF e contributi entro i limiti giornalieri fissati dalla normativa vigente (elettronici: soglia più alta; cartacei: soglia più bassa) e non rientrano nel computo della soglia generale dei fringe benefit.
Cosa succede se si supera la soglia fringe benefit?
L’intero valore dei benefit ricevuti (non solo la parte eccedente la soglia) concorre al reddito imponibile e viene assoggettato a IRPEF e contributi previdenziali nella busta paga del mese di superamento.
Il rimborso delle utenze domestiche rientra nei fringe benefit?
Dal 2022 la normativa ha incluso nel computo della soglia anche i rimborsi delle spese per utenze domestiche (luce, gas, acqua), se previsti da accordo o regolamento aziendale. Verificare la disciplina aggiornata per l’anno di riferimento.
Come si calcola il valore dei beni in natura?
In linea generale si usa il valore normale (art. 9 TUIR), ossia il prezzo mediamente praticato per beni e servizi della stessa specie. Per alcune categorie (auto aziendale, prestiti) esistono criteri forfettari specifici.
Il datore deve comunicare i benefit erogati in dichiarazione?
Sì. Il datore riepiloga tutti i benefit nel modello CU (Certificazione Unica) consegnato al lavoratore entro marzo dell’anno successivo, indicando gli importi imponibili e quelli esclusi dal reddito.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
I buoni pasto sono fringe benefit?
No. I buoni pasto (ticket restaurant) seguono un regime specifico e autonomo: sono esenti da IRPEF e contributi entro i limiti giornalieri fissati dalla normativa vigente (elettronici: soglia più alta; cartacei: soglia più bassa) e non rientrano nel computo della soglia generale dei fringe benefit.
Cosa succede se si supera la soglia fringe benefit?
L'intero valore dei benefit ricevuti (non solo la parte eccedente la soglia) concorre al reddito imponibile e viene assoggettato a IRPEF e contributi previdenziali nella busta paga del mese di superamento.
Il rimborso delle utenze domestiche rientra nei fringe benefit?
Dal 2022 la normativa ha incluso nel computo della soglia anche i rimborsi delle spese per utenze domestiche (luce, gas, acqua), se previsti da accordo o regolamento aziendale. Verificare la disciplina aggiornata per l'anno di riferimento.
Come si calcola il valore dei beni in natura?
In linea generale si usa il valore normale (art. 9 TUIR), ossia il prezzo mediamente praticato per beni e servizi della stessa specie. Per alcune categorie (auto aziendale, prestiti) esistono criteri forfettari specifici.
Il datore deve comunicare i benefit erogati in dichiarazione?
Sì. Il datore riepiloga tutti i benefit nel modello CU (Certificazione Unica) consegnato al lavoratore entro marzo dell'anno successivo, indicando gli importi imponibili e quelli esclusi dal reddito.
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