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  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · Diritti sindacali, trattenute e tutele

In sintesi

Il lavoro a domicilio riguarda chi esegue prestazioni manualmente per conto di un datore senza vincolo di orario ma con dipendenza economica, ed è regolato dalla L. 877/1973. Il telelavoro comporta invece la prestazione dell’attività in luogo diverso dalla sede aziendale attraverso strumenti informatici, con rapporto di subordinazione invariato; dal 2017 il lavoro agile (smart working) ne costituisce la variante flessibile disciplinata dalla L. 81/2017.

Riferimento normativo

L. 877/1973 (lavoro a domicilio); art. 18-23 CCNL e accordi specifici (telelavoro)

Tabella riepilogativa

Lavoro a domicilio vs telelavoro vs smart working
Caratteristica Lavoro a domicilio Telelavoro Smart working
Norma di riferimento L. 877/1973 Accordi CCNL / accordo individuale L. 81/2017, artt. 18-23
Luogo di lavoro Abitazione del lavoratore Sede remota fissa concordata Alterno: sede + luoghi esterni
Orario Non regolato (tariffe a pezzo) Come sede, salvo accordo diverso Flessibile, con fasce di reperibilità
Subordinazione Dipendenza economica, non organizzativa Piena subordinazione Piena subordinazione
Strumenti di lavoro Spesso propri Aziendali o concordati Aziendali (obbligo datore su sicurezza)
Accordo scritto Non obbligatorio ma consigliato Sì, obbligatorio

Il lavoro a domicilio secondo la L. 877/1973

La legge 877/1973 tutela il lavoratore a domicilio che esegue opere o servizi per conto di terzi, nella propria abitazione o in locale da lui scelto, con strumenti propri o del committente. La caratteristica fondamentale è la dipendenza economica dal committente, anche in assenza di un orario imposto. Il datore deve iscrivere il lavoratore nel registro apposito e garantire le tariffe minime stabilite dai CCNL di categoria.

Il telelavoro: subordinazione a distanza

Il telelavoro è una modalità di esecuzione del normale rapporto subordinato in un luogo remoto concordato, collegato all’azienda via strumenti informatici. Il lavoratore mantiene tutti i diritti del rapporto di lavoro subordinato: retribuzione, ferie, sicurezza, parità di trattamento. L’accordo individuale o il CCNL regolano gli aspetti operativi (dotazione strumenti, rimborsi, orario).

Il lavoro agile (smart working) dopo la L. 81/2017

Il lavoro agile si distingue per la flessibilità della sede e dell’orario: il lavoratore alterna giornate in azienda e fuori, senza obbligo di postazione fissa. Richiede un accordo scritto individuale che regola modalità, tempi di disconnessione e sicurezza. Il datore consegna informativa sui rischi e risponde dei danni causati dagli strumenti aziendali.

Casi pratici

Tizio – cucitore a domicilio per un'impresa tessile

Tizio cuce capi per un laboratorio tessile a casa propria, con le sue macchine, a cottimo. Rientra nel lavoro a domicilio ex L. 877/1973: ha diritto alle tariffe minime del CCNL di riferimento e all’iscrizione al registro del datore.

Caia – contabile in telelavoro full-time

Caia lavora da casa in modo continuativo, collegata via VPN all’ufficio, con orario 9-18 come i colleghi in sede. Si tratta di telelavoro: il suo contratto di lavoro subordinato non cambia, inclusi inquadramento, TFR e ferie.

Sempronio – ingegnere in smart working 3 giorni a settimana

Sempronio ha firmato un accordo individuale di lavoro agile: tre giorni fuori sede (dove può) e due in ufficio. Il datore gli ha consegnato l’informativa sui rischi e il laptop aziendale. Ha diritto alla disconnessione fuori dall’orario concordato.

Domande frequenti

Qual è la differenza principale tra telelavoro e smart working?

Il telelavoro si svolge in un luogo remoto fisso concordato con orario definito; lo smart working (lavoro agile ex L. 81/2017) è invece flessibile nel luogo e negli orari, con alternanza sede/esterno e accordo scritto obbligatorio.

Il lavoratore a domicilio ha diritto ai contributi previdenziali?

Sì. Il datore è tenuto a iscrivere il lavoratore a domicilio all’INPS e a versare i contributi secondo le regole del lavoro subordinato o parasubordinato applicabile.

In smart working il datore deve fornire il computer?

Non è obbligatorio per legge, ma il datore è responsabile della sicurezza degli strumenti aziendali forniti e deve consegnare informativa sui rischi. L’accordo individuale può regolare diversamente la dotazione strumentale.

Il telelavoro può essere revocato dal datore?

Dipende dall’accordo: se il telelavoro è previsto dal contratto individuale o collettivo, la revoca unilaterale è limitata alle clausole pattuite. Per il lavoro agile la L. 81/2017 prevede un preavviso minimo per il recesso.

Lo smart working è un diritto del lavoratore fragile?

In alcuni casi sì: la normativa emergenziale e successive disposizioni hanno riconosciuto priorità ai lavoratori fragili e ai genitori di figli under 14 in specifici periodi. Al 2026 occorre verificare l’eventuale proroga delle disposizioni di favore vigenti.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

In sintesi

  • Tre istituti distinti spesso confusi: lavoro a domicilio (L. 877/1973), telelavoro (accordi CCNL/individuali) e lavoro agile (L. 81/2017).
  • Il lavoro a domicilio si fonda sulla dipendenza economica dal committente, non sul vincolo di orario.
  • Il telelavoro e lo smart working presuppongono piena subordinazione: cambiano solo le modalita di esecuzione.
  • Lo smart working richiede accordo scritto individuale con disciplina di disconnessione e sicurezza.
  • Parita di trattamento retributivo, previdenziale e di sicurezza in tutte e tre le forme.
Indice dei contenuti

La sovrapposizione lessicale tra lavoro a domicilio, telelavoro e smart working genera incertezze pratiche rilevanti, perche da ciascuna qualificazione discendono regole diverse su orario, retribuzione, responsabilita per la sicurezza e diritto alla disconnessione. Distinguere correttamente i tre istituti e il primo passo per capire quali tutele si applicano al singolo rapporto.

Il lavoro a domicilio nella L. 877/1973

La legge tutela chi esegue opere o servizi per conto di un committente nella propria abitazione o in un locale di sua scelta, con strumenti propri o forniti. L'elemento qualificante non e il luogo, ma la dipendenza economica: il lavoratore opera per un committente prevalente pur senza vincolo di orario. Da qui l'obbligo del datore di iscrizione nel registro e l'applicazione delle tariffe di categoria.

Telelavoro: la subordinazione si sposta, non si attenua

Nel telelavoro il rapporto subordinato resta integro: cambia solo il luogo di esecuzione, una sede remota fissa concordata e collegata all'azienda. Inquadramento, retribuzione, ferie, TFR e tutele restano quelli del lavoro in sede. Gli aspetti operativi (dotazione, rimborsi, orario) sono rimessi all'accordo individuale o alla contrattazione collettiva.

Lavoro agile dopo la L. 81/2017

Il lavoro agile si caratterizza per l'assenza di una postazione fissa e per la flessibilita di tempi e luoghi, con alternanza tra sede ed esterno. La legge richiede un accordo scritto che disciplini modalita, fasce di reperibilita, tempi di riposo e diritto alla disconnessione. Il datore consegna l'informativa sui rischi e risponde della sicurezza degli strumenti aziendali forniti.

Strumenti, costi e responsabilita

Nel lavoro a domicilio gli strumenti sono spesso del lavoratore; nel telelavoro e nello smart working tendono a essere aziendali o concordati. La legge non impone in modo assoluto la fornitura del dispositivo nello smart working, ma addossa al datore la responsabilita per gli strumenti che fornisce e l'obbligo informativo sui rischi. L'accordo individuale puo regolare rimborsi e dotazione.

Disconnessione e tempi di riposo

Il diritto alla disconnessione e oggi un presidio centrale del lavoro a distanza: fuori dalle fasce concordate il lavoratore non e tenuto a essere reperibile. La sua effettivita dipende dalla chiarezza dell'accordo individuale, che deve indicare orari e modalita di reperibilita per evitare una reperibilita di fatto permanente.

Previdenza e parita di trattamento

In tutte e tre le forme il lavoratore mantiene la copertura previdenziale: per il lavoratore a domicilio il committente versa i contributi secondo le regole applicabili, mentre telelavoro e smart working seguono il regime ordinario del lavoro subordinato. La parita di trattamento con chi opera in presenza riguarda retribuzione, progressione e ferie.

Recesso e reversibilita

La revocabilita varia con l'istituto: nel telelavoro previsto da contratto la revoca unilaterale incontra i limiti delle clausole pattuite, mentre per il lavoro agile la L. 81/2017 disciplina il recesso con preavviso. Cio rende essenziale verificare cosa prevede l'accordo individuale o collettivo prima di assumere decisioni.

Domande frequenti

Qual e la differenza principale tra telelavoro e smart working?

Il telelavoro si svolge in un luogo remoto fisso e concordato, con orario tendenzialmente definito; lo smart working (lavoro agile ex L. 81/2017) e flessibile nel luogo e nell'orario, con alternanza sede/esterno e accordo scritto obbligatorio.

Il lavoratore a domicilio ha diritto ai contributi previdenziali?

Si. Il committente e tenuto a iscrivere il lavoratore e a versare i contributi secondo le regole del rapporto applicabile, in coerenza con la L. 877/1973.

Nello smart working il datore deve fornire il computer?

Non c'e un obbligo assoluto di legge, ma il datore risponde della sicurezza degli strumenti che fornisce e deve consegnare l'informativa sui rischi. La dotazione puo essere regolata dall'accordo individuale.

Il telelavoro puo essere revocato dal datore?

Dipende dall'accordo: se previsto da contratto individuale o collettivo, la revoca unilaterale incontra i limiti delle clausole pattuite. Per il lavoro agile la L. 81/2017 disciplina il recesso con preavviso.

Lo smart working e un diritto per il lavoratore fragile?

In alcune ipotesi la normativa ha riconosciuto priorita a lavoratori fragili e genitori di figli minori in periodi specifici. Occorre verificare di volta in volta l'eventuale proroga delle disposizioni di favore vigenti.

Ultimo aggiornamento redazionale: 20 giugno 2026
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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