Testo dell'articoloVigente
La legge garantisce almeno 3 giorni lavorativi retribuiti in caso di decesso o documentata grave infermità del coniuge, convivente o di un parente entro il 2° grado. I CCNL spesso estendono la platea dei beneficiari e la durata. Il permesso non è sostituibile con ferie né scalabile dall’orario.
Quanti giorni mancano?
Conta i giorni esatti tra due date, con o senza estremi: utile per termini e scadenze.
Tabella riepilogativa
| Aspetto | Legge (L. 53/2000) | CCNL (variabile) |
|---|---|---|
| Durata | 3 giorni lavorativi | Spesso 3-5 giorni lavorativi |
| Retribuzione | Piena, a carico del datore | Confermata o migliorata |
| Beneficiari | Coniuge, convivente, parenti/affini entro 2° | Spesso esteso ad affini 3° e conviventi more uxorio |
| Decorrenza | Dal giorno del decesso (o evento) | Idem, salvo diversa previsione |
| Documentazione | Certificato di morte o attestato sanitario | Idem |
La tutela di legge: 3 giorni per il lutto
L’art. 4, co. 1 della L. 53/2000 garantisce 3 giorni lavorativi retribuiti all’anno in caso di decesso o documentata grave infermità del coniuge, del convivente o di un parente (o affine) entro il 2° grado (genitori, figli, fratelli/sorelle, nonni, nipoti). Il permesso è distinto dalle ferie e non può essere detratto dal monte ferie.
Cosa aggiungono i CCNL
Quasi tutti i CCNL recepiscono e migliorano la legge: molti prevedono 3-5 giorni lavorativi anche per affini di 3° grado (suoceri, cognati) e per i conviventi more uxorio documentati con stato di famiglia. Alcuni CCNL del pubblico impiego arrivano a 5 giorni per il coniuge/figlio. È sempre necessario verificare il contratto applicato.
Come si documenta e si richiede
Il lavoratore deve comunicare il decesso (o la grave infermità) al datore non appena possibile e presentare entro breve tempo il certificato di morte o, nel caso di grave infermità, la documentazione sanitaria. La decorrenza parte dal giorno dell’evento. Il permesso non si cumula con analoghe previsioni di altri istituti per lo stesso evento.
Casi pratici
Il nonno di Tizio (parente di 2° grado in linea collaterale) muore di lunedì. Tizio ha diritto a 3 giorni lavorativi retribuiti (lunedì, martedì, mercoledì). Il CCNL Metalmeccanici prevede 4 giorni: Tizio potrà fruire del giorno aggiuntivo.
Il coniuge di Caia è ricoverato in condizioni critiche. La L. 53/2000 consente anche la fruizione del permesso per grave infermità documentata: Caia può richiedere i 3 giorni producendo l’attestato sanitario del ricovero.
Il suocero di Sempronio (affine di 2° grado) muore. La legge include gli affini entro il 2°: Sempronio ha diritto ai 3 giorni. Se il CCNL estendesse il beneficio agli affini di 3° (es. per la morte del cognato), lo avrebbe per quella fattispecie.
Domande frequenti
I giorni di lutto si contano lavorativi o di calendario?
La L. 53/2000 parla di giorni lavorativi, non di calendario. Se il CCNL non dispone diversamente, domeniche e festivi non vengono conteggiati.
Il permesso per lutto si applica anche ai conviventi di fatto?
La legge include il «convivente»: dal 2016 (L. 76/2016) sono tutelati anche i conviventi di fatto registrati all’anagrafe. Il CCNL può estendere ulteriormente.
Posso aggiungere ferie ai giorni di lutto?
Sì, i due istituti sono distinti. Il lavoratore può aggiungere giorni di ferie o permessi ordinari, previo accordo col datore.
Il permesso per lutto è retribuito?
Sì, i 3 giorni sono interamente a carico del datore e vengono retribuiti come ordinari giorni lavorativi.
Vale anche per la morte di un animale domestico?
No. La legge e i CCNL non prevedono permessi retribuiti per questo caso. Il lavoratore può eventualmente concordare ferie o permessi non retribuiti.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
I giorni di lutto si contano lavorativi o di calendario?
La L. 53/2000 parla di giorni lavorativi, non di calendario. Se il CCNL non dispone diversamente, domeniche e festivi non vengono conteggiati.
Il permesso per lutto si applica anche ai conviventi di fatto?
La legge include il «convivente»: dal 2016 (L. 76/2016) sono tutelati anche i conviventi di fatto registrati all'anagrafe. Il CCNL può estendere ulteriormente.
Posso aggiungere ferie ai giorni di lutto?
Sì, i due istituti sono distinti. Il lavoratore può aggiungere giorni di ferie o permessi ordinari, previo accordo col datore.
Il permesso per lutto è retribuito?
Sì, i 3 giorni sono interamente a carico del datore e vengono retribuiti come ordinari giorni lavorativi.
Vale anche per la morte di un animale domestico?
No. La legge e i CCNL non prevedono permessi retribuiti per questo caso. Il lavoratore può eventualmente concordare ferie o permessi non retribuiti.
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