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Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche
In sintesi
La NASpI è l'indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. Per ottenerla occorrono almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti e la domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione. L'importo e la durata dipendono dalla retribuzione e dalla contribuzione maturata.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · NASpI e disoccupazione

In sintesi

La NASpI è l’indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. Per ottenerla occorrono almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti e la domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione. L’importo e la durata dipendono dalla retribuzione e dalla contribuzione maturata.

Riferimento normativo

D.Lgs. 22/2015

Quanta NASpI ti spetta?

Calcola importo e durata dell'indennità di disoccupazione 2026, con massimale e décalage.

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Tabella riepilogativa

NASpI 2026 — Quadro di sintesi
Elemento Regola
Stato richiesto Disoccupazione involontaria (licenziamento, fine contratto, giusta causa, risoluzione protetta)
Requisito contributivo Almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la cessazione
Requisito dello stato di disoccupazione Dichiarazione di disponibilità immediata al lavoro (DID) al Centro per l’impiego
Domanda Telematica all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione
Durata massima 24 mesi (metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni)
Décalage Riduzione mensile dell’importo a partire dal quinto mese (3% al mese)
Importi Aggiornati annualmente dall’INPS con massimale mensile

Chi ha diritto alla NASpI

La NASpI spetta ai lavoratori dipendenti — compreso il personale artistico e i dirigenti — che si trovano in stato di disoccupazione involontaria. Sono incluse: la perdita del lavoro per licenziamento (anche per giusta causa), la scadenza di un contratto a termine, le dimissioni per giusta causa e la risoluzione consensuale in sede protetta (conciliazione sindacale o Ispettorato del Lavoro). Sono invece escluse le dimissioni volontarie ordinarie, salvo quelle per giusta causa.

Il requisito contributivo

Il lavoratore deve poter far valere almeno 13 settimane di contributi nel quadriennio che precede la data di cessazione del rapporto. Non è richiesto un periodo minimo di anzianità nell’ultimo impiego: rileva la contribuzione complessiva nei 4 anni, anche derivante da più rapporti di lavoro distinti.

Come presentare la domanda

La domanda si presenta esclusivamente in via telematica tramite il sito INPS (portale MyINPS), tramite il proprio patronato di riferimento o tramite un CAF abilitato. Il termine è di 68 giorni dalla cessazione del rapporto. Se presentata entro 8 giorni dalla cessazione, la NASpI decorre dall’ottavo giorno; altrimenti decorre dal giorno successivo alla domanda. Prima o contestualmente alla domanda occorre rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) al Centro per l’impiego competente.

Décalage: la riduzione mensile

A partire dal quinto mese di fruizione l’importo mensile della NASpI si riduce del 3% ogni mese (décalage). Per i lavoratori con 55 anni o più, il décalage scatta dal settimo mese. Questa riduzione progressiva incentiva la ripresa di un’occupazione nel più breve tempo possibile.

Casi pratici

Tizio — licenziamento con 3 anni di contributi

Tizio viene licenziato dopo 3 anni di lavoro continuativo. Ha accumulato ben più di 13 settimane di contributi nel quadriennio e presenta domanda NASpI entro 68 giorni. Ha diritto all’indennità per una durata pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, con importo calcolato sulla sua retribuzione media.

Caia — dimissioni volontarie ordinarie

Caia si dimette senza una giusta causa: la NASpI non spetta, perché le dimissioni volontarie escludono lo stato di disoccupazione involontaria. Potrà accedere alla NASpI solo se in futuro perderà il lavoro in modo involontario.

Sempronio — fine contratto a termine

Sempronio lavora con un contratto a termine che scade senza rinnovo. La scadenza del contratto costituisce disoccupazione involontaria: se ha almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti, ha diritto alla NASpI e deve presentare domanda entro 68 giorni dalla scadenza.

Domande frequenti

La NASpI spetta anche dopo le dimissioni per giusta causa?

Sì. Le dimissioni per giusta causa — ad esempio mancato pagamento dello stipendio o mobbing — sono equiparate al licenziamento ai fini della NASpI. Occorre documentare la giusta causa.

Quante settimane di contributi servono per la NASpI?

Almeno 13 settimane nei 4 anni che precedono la cessazione del rapporto, indipendentemente da quanti datori di lavoro le abbiano versate.

Entro quando va presentata la domanda NASpI?

Entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, in via telematica tramite INPS, patronato o CAF abilitato.

Il décalage riduce subito l'importo della NASpI?

No. La riduzione del 3% mensile scatta dal quinto mese (dal settimo per chi ha 55 anni o più) e si applica ogni mese successivo fino alla scadenza della prestazione.

La NASpI è compatibile con il lavoro dipendente?

Solo parzialmente. La ripresa di un lavoro dipendente comporta la sospensione o la decadenza dalla NASpI, a seconda della durata del nuovo rapporto. Vedere l’articolo specifico sul cumulo.

Chi non ha diritto alla NASpI?

Non hanno diritto alla NASpI i lavoratori autonomi (per loro esiste la DIS-COLL se collaboratori coordinati), i dipendenti pubblici a tempo indeterminato, i pensionati e chi si dimette volontariamente senza giusta causa.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Domande frequenti

La NASpI spetta anche dopo le dimissioni per giusta causa?

Sì. Le dimissioni per giusta causa — ad esempio mancato pagamento dello stipendio o mobbing — sono equiparate al licenziamento ai fini della NASpI. Occorre documentare la giusta causa.

Quante settimane di contributi servono per la NASpI?

Almeno 13 settimane nei 4 anni che precedono la cessazione del rapporto, indipendentemente da quanti datori di lavoro le abbiano versate.

Entro quando va presentata la domanda NASpI?

Entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, in via telematica tramite INPS, patronato o CAF abilitato.

Il décalage riduce subito l'importo della NASpI?

No. La riduzione del 3% mensile scatta dal quinto mese (dal settimo per chi ha 55 anni o più) e si applica ogni mese successivo fino alla scadenza della prestazione.

La NASpI è compatibile con il lavoro dipendente?

Solo parzialmente. La ripresa di un lavoro dipendente comporta la sospensione o la decadenza dalla NASpI, a seconda della durata del nuovo rapporto. Vedere l'articolo specifico sul cumulo.

Chi non ha diritto alla NASpI?

Non hanno diritto alla NASpI i lavoratori autonomi (per loro esiste la DIS-COLL se collaboratori coordinati), i dipendenti pubblici a tempo indeterminato, i pensionati e chi si dimette volontariamente senza giusta causa.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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