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Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Prassi e linee guida
  5. Casi pratici
  6. Domande frequenti
  7. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 37 TUI prevede assistenza per stranieri vittime di violenza o grave sfruttamento, recepimento della Direttiva 2011/36/UE sulla tratta.
  • Si combina con l'art. 18 TUI sul permesso di protezione sociale: l'art. 37 ne disciplina aspetti operativi.
  • Garantisce accoglienza in strutture protette (case rifugio, comunità), supporto psicologico, mediazione, accompagnamento legale.
  • Si applica anche alle vittime di violenza di genere in combinato con l'art. 18-bis e la Convenzione di Istanbul (2011).
  • Coordina i ruoli di servizi sociali, forze dell'ordine, magistratura, terzo settore in una rete nazionale anti-tratta.
  • Finanziamento attraverso il Fondo per le Pari Opportunità e fondi UE (AMIF, FAMI).

Testo dell'articoloVigente

Art. 37 del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 — Testo Unico Immigrazione. Rubrica: Assistenza per vittime di violenza o grave sfruttamento. Per il testo ufficiale si rinvia a Normattiva (D.Lgs. 286/1998).

Commento

L'assistenza alle vittime: cornice operativa

L'art. 37 del T.U. Immigrazione costituisce la cornice operativa per l'assistenza degli stranieri vittime di violenza o di grave sfruttamento. Si combina strettamente con l'art. 18 TUI, che è la norma sostanziale sul permesso di protezione sociale, ed è di fatto la sua attuazione. La norma è stata oggetto di numerosi interventi: D.Lgs. 24/2014 di recepimento direttiva 2011/36/UE sulla tratta, D.L. 93/2013 sulla violenza di genere (con l'introduzione dell'art. 18-bis), e Convenzione di Istanbul ratificata con L. 77/2013.

Strutture e accoglienza

L'art. 37 disciplina l'accoglienza in strutture protette: case rifugio gestite da Comuni o associazioni del registro, comunità terapeutiche, alloggi protetti per la mediazione. L'accoglienza include vitto, alloggio, vestiario, igiene personale, sostegno psicologico, mediazione culturale, supporto legale. Le strutture sono accreditate presso il Dipartimento per le Pari Opportunità e finanziate attraverso bandi annuali con risorse del Fondo per le Pari Opportunità e fondi UE (AMIF, FAMI). Per le vittime di violenza di genere operano specifici Centri Antiviolenza (CAV) ex L. 119/2013.

Programmi di assistenza personalizzati

Il programma di assistenza è personalizzato: tiene conto delle specifiche condizioni della vittima (età, salute, eventuali figli, livello di shock post-traumatico). Include: (a) accoglienza in struttura protetta; (b) sostegno psicologico individuale; (c) mediazione culturale; (d) formazione linguistica (italiano L2); (e) formazione professionale; (f) inserimento lavorativo o scolastico; (g) accompagnamento legale (assistenza al procedimento penale, civile, amministrativo); (h) ricongiungimento familiare se applicabile (anche con minori). La durata è adattata: tipicamente 6-12 mesi, prorogabili.

Rete nazionale anti-tratta

L'art. 37 si inserisce nella rete nazionale anti-tratta, coordinata dal Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio. La rete include: (a) Prefetture e Questure (identificazione, ordine pubblico); (b) Procure della Repubblica (procedimenti penali per tratta, riduzione in schiavitù, sfruttamento); (c) Tribunali Penali e Civili (procedimenti); (d) ASL (assistenza sanitaria, psicologica); (e) Comuni e servizi sociali; (f) associazioni accreditate del terzo settore (Save the Children, Caritas, Comunità di Sant'Egidio, Differenza Donna, ASGI). Il Numero Verde Anti-Tratta (800.290.290) coordina le segnalazioni 24/24.

Vittime di violenza di genere e Convenzione di Istanbul

Per le vittime di violenza di genere (violenza domestica, stalking, mutilazioni genitali, matrimoni forzati) l'art. 37 si combina con l'art. 18-bis TUI, con la L. 119/2013 (norme contro la violenza di genere), con la Convenzione di Istanbul del 2011 ratificata dall'Italia. Le donne straniere irregolari vittime di violenza possono ottenere permesso speciale autonomo, anche se non hanno denunciato i fatti formalmente: la modalità sociale (proposta dei servizi sociali) garantisce l'accesso senza esposizione al rischio. Le case rifugio (CAV) sono il primo presidio.

Cooperazione internazionale

L'art. 37 ha proiezioni internazionali: cooperazione con UNHCR, OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), GRETA (Gruppo di esperti contro la tratta del Consiglio d'Europa), reti UE (Anti-Trafficking Coordinator). I programmi di rimpatrio assistito consentono alle vittime di tornare nel Paese di origine in sicurezza, con supporto per la reintegrazione. La cooperazione con i Paesi di origine (Nigeria, Romania, Bulgaria, Albania, Bangladesh) è cruciale per smantellare le reti. La direttiva 2011/36/UE armonizza gli strumenti europei.

Massime giurisprudenziali

Cass. SS.UU., sent. n. 9217/2016

Le Sezioni Unite hanno precisato i criteri per l'acquisto della cittadinanza italiana ex art. 4, comma 2, L. 91/1992 da parte dello straniero nato e residente in Italia.

Perché è importante: Cittadinanza dello straniero

Prassi e linee guida

Integrazione · Integrazione e politiche per gli stranieri

Hub del Ministero dell'Interno su politiche di integrazione, cittadinanza e dialogo interculturale.

Leggi il documento su www.interno.gov.it

Piani nazionali · Piano integrazione

Piani e indirizzi nazionali del Governo per l'integrazione dei cittadini stranieri.

Leggi il documento su www.governo.it

Casi pratici

Caso 1: Tizia: vittima tratta sessuale

Tizia, nigeriana sfruttata sessualmente, contatta il Numero Verde Anti-Tratta. Trasferita in casa rifugio. Programma di assistenza ex artt. 18 e 37 TUI: psicologo, italiano, formazione, supporto legale. Permesso 1 anno, poi conversione.

Caso 2: Caio: bracciante caporalato

Caio, bangladese, denuncia caporalato in Puglia. Procura attiva inchiesta. Caio ottiene permesso ex art. 18 (modalità giudiziaria), accoglienza in struttura protetta, supporto legale per la testimonianza, inserimento lavorativo regolare.

Caso 3: Sempronia: violenza domestica

Sempronia, marocchina sposata con italiano violento, denuncia al CAV. Accoglienza in casa rifugio. Permesso ex art. 18-bis. Programma personalizzato di tutela e supporto. Convertito in lavoro al termine del percorso.

Caso 4: Commento applicativo

L'art. 37 TUI è cornice operativa per l'assistenza alle vittime di violenza e sfruttamento: rete nazionale anti-tratta, case rifugio, programmi personalizzati, Numero Verde, cooperazione UE/internazionale. Si combina con artt. 18 e 18-bis e Convenzione di Istanbul.

Domande frequenti

Chi sono le vittime tutelate dall'art. 37?

Vittime di tratta, di grave sfruttamento (sessuale, lavorativo), di violenza domestica, di matrimonio forzato, di mutilazioni genitali, di stalking. La norma è ampia e include tutte le situazioni di sfruttamento e di violenza che richiedono assistenza specializzata.

Cosa offre il programma di assistenza?

Accoglienza in struttura protetta (casa rifugio, comunità), sostegno psicologico, mediazione culturale, formazione linguistica e professionale, inserimento lavorativo, accompagnamento legale. Personalizzato sulla condizione individuale.

Serve denunciare per accedere?

No, non necessariamente. La modalità sociale (proposta dei servizi sociali o di associazioni accreditate) consente l'accesso senza denuncia formale. La modalità giudiziaria (proposta del PM) opera nei procedimenti penali.

Cos'è la rete anti-tratta?

Sistema coordinato dal Dipartimento per le Pari Opportunità: Prefetture, Procure, ASL, Comuni, associazioni del terzo settore. Il Numero Verde 800.290.290 coordina le segnalazioni 24/24.

Esiste cooperazione con UE e ONU?

Sì. Cooperazione con OIM, UNHCR, GRETA, reti UE (Anti-Trafficking Coordinator), Paesi di origine per smantellare le reti. La Direttiva 2011/36/UE armonizza gli strumenti europei.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 52 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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