- Le radiazioni ottiche coprono lo spettro da 100 nm a 1 mm: UV (100-400 nm), visibile (380-780 nm), infrarosso (780 nm-1 mm).
- Il laser è qualsiasi dispositivo che produca o amplifichi radiazioni elettromagnetiche nello spettro ottico mediante emissione stimolata controllata.
- Le radiazioni non coerenti sono tutte le radiazioni ottiche diverse dalla radiazione laser.
- I valori limite si basano sugli effetti nocivi accertati su occhi e cute; l’esposizione è definita tramite irradianza, esposizione radiante e radianza.
Art. 214 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Definizioni
In vigore dal 15/05/2008
1. Agli effetti delle disposizioni del presente capo si intendono per: a) radiazioni ottiche: tutte le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di lunghezza d’onda compresa tra 100 ¯Fm e 1 mm. Lo spettro delle radiazioni ottiche si suddivide in radiazioni ultraviolette, radiazioni visibili e radiazioni infrarosse: ((1) radiazioni ultraviolette: radiazioni ottiche a lunghezza d’onda compresa tra 100 e 400 nm. La banda degli ultravioletti è suddivisa in UVA (315-400 nm), UVB (280-315 nm) e UVC (100-280 nm); 2) radiazioni visibili : radiazioni ottiche a lunghezza d’onda compresa tra 380 e 780 nm; 3) radiazioni infrarosse: radiazioni ottiche a lunghezza d’onda compresa tra 780 nm e 1 mm. La regione degli infrarossi è suddivisa in IRA (780-1400 nm), IRB (1400-3000 nm) e IRC (3000 nm-1 mm);)) b) laser (amplificazione di luce mediante emissione stimolata di radiazione): qualsiasi dispositivo al quale si possa far produrre o amplificare le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di lunghezze d’onda delle radiazioni ottiche, soprattutto mediante il processo di emissione stimolata controllata; c) radiazione laser: radiazione ottica prodotta da un laser; d) radiazione non coerente: qualsiasi radiazione ottica diversa dalla radiazione laser; e) valori limite di esposizione: limiti di esposizione alle radiazioni ottiche che sono basati direttamente sugli effetti sulla salute accertati e su considerazioni biologiche. Il rispetto di questi limiti garantisce che i lavoratori esposti a sorgenti artificiali di radiazioni ottiche siano protetti contro tutti gli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute conosciuti; f) irradianza (E) o densità di potenza: la potenza radiante incidente per unità di area su una superficie espressa in watt su metro quadrato (W m-2); g) esposizione radiante (H): integrale nel tempo dell’irradianza espresso in joule su metro quadrato (J m-2); h) radianza (L): il flusso radiante o la potenza per unità d’angolo solido per unità di superficie, espressa in watt su metro quadrato su steradiante (W m-2 sr-1); i) livello: la combinazione di irradianza, esposizione radiante e radianza alle quali è esposto un lavoratore.
Stesso numero, altri codici
- Art. 214 Codice Civile: Obbligazioni della moglie per il godimento
- Articolo 214 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Articolo 214 Codice della Strada: Fermo amministrativo del veicolo
- Articolo 214 Codice di Procedura Civile: Disconoscimento della scrittura privata
- Articolo 214 Codice di Procedura Penale: Svolgimento della ricognizione
- Articolo 214 Codice Penale: Inosservanza delle misure di sicurezza detentive
Il glossario delle radiazioni ottiche: uno spettro fisico ampio
L’art. 214 del D.Lgs. 81/2008 fornisce le definizioni tecniche fondamentali per il Capo V, costruendo il vocabolario fisico necessario per comprendere la valutazione e la gestione del rischio da ROA. Le radiazioni ottiche sono caratterizzate dalla lunghezza d'onda: il Capo V copre il range da 100 nm (UV estremo o vacuum UV) a 1 mm (terahertz/infrarosso lontano). Questo range si suddivide in tre bande principali con caratteristiche biologiche distinte.
Radiazioni ultraviolette (UV): tre sotto-bande
Le UV coprono il range 100-400 nm e si suddividono in: UVA (315-400 nm), la banda meno energetica per fotone ma la più penetrante nei tessuti (raggiunge il derma profondo e il cristallino, responsabile dell’invecchiamento cutaneo e della cataratta); UVB (280-315 nm), la banda con il maggiore potere eritematoso e cancerogeno sulla cute (causano scottature, melanoma, carcinoma squamoso) e principale responsabile della cheratocongiuntivite attinica («occhio del saldatore»); UVC (100-280 nm), la banda più energetica ma filtrata dall’atmosfera nella radiazione solare, artificialmente prodotta da lampade germicida, usate per la sterilizzazione, con rischio biologico elevato per occhi e cute.
Radiazioni visibili e infrarosse
Il visibile (380-780 nm) è la banda percepita dall’occhio umano; l’esposizione a luce visibile intensa (es. arco di saldatura, sorgenti stroboscopiche intense) può causare danno fotochimico alla retina (maculopatia fotochimica), che è il meccanismo principale di danno da laser visibili. L’infrarosso (780 nm-1 mm) si divide in IRA (780-1400 nm): penetra profondamente nei tessuti e nei liquidi oculari, causa cataratta da infrarossi (tipica dei soffiatori di vetro e dei saldatori) e danni alla retina; IRB (1400-3000 nm): assorbito principalmente da cornea e cristallino; IRC (3000 nm-1 mm): assorbito completamente dalla cornea, causa ustioni corneali, e dalla cute, causa ustioni superficiali.
Laser vs. radiazioni non coerenti: una distinzione critica
La distinzione tra radiazione laser e non coerente (sorgenti convenzionali) è fondamentale per la valutazione del rischio. Il laser è una radiazione coerente (tutte le onde in fase), monocromatica, altamente collimata (il fascio non si espande se non per diffrazioni minime): queste proprietà lo rendono capace di concentrare molta energia in un piccolo punto (es. la retina), producendo danni irreversibili anche a potenze basse. Le radiazioni non coerenti (lampade UV, IR, archi di saldatura) sono policromatiche e non collimate: l’energia si disperde con la distanza e il danno è determinato dal prodotto irradianza × tempo di esposizione. I valori limite dell’allegato XXXVII, parte II per le radiazioni laser sono distinti e più restrittivi rispetto a quelli della parte I per le radiazioni non coerenti, proprio a causa di questa differenza nelle proprietà fisiche.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra UV-A, UV-B e UV-C in termini di rischio lavorativo?
Gli UV-A penetrano più in profondità (cataratta, invecchiamento cutaneo); gli UV-B sono i più eritematosi e cancerogeni per la cute (scottature, melanoma) e causano la cheratocongiuntivite del saldatore; gli UV-C sono i più energetici e biologicamente attivi, prodotti artificialmente da lampade germicida (sterilizzazione) con rischio elevato.
La luce di un arco di saldatura è pericolosa anche senza guardare direttamente l’arco?
Sì. La luce diffusa dell’arco contiene UV e IR intensi che possono danneggiare occhi e cute anche indirettamente (guardando da lontano l’area di saldatura o essendo esposti alla riflessione dell’arco su superfici metalliche). La distanza e la maschera di saldatura sono protezioni essenziali.
Un laser di puntamento da conferenza (classe 2, 1 mW) è un rischio per i lavoratori?
Il rischio è minimo a potenze sotto 1 mW: il riflesso di ammiccamento (0,25 secondi) protegge l’occhio da esposizioni accidentali brevissime. Tuttavia, l’art. 214 si applica a tutti i laser; la valutazione del rischio deve considerare la classe e la potenza specifica.
Cosa si intende per 'irradianza' e 'esposizione radiantè?
L’irradianza (E) è la potenza radiante per unità di area (W/m²): indica l’intensità istantanea della radiazione che colpisce una superficie. L’esposizione radiante (H) è l’integrale nel tempo dell’irradianza (J/m²): indica l’energia totale ricevuta per unità di area in un determinato periodo.
La cataratta da infrarossi è riconosciuta come malattia professionale?
Sì. La cataratta da raggi infrarossi (cataratta dei soffiatori di vetro, dei saldatori) rientra nell’elenco delle malattie professionali INAIL, con diritto all’indennizzo se il nesso causale con l’esposizione professionale è documentato.