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Ultimo aggiornamento: 17 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
In sintesi
  • Il Capo V stabilisce le prescrizioni minime per la protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall’esposizione alle radiazioni ottiche artificiali durante il lavoro.
  • L’attenzione principale è sui rischi per gli occhi e per la cute.
  • Le radiazioni ottiche artificiali comprendono tutte le sorgenti artificiali di UV, luce visibile, infrarosso e radiazioni laser.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 213 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Campo di applicazione

In vigore dal 15/05/2008

1. Il presente capo stabilisce prescrizioni minime di protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che possono derivare, dall’esposizione alle radiazioni ottiche artificiali durante il lavoro con particolare riguardo ai rischi dovuti agli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute.

Campo di applicazione del Capo V sulle radiazioni ottiche artificiali

L’art. 213 del D.Lgs. 81/2008 apre il Capo V del Titolo VIII, dedicato alla protezione dei lavoratori dall’esposizione alle radiazioni ottiche artificiali (ROA). La norma recepisce la Direttiva 2006/25/CE, che è storicamente l’ultima delle direttive sugli agenti fisici approvate prima dell’adozione del D.Lgs. 81/2008. Il termine «ottiche artificiali» è fondamentale: il Capo V non riguarda la luce solare (radiazione ottica naturale), che è disciplinata dalla normativa generale sulla salute e sicurezza e non rientra nel campo di applicazione specifico di questo Capo. Le ROA comprendono un’ampia gamma di sorgenti industriali, medicali e di ricerca: saldatura ad arco (UV intensi), lampade UV per fotoincollaggio, sterilizzazione o indurimento di resine, laser industriali e medicali di tutte le classi, lampade a infrarosso per essiccazione, forni a induzione (IR), torce plasma. I rischi principali sono per gli occhi, strutture ottiche molto sensibili alle radiazioni (cornea, cristallino, retina), e per la cute, con effetti che vanno dall’eritema da UV (come un’ustione solare) ai danni retinali irreversibili da esposizione laser di classe 4. La struttura del Capo V è analoga agli altri capi del Titolo VIII: definizioni (art. 214), valori limite (art. 215), valutazione (art. 216), misure preventive (art. 217), informazione e formazione (art. 218), articoli non inclusi in questo batch ma che completano il quadro normativo.

Domande frequenti

La luce solare rientra nel Capo V sulle radiazioni ottiche artificiali?

No. Il Capo V riguarda esclusivamente le radiazioni ottiche di «origine artificiale». I lavoratori esposti all’irraggiamento solare (es. lavoratori agricoli, edili, marittimi) non rientrano in questo Capo, anche se l’UV solare è biologically analogo all’UV artificiale.

Un operatore di saldatura ad arco è esposto a radiazioni ottiche disciplinate dal Capo V?

Sì. L’arco di saldatura emette intensa radiazione UV, visibile e IR. I saldatori sono tra i lavoratori a maggiore rischio di danni agli occhi (cheratocongiuntivite attinica, cataratta da infrarossi) e alla cute da radiazioni ottiche artificiali.

I laser di classe 1 (puntatori laser, lettori DVD) sono disciplinati dal Capo V?

Sì, in linea di principio il Capo V si applica a tutti i laser. Tuttavia, i laser di classe 1 hanno una potenza talmente bassa da non superare i valori limite dell’art. 215 e non richiedono misure specifiche. Sono i laser di classe 3B e 4 che pongono i rischi più seri.

Le lampade UV per gel-nails nei centri estetici rientrano nel Capo V?

Sì. Le lampade UV usate per l’indurimento del gel rientrano nelle ROA. I dipendenti dei centri estetici esposti professionalmente devono essere tutelati ai sensi del Capo V, inclusa la valutazione del rischio e l’adozione di misure preventive (guanti UV, barriere).

Andrea Marton, Tax Advisor e Responsabile Editoriale di La Legge in Chiaro
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i 17 codici e testi unici italiani (Costituzione, C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B., IRAP, CCII, Antiriciclaggio, Successioni, Accertamento, T.U. Edilizia, Legge di Bilancio 2026). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione. Profilo completo →
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