- Comma 732: clausola di salvaguardia per regioni a statuto speciale e Province autonome di Trento e Bolzano sull'applicazione del comma 731, in coerenza con statuti e norme di attuazione.
- Comma 733: riduzione del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2021-2027 per 300 mln nel 2026 e 100 mln nel 2027 e 2028, sulla quota non regionale.
- Comma 734: Fondo unico per il pluralismo e l'innovazione digitale dell'informazione e dell'editoria rifinanziato di 60 mln per il 2026.
- Comma 735: RAI promuove razionalizzazione dei costi e risorse ridotte di 10 mln per il 2026.
- Comma 736: ACI versa 50 mln annui per il 2025 e 2026 al bilancio dello Stato.
Commi 732-736 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) — Enti Locali Territori
In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.
Testo coordinato
. La disposizione di cui al comma 731 è applicabile nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, anche con riferimento alla .legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 . Le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, periodo di programmazione 2021-2027, di cui all’articolo 1, , con imputazione alla quota diversa da quelle afferenti allecomma 177, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 regioni e alle amministrazioni centrali ai sensi dell’ e articolo 1, comma 178, lettera b), numeri 1) 2), della sono ridotte di 300 milioni di euro per l’anno 2026 e di 100 milioni di euro permedesima legge n. 178 del 2020 ciascuno degli anni 2027 e 2028. . Il Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria, di cui all’articolo 1, , è rifinanziato di 60 milioni di euro per l’anno 2026, da destinare per lecomma 1, della legge 26 ottobre 2016, n. 198 diverse finalità di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri. . Fermo restando quanto previsto dall’ , laarticolo 1, comma 861, della legge 30 dicembre 2024, n. 207 RAI-Radiotelevisione italiana Spa promuove l’adozione di misure di razionalizzazione, per il predetto triennio, dei costi di funzionamento e di gestione. Ai sensi del primo periodo, le risorse di cui all’articolo 1, comma 616, lettera b), , sono ridotte di 10 milioni di euro per l’anno 2026.della legge 30 dicembre 2020, n. 178 . Il , è sostituito dal seguente:comma 867 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207 «
867. Ai fini del concorso al raggiungimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica, per gli anni 2025 e 2026 l’Automobile Club d’Italia provvede a versare all’entrata del bilancio dello Stato la somma di 50 milioni di euro annui. Le risorse di cui al presente comma restano acquisite all’erario».
Norme modificate da questi commi
- Art. 116 Costituzione (comma 732): autonomia speciale di regioni e province autonome (clausola di salvaguardia comma 732)
- Art. 21 Costituzione (comma 734): libertà di informazione e pluralismo editoriale finanziato dal Fondo unico
- Art. 81 Costituzione (comma 736): equilibrio di bilancio e concorso al raggiungimento degli obiettivi programmatici
Quadro generale
Il blocco normativo dei commi 732-736 della Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) raggruppa interventi di natura eterogenea ma tutti finalizzati al concorso al raggiungimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica. Si va dalla clausola di salvaguardia per le regioni a statuto speciale (comma 732), alla riduzione del Fondo per lo sviluppo e la coesione (comma 733), al rifinanziamento del Fondo per l'editoria (comma 734), alla riduzione delle risorse RAI (comma 735), fino al versamento ACI al bilancio dello Stato (comma 736). Pur nella loro eterogeneità, le disposizioni condividono la logica del contributo plurifonte al saldo di bilancio.
Comma 732: la clausola per le regioni a statuto speciale
Il comma 732 stabilisce che la disposizione di cui al precedente comma 731 si applica alle regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, anche con riferimento alla L. cost. 18 ottobre 2001, n. 3. Si tratta di una clausola di salvaguardia ricorrente nelle leggi di bilancio, finalizzata a rispettare l'autonomia speciale riconosciuta dall'art. 116 della Costituzione. Le regioni a statuto speciale (Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Sicilia, Sardegna) e le Province autonome di Trento e Bolzano hanno una posizione costituzionale rafforzata, con competenze legislative più ampie rispetto alle regioni ordinarie ex art. 117 Cost. La clausola garantisce che l'applicazione della normativa statale non comporti violazione degli statuti speciali.
Comma 733: la riduzione del Fondo per lo sviluppo e la coesione
Il comma 733 riduce le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC), periodo di programmazione 2021-2027, di 300 milioni di euro per il 2026 e di 100 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028. La riduzione opera sulla quota diversa da quelle afferenti alle regioni e alle amministrazioni centrali ai sensi dell'art. 1, comma 178, lett. b), numeri 1) e 2), della L. 30 dicembre 2020, n. 178. Il FSC è lo strumento finanziario principale della politica di coesione nazionale, complementare ai fondi strutturali europei. La riduzione comporta minori risorse per progetti infrastrutturali, sociali ed economici nelle aree meno sviluppate del Paese. La scelta del legislatore di colpire la quota non regionale tutela l'autonomia delle regioni e dell'amministrazione centrale, ma riduce la flessibilità complessiva del Fondo.
Comma 734: il rifinanziamento del Fondo per l'editoria
Il comma 734 rifinanzia di 60 milioni di euro per il 2026 il Fondo unico per il pluralismo e l'innovazione digitale dell'informazione e dell'editoria, istituito dall'art. 1, comma 1, della L. 26 ottobre 2016, n. 198. Le risorse sono destinate alle diverse finalità di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri, che gestisce il Fondo tramite il Dipartimento per l'informazione e l'editoria. Il rifinanziamento risponde all'esigenza di sostenere il pluralismo informativo, la transizione digitale dell'editoria e i servizi di interesse generale che il settore svolge a tutela della libertà di informazione garantita dall'art. 21 della Costituzione. Si tratta di una misura di sostegno strutturale, oramai costante nelle leggi di bilancio annuali.
Comma 735: razionalizzazione costi RAI
Il comma 735 dispone che, ferme restando le misure dell'art. 1, comma 861, della L. 30 dicembre 2024, n. 207, la RAI-Radiotelevisione italiana Spa promuove l'adozione di misure di razionalizzazione dei costi di funzionamento e di gestione per il triennio 2025-2027. Le risorse di cui all'art. 1, comma 616, lett. b), della L. 30 dicembre 2020, n. 178 sono ridotte di 10 milioni di euro per il 2026. La RAI è concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo ed è tenuta a contemperare l'efficienza gestionale con la qualità del servizio universale, in coerenza con il D.Lgs. 8 novembre 2021, n. 208 (Testo unico dei servizi di media audiovisivi). La razionalizzazione è coerente con il principio di buon andamento e di economicità della gestione pubblica ex art. 97 Cost.
Comma 736: versamento ACI di 50 milioni annui
Il comma 736 sostituisce il comma 867 dell'art. 1 della L. 30 dicembre 2024, n. 207, stabilendo che, ai fini del concorso al raggiungimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica, per il 2025 e il 2026 l'Automobile Club d'Italia (ACI) versa al bilancio dello Stato la somma di 50 milioni di euro annui. Le risorse restano acquisite all'erario. ACI è ente pubblico non economico federativo, con compiti di rappresentanza degli automobilisti e di tenuta del Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Il versamento configura un contributo straordinario al bilancio dello Stato, attuativo del principio di solidarietà finanziaria tra enti pubblici. La sostituzione del comma 867 della LB 2025 amplia la durata del contributo (originariamente previsto solo per il 2025), estendendolo anche al 2026.
Coordinamento costituzionale
Il blocco normativo si colloca nel quadro dell'art. 81 della Costituzione, che impone l'equilibrio di bilancio dello Stato e la sostenibilità del debito pubblico. Le riduzioni del FSC e delle risorse RAI, così come il versamento ACI, concorrono al raggiungimento degli obiettivi programmatici. La clausola di salvaguardia per le regioni speciali (comma 732) rispetta l'art. 116 Cost., mentre il rifinanziamento dell'editoria attua i principi di pluralismo informativo ex art. 21 Cost. L'intero blocco esprime quindi un equilibrio tra esigenze di consolidamento dei conti pubblici e tutela di principi costituzionali fondamentali.
Domande frequenti
Cosa prevede la clausola di salvaguardia del comma 732 per le regioni speciali?
Il comma 732 stabilisce che la disposizione del precedente comma 731 si applica alle regioni a statuto speciale (Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Sicilia, Sardegna) e alle Province autonome di Trento e Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, anche con riferimento alla L. cost. 18 ottobre 2001, n. 3 (riforma del Titolo V). La clausola di salvaguardia è ricorrente nelle leggi di bilancio e tutela l'autonomia speciale riconosciuta dall'art. 116 della Costituzione. Le regioni speciali hanno una posizione costituzionale rafforzata, con competenze legislative più ampie rispetto alle regioni ordinarie ex art. 117 Cost. La clausola assicura che le norme statali non comportino violazione degli statuti speciali, ma siano applicate nel rispetto delle relative procedure di attuazione.
Cos'è il Fondo per lo sviluppo e la coesione e quanto viene ridotto?
Il Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) è lo strumento finanziario principale della politica di coesione nazionale, istituito a integrazione dei fondi strutturali europei. Il periodo di programmazione attuale è il 2021-2027 ed è disciplinato dall'art. 1, commi 177 e 178, della L. 30 dicembre 2020, n. 178. Il comma 733 della LB 2026 riduce le risorse del FSC di 300 milioni di euro per il 2026 e di 100 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028. La riduzione opera esclusivamente sulla quota diversa da quelle afferenti alle regioni e alle amministrazioni centrali ai sensi dell'art. 1, comma 178, lett. b), numeri 1) e 2), della L. 178/2020. La scelta tutela l'autonomia degli enti destinatari della quota regionale, ma riduce la flessibilità complessiva del Fondo per interventi orizzontali.
A cosa serve il rifinanziamento del Fondo unico per l'editoria del comma 734?
Il Fondo unico per il pluralismo e l'innovazione digitale dell'informazione e dell'editoria è stato istituito dall'art. 1, comma 1, della L. 26 ottobre 2016, n. 198. Il comma 734 della LB 2026 lo rifinanzia di 60 milioni di euro per il 2026, destinandoli alle diverse finalità di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il Fondo è gestito dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria della PCM e finanzia: contributi diretti ai giornali quotidiani e periodici, sostegno alle emittenti locali, transizione digitale dell'editoria, formazione del personale del settore. Il rifinanziamento sostiene il pluralismo informativo e i servizi di interesse generale che il settore svolge a tutela della libertà di informazione garantita dall'art. 21 della Costituzione, principio fondamentale dell'ordinamento democratico.
Quale è l'impatto del comma 735 sulla RAI?
Il comma 735 dispone che, ferme restando le misure dell'art. 1, comma 861, della L. 30 dicembre 2024, n. 207, la RAI-Radiotelevisione italiana Spa promuove l'adozione di misure di razionalizzazione dei costi di funzionamento e di gestione per il triennio 2025-2027. Le risorse di cui all'art. 1, comma 616, lett. b), della L. 30 dicembre 2020, n. 178 sono ridotte di 10 milioni di euro per il 2026. La RAI è concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, disciplinato dal D.Lgs. 8 novembre 2021, n. 208 (Testo unico dei servizi di media audiovisivi). La razionalizzazione richiesta dovrà contemperare l'efficienza gestionale con la qualità del servizio universale, in coerenza con i principi di buon andamento ex art. 97 Cost. e di pluralismo informativo ex art. 21 Cost. Le misure di razionalizzazione sono di natura organizzativa e gestionale interna.
Perché l'ACI deve versare 50 milioni annui al bilancio dello Stato?
Il comma 736 della LB 2026 sostituisce il comma 867 dell'art. 1 della L. 30 dicembre 2024, n. 207, stabilendo che per il 2025 e il 2026 l'Automobile Club d'Italia (ACI) versa al bilancio dello Stato la somma di 50 milioni di euro annui ai fini del concorso al raggiungimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica. ACI è ente pubblico non economico federativo, con compiti di rappresentanza degli automobilisti e di tenuta del Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Il versamento configura un contributo straordinario al bilancio dello Stato, attuativo del principio di solidarietà finanziaria tra enti pubblici. La nuova formulazione estende il contributo - originariamente previsto solo per il 2025 - anche al 2026, prevedendo che le risorse restino acquisite all'erario senza vincolo di destinazione.