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Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Prima degli esempi: non tutta l’IVA sugli acquisti si detrae

L’art. 19-bis1 DPR 633/1972 contiene esclusioni e limitazioni del diritto alla detrazione IVA per alcune categorie di beni e servizi. Il principio generale di detrazione dell’art. 19 viene quindi corretto da regole speciali.

Nella pratica i casi più frequenti riguardano autovetture, carburante, telefoni, spese di rappresentanza e beni con uso promiscuo. La domanda non è solo se il bene serve all’impresa, ma in quale misura e con quale limite.

Serve una procedura documentale: fattura, pagamento tracciato, assegnazione del bene, policy, utilizzo reale e coerenza con imposte dirette e busta paga quando il bene è dato al dipendente.

Controllo spese promiscue

  • tipo bene o servizio;
  • uso aziendale/personale;
  • limite IVA applicabile;
  • fattura e pagamento;
  • trattamento redditi/fringe benefit.

Caso 1: auto aziendale del commerciale

Scenario. La SRL acquista un’auto usata dal commerciale anche per tragitti personali.

Come si legge in pratica. Serve verificare limite IVA, uso promiscuo e trattamento del benefit. Non basta intestare l’auto alla società.

Documenti

  • fattura auto;
  • contratto assegnazione;
  • policy uso;
  • carburante;
  • cedolino benefit.

Caso 2: telefono del socio amministratore

Scenario. La società paga smartphone e abbonamento usati anche privatamente.

Come si legge in pratica. L’uso promiscuo va gestito con criterio coerente. Fatture e policy aiutano a difendere detrazione e deduzione.

Prove

  • fattura dispositivo;
  • contratto SIM;
  • assegnazione;
  • uso aziendale;
  • limiti applicati.

Caso 3: carburante pagato con carta personale

Scenario. Il dipendente paga carburante per auto aziendale con carta personale e chiede rimborso.

Come si legge in pratica. Serve riconciliare documento, pagamento, rimborso e targa/mezzo. Senza tracciamento la detrazione può essere fragile.

Rimborso

  • documento carburante;
  • pagamento tracciato;
  • nota spese;
  • targa veicolo;
  • rimborso aziendale.

Quando chiedere una verifica

Per aziende con auto, telefoni e rimborsi: controlla IVA e benefit.

Norme e fonti collegate

Art. 19-bis1 T.U.IVA, art. 19 T.U.IVA, art. 51 TUIR.

Fonti affidabili

Domande frequenti

L’IVA sull’auto aziendale è tutta detraibile?

Non sempre. Vanno verificati limiti e uso.

La fattura intestata basta?

No. Serve coerenza con uso e regole speciali.

Il telefono aziendale è sempre deducibile?

Va valutato uso professionale e promiscuo.

Carburante va pagato in modo tracciabile?

La tracciabilità e la documentazione sono decisive.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B., IRAP, Antiriciclaggio, CCII, TUE, Accertamento, Successioni). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.