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Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Prima degli esempi: perché varia una fattura

L’art. 26 DPR 633/1972 disciplina le variazioni in aumento o diminuzione dopo l’emissione della fattura. In pratica serve quando l’operazione cambia: errore, sconto, reso, annullamento, mancato pagamento in certe condizioni o procedura concorsuale.

La nota di credito non è un modo generico per cancellare ricavi scomodi. Deve avere una causa reale, essere collegata alla fattura originaria e rispettare tempi e condizioni.

Per chi vende, il tema è recuperare IVA o correggere l’imponibile. Per chi compra, la nota ricevuta impone di rettificare detrazione o costo. Serve quindi coordinamento tra le parti.

Prima di emettere nota

  • fattura originaria;
  • causa variazione;
  • data evento;
  • accordo o prova;
  • registrazione IVA corretta.

Caso 1: reso merce

Scenario. Il cliente restituisce merce difettosa già fatturata.

Come si legge in pratica. La nota di credito va collegata alla fattura e al documento di reso. Serve prova della restituzione o dell’accordo.

Documenti

  • fattura originaria;
  • DDT reso;
  • accordo cliente;
  • nota credito;
  • registrazione.

Caso 2: sconto commerciale dopo fattura

Scenario. Il fornitore concede uno sconto per chiudere una contestazione.

Come si legge in pratica. Lo sconto deve risultare da accordo o documento. La causale generica indebolisce la variazione.

Prove

  • email accordo;
  • motivo sconto;
  • fattura collegata;
  • nota credito;
  • saldo incassato.

Caso 3: cliente in procedura concorsuale

Scenario. Il cliente non paga e viene aperta una procedura.

Come si legge in pratica. Il recupero IVA segue condizioni specifiche. Va monitorata la procedura e la documentazione, non basta il semplice insoluto.

Fascicolo

  • fatture insolute;
  • procedura;
  • ammissione credito;
  • note variazione;
  • registri IVA.

Quando chiedere una verifica

Per crediti insoluti e note IVA: verifica recupero IVA e crediti.

Norme e fonti collegate

Art. 26 T.U.IVA, art. 21 T.U.IVA, art. 101 TUIR.

Fonti affidabili

Domande frequenti

Posso fare nota di credito per cliente che non paga?

Solo se ricorrono le condizioni previste.

La nota deve citare la fattura?

Sì, deve essere collegabile all’operazione originaria.

Sconto e reso sono uguali?

No. Hanno cause e prove diverse.

Il cliente deve registrarla?

Di regola deve gestire la rettifica secondo le regole IVA.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B., IRAP, Antiriciclaggio, CCII). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.