In sintesi
- L’ammortamento riguarda beni strumentali usati nell’impresa.
- Conta il costo, ma anche l’entrata in funzione.
- Il registro cespiti deve essere coerente con fatture e uso reale.
- Beni promiscui e beni non utilizzati sono sensibili.
- Vendita o dismissione richiede calcolo di plus/minusvalenza.
Prima degli esempi: non tutto si deduce subito
L’art. 102 TUIR disciplina l’ammortamento dei beni materiali strumentali nell’impresa. L’idea è semplice: un bene che serve per più esercizi non viene normalmente dedotto tutto subito, ma tramite quote.
La pratica però richiede ordine: data fattura, consegna, collaudo, entrata in funzione, costo accessorio, coefficiente, registro cespiti e uso effettivo. Un bene comprato a dicembre ma non ancora utilizzabile può porre problemi di decorrenza dell’ammortamento.
Serve anche distinguere bene strumentale vero, bene personale del socio, bene promiscuo e bene destinato alla rivendita. La classificazione sbagliata può creare errori su deduzione, IVA e bilancio.
Scheda cespite
- fattura e costi accessori;
- data consegna;
- collaudo o entrata in funzione;
- coefficiente usato;
- ubicazione e utilizzatore.
Caso 1: macchinario arrivato ma non collaudato
Scenario. La società riceve un macchinario a dicembre ma lo mette in funzione a febbraio.
Come si legge in pratica. La quota di ammortamento va valutata con attenzione: la semplice fattura non dimostra l’utilizzo del bene nel processo produttivo.
Prove
- DDT;
- verbale collaudo;
- data installazione;
- registro cespiti;
- prima produzione.
Caso 2: computer usato dal socio a casa
Scenario. Una SRL compra computer e accessori ma li lascia stabilmente nell’abitazione del socio.
Come si legge in pratica. Il bene può essere strumentale solo se c’è uso aziendale dimostrabile. Altrimenti possono nascere contestazioni su inerenza e utilizzo personale.
Documenti
- assegnazione bene;
- utente aziendale;
- inventario;
- policy uso;
- software e accessi aziendali.
Caso 3: vendita del furgone aziendale
Scenario. L’impresa vende un furgone ammortizzato parzialmente.
Come si legge in pratica. Serve confrontare prezzo di vendita e valore fiscale residuo per determinare plusvalenza o minusvalenza, coordinando fattura e cespite.
Calcolo
- costo storico;
- fondi ammortamento;
- valore residuo;
- prezzo vendita;
- fattura cessione.
Quando chiedere una verifica
Per imprese con cespiti, auto, macchinari e beni promiscui: controllo cespiti e ammortamenti.
Norme e fonti collegate
Fonti affidabili
Domande frequenti
La fattura basta per iniziare ammortamento?
Non sempre. Conta anche l’entrata in funzione.
Il registro cespiti è importante?
Sì. Collega costo, quote e vita del bene.
Un bene usato dal socio è deducibile?
Solo se è dimostrabile l’uso aziendale e il trattamento corretto.
Vendere un cespite genera imposte?
Può generare plusvalenza o minusvalenza.