← Torna a Casi pratici applicati
Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Prima degli esempi: non tutto si deduce subito

L’art. 102 TUIR disciplina l’ammortamento dei beni materiali strumentali nell’impresa. L’idea è semplice: un bene che serve per più esercizi non viene normalmente dedotto tutto subito, ma tramite quote.

La pratica però richiede ordine: data fattura, consegna, collaudo, entrata in funzione, costo accessorio, coefficiente, registro cespiti e uso effettivo. Un bene comprato a dicembre ma non ancora utilizzabile può porre problemi di decorrenza dell’ammortamento.

Serve anche distinguere bene strumentale vero, bene personale del socio, bene promiscuo e bene destinato alla rivendita. La classificazione sbagliata può creare errori su deduzione, IVA e bilancio.

Scheda cespite

  • fattura e costi accessori;
  • data consegna;
  • collaudo o entrata in funzione;
  • coefficiente usato;
  • ubicazione e utilizzatore.

Caso 1: macchinario arrivato ma non collaudato

Scenario. La società riceve un macchinario a dicembre ma lo mette in funzione a febbraio.

Come si legge in pratica. La quota di ammortamento va valutata con attenzione: la semplice fattura non dimostra l’utilizzo del bene nel processo produttivo.

Prove

  • DDT;
  • verbale collaudo;
  • data installazione;
  • registro cespiti;
  • prima produzione.

Caso 2: computer usato dal socio a casa

Scenario. Una SRL compra computer e accessori ma li lascia stabilmente nell’abitazione del socio.

Come si legge in pratica. Il bene può essere strumentale solo se c’è uso aziendale dimostrabile. Altrimenti possono nascere contestazioni su inerenza e utilizzo personale.

Documenti

  • assegnazione bene;
  • utente aziendale;
  • inventario;
  • policy uso;
  • software e accessi aziendali.

Caso 3: vendita del furgone aziendale

Scenario. L’impresa vende un furgone ammortizzato parzialmente.

Come si legge in pratica. Serve confrontare prezzo di vendita e valore fiscale residuo per determinare plusvalenza o minusvalenza, coordinando fattura e cespite.

Calcolo

  • costo storico;
  • fondi ammortamento;
  • valore residuo;
  • prezzo vendita;
  • fattura cessione.

Quando chiedere una verifica

Per imprese con cespiti, auto, macchinari e beni promiscui: controllo cespiti e ammortamenti.

Norme e fonti collegate

Art. 102 TUIR, art. 109 TUIR.

Fonti affidabili

Domande frequenti

La fattura basta per iniziare ammortamento?

Non sempre. Conta anche l’entrata in funzione.

Il registro cespiti è importante?

Sì. Collega costo, quote e vita del bene.

Un bene usato dal socio è deducibile?

Solo se è dimostrabile l’uso aziendale e il trattamento corretto.

Vendere un cespite genera imposte?

Può generare plusvalenza o minusvalenza.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B., IRAP, Antiriciclaggio, CCII, TUE, Accertamento, Successioni). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.