In sintesi
- Per il lavoro autonomo il principio di cassa è centrale.
- Conta l’incasso o il pagamento, non solo la fattura emessa o ricevuta.
- Le spese devono essere sostenute nell’esercizio dell’attività.
- Costi promiscui e anticipazioni richiedono ordine documentale.
- Fine anno e pagamenti a cavallo sono punti sensibili.
Prima degli esempi: la logica di cassa
L’art. 54 TUIR disciplina la determinazione del reddito di lavoro autonomo. La regola di base è diversa da quella dell’impresa: per il professionista il reddito si determina, in larga parte, guardando compensi percepiti e spese sostenute nel periodo d’imposta.
Questo rende decisivi incassi, pagamenti, date bancarie e ritenute. Una fattura emessa a dicembre ma incassata a gennaio può avere un trattamento diverso da una fattura emessa e incassata nello stesso anno. Allo stesso modo una spesa prenotata ma pagata dopo può non seguire la data del documento.
La parte più delicata riguarda spese miste e anticipazioni: telefono, auto, studio in casa, viaggi, software, rimborsi al cliente. Serve distinguere costo del professionista, anticipazione in nome e per conto del cliente e spesa personale non deducibile.
Controllo pratico del professionista
- estratto conto incassi e pagamenti;
- fatture emesse non incassate;
- fatture ricevute non pagate;
- spese promiscue con criterio di riparto;
- ritenute, CU e compensi da clienti sostituti.
Caso 1: fattura emessa a dicembre e pagata a gennaio
Scenario. Un consulente emette fattura il 20 dicembre, ma il cliente bonifica il 10 gennaio.
Come si legge in pratica. Nel lavoro autonomo va verificato l’incasso effettivo. La data fattura non basta per imputare il compenso se il pagamento arriva l’anno successivo.
Documenti
- fattura emessa;
- bonifico ricevuto;
- estratto conto;
- ritenuta subita;
- CU del cliente.
Caso 2: software annuale pagato in anticipo
Scenario. Un professionista paga a novembre un abbonamento software di 12 mesi.
Come si legge in pratica. Il pagamento e l’uso professionale sono il punto di partenza. Bisogna poi verificare regole specifiche e documentare che il software serve all’attività.
Prova del costo
- fattura intestata;
- pagamento tracciato;
- licenza professionale;
- uso nel lavoro;
- eventuale quota promiscua.
Caso 3: viaggio con parte personale
Scenario. Caia partecipa a un convegno di due giorni e resta altre due notti per vacanza.
Come si legge in pratica. La parte professionale va separata dalla parte personale. Senza riparto chiaro, l’intera spesa può diventare contestabile.
Riparto da fare
- programma convegno;
- biglietto viaggio;
- notti professionali;
- notti personali;
- criterio di separazione.
Quando chiedere una verifica
Per professionisti con incassi irregolari, spese promiscue o crescita verso SRL: verifica fiscale professionista.
Norme e fonti collegate
Art. 54 TUIR, art. 53 TUIR, comparatore regimi fiscali.
Fonti affidabili
Domande frequenti
Per il professionista conta la fattura o l’incasso?
Di regola conta l’incasso, salvo regole particolari.
Una spesa personale può diventare deducibile?
No. Deve essere collegata all’attività professionale.
Come gestire costi promiscui?
Con criteri di riparto coerenti e documentati.
A fine anno cosa devo controllare?
Incassi, pagamenti, fatture aperte, ritenute e spese non ancora saldate.