Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti

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In sintesi

Il trattamento integrativo sulla NASpI: perché spetta

Il trattamento integrativo (art. 1 D.L. 3/2020) spetta ai redditi di lavoro dipendente e ad alcuni assimilati. La NASpI non è stipendio, ma lo sostituisce: per il TUIR le somme che sostituiscono redditi perduti sono redditi della stessa categoria. L’INPS lo ha scritto nella circolare n. 96 del 2020: le prestazioni a sostegno del reddito «rientrano nell’ambito di applicazione della normativa in argomento in quanto considerate redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti».

Per questo chi prende la NASpI può trovare nel cedolino INPS il trattamento integrativo, fino a 100 euro al mese, come chi lavora. Le regole su soglie e importi sono spiegate in trattamento integrativo 2025 e 2026.

Quali prestazioni INPS danno diritto al trattamento integrativo

Prestazioni INPS e trattamento integrativo (circolare INPS n. 96/2020)
Prestazione Spetta? Come lo calcola l’INPS
NASpI, DIS-COLL, disoccupazione agricola Sì Con il reddito previsionale dell’anno
Indennità di maternità obbligatoria, congedo obbligatorio del padre, indennità di tirocinio Sì Con il reddito previsionale
Cassa integrazione, assegno di integrazione salariale, malattia, congedo parentale Sì Sui dati disponibili; se la prestazione la anticipa il datore, lo riconosce il datore
NASpI anticipata in unica soluzione per avviare un’attività No Esclusa: è un contributo all’autoimprenditorialità
Prestazioni esenti (assegni familiari, assegno di maternità dello Stato e dei Comuni) No Non sono redditi tassati
Indennità di maternità e malattia di autonomi e iscritti alla Gestione separata con partita IVA No Sono redditi di lavoro autonomo

Come lo calcola l’INPS e quando arriva

L’INPS lo riconosce in automatico, senza domanda, solo sulle prestazioni che paga direttamente al lavoratore: in quel caso è l’INPS il sostituto d’imposta. Per la NASpI usa il reddito previsionale, cioè una stima del reddito dell’intero anno. Il trattamento arriva quindi insieme alle rate della NASpI.

Una stima può sbagliare: l’INPS non conosce gli altri redditi dell’anno se non glieli comunichi. Per questo, al conguaglio di fine anno, verifica la spettanza e recupera quanto non dovuto. Nel 2020 la circolare indicava un recupero in 8 rate se l’importo superava 60 euro: è la stessa regola dell’art. 1, comma 3, del D.L. 3/2020, ancora in vigore.

Esempio pratico

  • Tizia lavora da gennaio a giugno 2025 e guadagna 7.000 euro. Da luglio a dicembre prende la NASpI: 4.500 euro. Reddito complessivo 11.500 euro, anno coperto per intero tra lavoro e NASpI. Imposta lorda: 23% di 11.500 = 2.645 euro, sopra la soglia di 1.880 euro (1.955 − 75). Il trattamento integrativo spetta. Il datore lo riconosce per i mesi di lavoro, l’INPS per i mesi di NASpI, ciascuno sul proprio periodo. Il conto finale lo fa il 730, che rimborsa o recupera la differenza.

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NASpI e altri redditi: quando conviene rinunciare

Scenario. Caio prende la NASpI da gennaio a maggio e da giugno trova un lavoro a tempo pieno. A fine anno il suo reddito complessivo sarà circa 30.000 euro.

Come si applica. Oltre 28.000 euro il trattamento integrativo non spetta. L’INPS, che non conosce il nuovo stipendio, può averlo pagato sulla NASpI. Al conguaglio o nel 730 Caio dovrà restituirlo. Per evitarlo può rinunciare subito.

In pratica

  • La circolare INPS n. 96/2020 dice che gli assicurati senza i presupposti «sono tenuti a darne tempestiva comunicazione all’Istituto», che recupera il beneficio dai pagamenti successivi.
  • Chi ha insieme una prestazione INPS e un altro lavoro dipendente, con redditi oltre 28.000 euro, deve chiedere a uno dei due sostituti di non riconoscerlo.

Come rinunciare al trattamento integrativo sulla NASpI

  1. Vai sul sito INPS e cerca il servizio «Trattamento integrativo – Rinuncia», rivolto ai lavoratori dipendenti.
  2. Accedi con SPID, CIE o CNS e clicca su «Utilizza il servizio».
  3. Conferma la rinuncia. L’INPS smette di pagarlo e recupera quanto già pagato dai pagamenti successivi o al conguaglio.

In alternativa si può passare da una sede INPS: la circolare 96/2020 indica come canali il portale e le strutture territoriali. La rinuncia riguarda solo il trattamento integrativo pagato dall’INPS; per lo stipendio va chiesta al datore di lavoro.

NASpI e cuneo fiscale: somma del comma 4 e ulteriore detrazione

La legge di bilancio 2025 ha aggiunto due benefici per i dipendenti: la somma dell’art. 1, comma 4 (fino a 20.000 euro di reddito) e l’ulteriore detrazione del comma 6 (da 20.001 a 40.000 euro).

Per il 2025 l’INPS, il 30 aprile 2026, ha comunicato di aver aggiornato la Certificazione Unica 2026 «per i soli titolari di prestazioni a sostegno del reddito (es. NASpI, CIGO, assegni di integrazione salariale)», per consentire di ottenere questi benefici «in sede di dichiarazione dei redditi». In pratica:

I pensionati restano esclusi; chi ha pensione e NASpI insieme ha diritto ai benefici solo sulla NASpI. Per le rate NASpI del 2026, controlla i dettagli dei pagamenti nella tua area personale INPS: se queste voci non compaiono, la strada indicata dall’INPS per il 2025 è stata la dichiarazione dei redditi.

Supplenti della scuola e NASpI estiva

NoiPA, che paga gli stipendi del personale scolastico, nelle sue FAQ sul cuneo fiscale chiarisce che per i supplenti con contratto fino al 30 giugno considera la data di cessazione del contratto, «senza calcolare la Naspi o eventuali rate coperte da ulteriori contratti di lavoro». Il calcolo completo dell’anno, NoiPA più INPS, si fa quindi nel 730.

Nel 730

Documenti necessari

  • CU 2026 dell’INPS per la NASpI: l’INPS consiglia di scaricarla di nuovo dal sito per avere la versione aggiornata
  • CU dei datori di lavoro dell’anno
  • Ricevuta dell’eventuale rinuncia al trattamento integrativo

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Domande frequenti

Il trattamento integrativo spetta sulla NASpI?

Sì. L'INPS considera la NASpI un reddito della stessa categoria dello stipendio che sostituisce, e la circolare INPS n. 96/2020 la elenca tra le prestazioni su cui riconosce il trattamento integrativo. Valgono le stesse soglie dei dipendenti: fino a 1.200 euro l'anno con reddito complessivo fino a 15.000 euro e capienza, o tra 15.001 e 28.000 euro con detrazioni sufficienti.

Chi paga il trattamento integrativo durante la NASpI?

L'INPS, in automatico, insieme alle rate della NASpI, perché in quel caso è l'INPS il sostituto d'imposta. Lo calcola sul reddito previsionale dell'anno. Se una prestazione è anticipata dal datore di lavoro, come spesso la cassa integrazione, il trattamento lo riconosce il datore.

Come si rinuncia al trattamento integrativo sulla NASpI?

Con il servizio online INPS «Trattamento integrativo - Rinuncia», accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure tramite una sede INPS. L'INPS smette di pagarlo e recupera quanto già versato dai pagamenti successivi o al conguaglio di fine anno.

Quando conviene rinunciare?

Quando sai che nell'anno supererai le soglie, per esempio perché trovi un lavoro dopo la NASpI e il reddito complessivo andrà oltre 28.000 euro. L'INPS non conosce gli altri redditi e potrebbe pagarti un trattamento che poi dovresti restituire.

Sulla NASpI spettano anche la somma del comma 4 e l'ulteriore detrazione della L. 207/2024?

Per il 2025 l'INPS ha aggiornato la CU 2026 dei percettori di NASpI, CIGO e assegni di integrazione salariale proprio per consentire di ottenerle nella dichiarazione dei redditi. I dati sono già nella precompilata. Chi nello stesso anno ha avuto anche un lavoro dipendente deve presentare la dichiarazione.

La NASpI anticipata dà diritto al trattamento integrativo?

No. La NASpI pagata in un'unica soluzione per avviare un'attività autonoma è esclusa: secondo l'INPS perde la natura di prestazione di sicurezza sociale e diventa un contributo all'autoimprenditorialità.

Sono un supplente con NASpI estiva: chi calcola il trattamento giusto?

NoiPA, per i supplenti con contratto fino al 30 giugno, considera la data di cessazione senza calcolare la NASpI. L'INPS a sua volta non conosce lo stipendio NoiPA se non lo comunichi. Il calcolo esatto sull'intero anno si fa nel 730, riportando nel rigo C14 i dati di tutte le CU.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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