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Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Quando un reddito di capitale va dichiarato nel 730

I redditi di capitale sono i frutti del tuo denaro o dei tuoi investimenti: dividendi da azioni, interessi su obbligazioni o conti, proventi da fondi e contratti finanziari. In Italia questi redditi sono quasi sempre già tassati alla fonte: la banca o l’intermediario trattiene l’imposta prima di accreditarti il denaro, e tu non devi fare nulla in più. Ma esistono situazioni — soprattutto con investimenti esteri — in cui la ritenuta non viene applicata, e in quel caso devi dichiarare il reddito nel modello 730.

La regola fondamentale è questa: se un intermediario italiano ha già applicato la ritenuta a titolo d’imposta o l’imposta sostitutiva, il reddito non va indicato nel quadro D. Se invece hai ricevuto dividendi, interessi o altri proventi finanziari senza che nessuno abbia trattenuto le imposte — perché l’intermediario è estero, o perché si tratta di titoli particolari — allora devi dichiararlo tu nella tua dichiarazione dei redditi.

Nel modello 730/2026 i redditi di capitale vanno principalmente in due posti: nel quadro D (righi D1 e D2) se si tratta di utili e altri proventi ‘storici’ o di particolari categorie di redditi ancora soggetti a tassazione progressiva, oppure nel quadro M (rigo M31 per i redditi esteri soggetti a imposta sostitutiva, rigo M32 per gli interessi su obbligazioni senza imposta sostitutiva).

Dove va dichiarato il reddito di capitale nel 730/2026
Tipo di reddito Quadro / Rigo Quota imponibile o regime
Dividendi italiani o esteri post-2017 (ritenuta già applicata) Non va dichiarato Ritenuta a titolo d'imposta già trattenuta
Dividendi da Paesi a fiscalità privilegiata (non quotati) Quadro D, rigo D1 (codice 2 o 3) 100% nel reddito complessivo
Dividendi 'qualificati' prodotti fino al 2007 Quadro D, rigo D1 (codice 1) 40% nel reddito complessivo
Dividendi 'qualificati' prodotti 2008-2016 Quadro D, rigo D1 (codice 5) 49,72% nel reddito complessivo
Dividendi 'qualificati' prodotti 2017 Quadro D, rigo D1 (codice 9) 58,14% nel reddito complessivo
Redditi di capitale esteri senza ritenuta (percepiti direttamente) Quadro M, rigo M31 Imposta sostitutiva nella stessa misura della ritenuta italiana
Interessi su obbligazioni senza imposta sostitutiva Quadro M, rigo M32 Imposta sostitutiva secondo aliquota applicabile
Interessi da mutui, depositi, c/c (senza ritenuta italiana) Quadro D, rigo D2 (codice 1) Tassazione ordinaria nel reddito complessivo

Esempio pratico

  • Tizio detiene azioni di una società americana quotata al Nasdaq. Nel 2025 ha ricevuto un dividendo netto di 1.400 euro: la società USA ha già trattenuto una withholding tax del 15% alla fonte. Poiché le azioni sono state acquistate tramite una banca italiana che ha applicato la ritenuta a titolo d’imposta prevista dalla normativa italiana, Tizio non deve dichiarare nulla nel quadro D. Se invece Tizio avesse ricevuto un dividendo di 2.000 euro da una società registrata in un Paese a fiscalità privilegiata (non quotata), dovrebbe dichiarare l’intero importo (100%) nel rigo D1 del quadro D, con il codice 2 o 3 nella colonna 1. In quel caso i 2.000 euro si sommano agli altri redditi e vengono tassati con le aliquote IRPEF progressive.

Documenti necessari

  • Certificazione degli utili (CUPE) rilasciata dalla società emittente italiana o dall’intermediario (indica i punti 28-41 rilevanti per il rigo D1)
  • Estratto conto o documentazione rilasciata dall’intermediario estero attestante l’importo lordo dei dividendi ricevuti e le eventuali ritenute applicate all’estero
  • Documentazione degli interessi e proventi da obbligazioni estere per cui non è stata applicata l’imposta sostitutiva (per il rigo M32)
  • Eventuale attestazione dell’intermediario estero per proventi da fondi esteri non conformi alle direttive UE (per il rigo D2 codice 4)

Caso 1 — Interessi su un prestito concesso a un amico all'estero

Scenario. Caio ha prestato 20.000 euro a un amico residente in Belgio. Nel 2025 ha ricevuto interessi per 800 euro. Non ha intermediari in mezzo: è un accordo privato tra persone fisiche.

Come si applica. Gli interessi da capitali dati a mutuo rientrano tra i redditi di capitale (codice 1 del rigo D2). Poiché non c’è nessun intermediario che applica la ritenuta, Caio deve dichiarare i 800 euro nel rigo D2 del quadro D, indicando il codice 1 nella colonna 1. Le istruzioni precisano che questi interessi si presumono percepiti alle scadenze e nella misura pattuita; se la misura non è determinata per iscritto, gli interessi si calcolano al saggio legale. Il reddito concorre al reddito complessivo di Caio e viene tassato con le aliquote IRPEF ordinarie.

In pratica

  • Gli interessi da prestiti privati (mutui tra privati) vanno nel rigo D2, colonna 1, al lordo di eventuali ritenute subite.
  • Se la misura degli interessi non è scritta, si usa il saggio legale.
  • L’importo si somma agli altri redditi e viene tassato con le aliquote IRPEF progressive.

Caso 2 — Dividendi da fondo estero non conforme alle direttive UE, percepiti senza ritenuta

Scenario. Sempronio ha investito in un fondo comune di investimento di diritto extra-UE. Nel 2025 ha ricevuto proventi per 3.500 euro direttamente sul conto, senza che nessun intermediario italiano abbia applicato ritenute.

Come si applica. I proventi da organismi di investimento collettivo in valori mobiliari di diritto estero non conformi alle direttive comunitarie vanno dichiarati nel rigo D2 del quadro D, con codice 4. Poiché l’intermediario non ha applicato ritenute, Sempronio deve dichiarare l’intero importo di 3.500 euro nella colonna 2 del rigo D2. I proventi concorrono alla formazione del reddito complessivo e sono tassati con le aliquote IRPEF ordinarie. Se invece il fondo fosse un OICR di diritto estero conforme alla direttiva UE (UCITS) e i proventi fossero percepiti senza ritenuta, andrebbero nel rigo M31 del quadro M come redditi di capitale di fonte estera soggetti a imposta sostitutiva.

In pratica

  • Proventi da fondi extra-UE non conformi alle direttive: rigo D2 codice 4, tassazione ordinaria.
  • Proventi da fondi UE (UCITS) senza ritenuta applicata: rigo M31 del quadro M, imposta sostitutiva.
  • Conservare la documentazione dell’intermediario o del fondo che attesti l’assenza di ritenute.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Devo dichiarare i dividendi di azioni italiane se la banca ha già trattenuto le imposte?

No. Se un intermediario italiano ha applicato la ritenuta a titolo d’imposta o l’imposta sostitutiva, il reddito non va indicato nel quadro D. Dal 2018 in avanti, tutti i dividendi da società italiane (e da società estere con azioni in regime di risparmio amministrato o gestito presso una banca italiana) sono soggetti a ritenuta e non vanno dichiarati.

Cosa sono i dividendi da Paesi a fiscalità privilegiata e perché si trattano diversamente?

Sono i proventi distribuiti da società localizzate in Paesi o territori con un regime fiscale particolarmente vantaggioso (cosiddetti ‘paradisi fiscali’). Per evitare che vengano usati per sfuggire alla tassazione italiana, questi dividendi concorrono al 100% al reddito complessivo — mentre i dividendi ordinari post-2017 sono tassati con ritenuta a titolo d’imposta.

Gli interessi sul conto corrente italiano vanno dichiarati nel 730?

No. Gli interessi sui conti correnti bancari italiani sono già assoggettati a imposta sostitutiva del 26 per cento trattenuta direttamente dalla banca. Non vanno indicati nella dichiarazione dei redditi.

Cos'è il rigo M31 e quando si usa?

Il rigo M31 serve per dichiarare i redditi di capitale di fonte estera percepiti direttamente dal contribuente, senza l’intervento di intermediari residenti in Italia. In questo caso i redditi sono soggetti a imposta sostitutiva nella stessa misura dell’aliquota di ritenuta che si applicherebbe in Italia su redditi della stessa natura (art. 18 del TUIR). Il contribuente può però scegliere di non avvalersi dell’imposta sostitutiva: in quel caso si applica la tassazione ordinaria e spetta il credito d’imposta per le imposte pagate all’estero.

Devo dichiarare gli interessi su un conto corrente estero?

Dipende. Se gli interessi sono stati accreditati da una banca estera senza ritenuta italiana, e non hai un intermediario italiano che ha già applicato l’imposta, devi dichiararli. Se si tratta di redditi di capitale di fonte estera percepiti direttamente, vanno nel rigo M31 (imposta sostitutiva). Se invece sono interessi da un contratto di mutuo privato, vanno nel rigo D2 con codice 1.

Cosa succede se ho ricevuto dividendi esteri e ho già pagato le imposte nel Paese estero?

Se hai scelto di non avvalersi dell’imposta sostitutiva sul rigo M31 e opti per la tassazione ordinaria, hai diritto al credito d’imposta per le imposte pagate all’estero, in modo da evitare la doppia imposizione. Questa opzione va esercitata barrando la colonna 7 del rigo M31.

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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