Indice
La guida
In sintesi
- Vanno dichiarati solo i redditi su cui non è stata applicata la ritenuta: se banca o intermediario italiano ha già trattenuto la ritenuta a titolo d’imposta, il reddito non va inserito nel 730.
- Dividendi da società italiane post-2017: non si dichiarano: dal 2018 in avanti gli utili di qualunque tipo sono assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta dagli intermediari e non vanno indicati nel quadro D.
- Dividendi da Paesi a fiscalità privilegiata: 100% in dichiarazione: i proventi da società localizzate in Paesi a regime fiscale privilegiato concorrono integralmente al reddito complessivo e vanno dichiarati nel quadro D, rigo D1.
- Dividendi ‘storici’ con quote parziali al reddito: per utili prodotti fino al 2007 si dichiara il 40% dell’importo; per utili 2008-2016 il 49,72%; per utili 2017 il 58,14%. Vale per le partecipazioni qualificate e solo se la distribuzione è stata deliberata entro il 31 dicembre 2022; dopo, anche questi utili subiscono la ritenuta del 26%.
- Redditi esteri senza ritenuta: rigo M31 del quadro M: i redditi di capitale di fonte estera percepiti senza l’intervento di intermediari residenti vanno nel rigo M31 e sono soggetti a imposta sostitutiva: lettera H per i dividendi esteri (26%, senza opzione per la tassazione ordinaria), G per gli interessi di conti esteri, B per i fondi UE armonizzati.
- Interessi su obbligazioni senza imposta sostitutiva: rigo M32: se su interessi e premi di obbligazioni non è stata applicata l’imposta sostitutiva, vanno dichiarati nel rigo M32 del quadro M.
Quando un reddito di capitale va dichiarato nel 730
I redditi di capitale sono i frutti del tuo denaro o dei tuoi investimenti: dividendi da azioni, interessi su obbligazioni o conti, proventi da fondi e contratti finanziari. In Italia questi redditi sono quasi sempre già tassati alla fonte: la banca o l’intermediario trattiene l’imposta prima di accreditarti il denaro, e tu non devi fare nulla in più. Ma esistono situazioni – soprattutto con investimenti esteri – in cui la ritenuta non viene applicata, e in quel caso devi dichiarare il reddito nel modello 730.
La regola fondamentale è questa: se un intermediario italiano ha già applicato la ritenuta a titolo d’imposta o l’imposta sostitutiva, il reddito non va indicato nel quadro D. Se invece hai ricevuto dividendi, interessi o altri proventi finanziari senza che nessuno abbia trattenuto le imposte – perché l’intermediario è estero, o perché si tratta di titoli particolari – allora devi dichiararlo tu nella tua dichiarazione dei redditi.
Nel modello 730/2026 i redditi di capitale vanno principalmente in due posti: nel quadro D (righi D1 e D2) se si tratta di utili e altri proventi ‘storici’ o di particolari categorie di redditi ancora soggetti a tassazione progressiva, oppure nel quadro M (rigo M31 per i redditi esteri soggetti a imposta sostitutiva, rigo M32 per gli interessi su obbligazioni senza imposta sostitutiva).
| Tipo di reddito | Quadro / Rigo | Quota imponibile o regime |
|---|---|---|
| Dividendi italiani o esteri post-2017 (ritenuta già applicata) | Non va dichiarato | Ritenuta a titolo d'imposta già trattenuta |
| Dividendi da Paesi a fiscalità privilegiata (non quotati) | Quadro D, rigo D1 (codice 2 o 3) | 100% nel reddito complessivo |
| Dividendi 'qualificati' prodotti fino al 2007 | Quadro D, rigo D1 (codice 1) | 40% nel reddito complessivo |
| Dividendi 'qualificati' prodotti 2008-2016 | Quadro D, rigo D1 (codice 5) | 49,72% nel reddito complessivo |
| Dividendi 'qualificati' prodotti 2017 | Quadro D, rigo D1 (codice 9) | 58,14% nel reddito complessivo |
| Dividendi di azioni estere incassati senza intermediario italiano (es. broker estero) | Quadro M, rigo M31, lettera H | Imposta sostitutiva 26%, nessuna opzione per la tassazione ordinaria |
| Interessi di depositi e conti correnti esteri | Quadro M, rigo M31, lettera G | Imposta sostitutiva nella misura della ritenuta italiana |
| Proventi di fondi ed ETF UE/SEE armonizzati senza ritenuta | Quadro M, rigo M31, lettera B | Imposta sostitutiva 26%, opzione per la tassazione ordinaria possibile |
| Interessi su obbligazioni senza imposta sostitutiva | Quadro M, rigo M32 | Imposta sostitutiva secondo aliquota applicabile |
| Interessi da mutui, depositi, c/c (senza ritenuta italiana) | Quadro D, rigo D2 (codice 1) | Tassazione ordinaria nel reddito complessivo |
Esempio pratico
-
Tizio detiene azioni di una società americana quotata al Nasdaq. Nel 2025 ha ricevuto un dividendo netto di 1.400 euro: la società USA ha già trattenuto una withholding tax del 15% alla fonte. Poiché le azioni sono state acquistate tramite una banca italiana che ha applicato la ritenuta a titolo d’imposta prevista dalla normativa italiana, Tizio non deve dichiarare nulla nel quadro D. Se invece Tizio avesse ricevuto un dividendo di 2.000 euro da una società registrata in un Paese a fiscalità privilegiata (non quotata), dovrebbe dichiarare l’intero importo (100%) nel rigo D1 del quadro D, con il codice 2 o 3 nella colonna 1. In quel caso i 2.000 euro si sommano agli altri redditi e vengono tassati con le aliquote IRPEF progressive.
Documenti necessari
- Certificazione degli utili (CUPE) rilasciata dalla società emittente italiana o dall’intermediario (indica i punti 28-41 rilevanti per il rigo D1)
- Estratto conto o documentazione rilasciata dall’intermediario estero attestante l’importo lordo dei dividendi ricevuti e le eventuali ritenute applicate all’estero
- Documentazione degli interessi e proventi da obbligazioni estere per cui non è stata applicata l’imposta sostitutiva (per il rigo M32)
- Eventuale attestazione dell’intermediario estero per proventi da fondi esteri non conformi alle direttive UE (per il rigo D2 codice 4)
Caso 1 – Interessi su un prestito concesso a un amico all'estero
Scenario. Caio ha prestato 20.000 euro a un amico residente in Belgio. Nel 2025 ha ricevuto interessi per 800 euro. Non ha intermediari in mezzo: è un accordo privato tra persone fisiche.
Come si applica. Gli interessi da capitali dati a mutuo rientrano tra i redditi di capitale (codice 1 del rigo D2). Poiché non c’è nessun intermediario che applica la ritenuta, Caio deve dichiarare i 800 euro nel rigo D2 del quadro D, indicando il codice 1 nella colonna 1. Le istruzioni precisano che questi interessi si presumono percepiti alle scadenze e nella misura pattuita; se la misura non è determinata per iscritto, gli interessi si calcolano al saggio legale. Il reddito concorre al reddito complessivo di Caio e viene tassato con le aliquote IRPEF ordinarie.
In pratica
- Gli interessi da prestiti privati (mutui tra privati) vanno nel rigo D2, colonna 1, al lordo di eventuali ritenute subite.
- Se la misura degli interessi non è scritta, si usa il saggio legale.
- L’importo si somma agli altri redditi e viene tassato con le aliquote IRPEF progressive.
Caso 2 – Dividendi da fondo estero non conforme alle direttive UE, percepiti senza ritenuta
Scenario. Sempronio ha investito in un fondo comune di investimento di diritto extra-UE. Nel 2025 ha ricevuto proventi per 3.500 euro direttamente sul conto, senza che nessun intermediario italiano abbia applicato ritenute.
Come si applica. I proventi da organismi di investimento collettivo in valori mobiliari di diritto estero non conformi alle direttive comunitarie vanno dichiarati nel rigo D2 del quadro D, con codice 4. Poiché l’intermediario non ha applicato ritenute, Sempronio deve dichiarare l’intero importo di 3.500 euro nella colonna 2 del rigo D2. I proventi concorrono alla formazione del reddito complessivo e sono tassati con le aliquote IRPEF ordinarie. Se invece il fondo fosse un OICR di diritto estero conforme alla direttiva UE (UCITS) e i proventi fossero percepiti senza ritenuta, andrebbero nel rigo M31 del quadro M come redditi di capitale di fonte estera soggetti a imposta sostitutiva.
In pratica
- Proventi da fondi extra-UE non conformi alle direttive: rigo D2 codice 4, tassazione ordinaria.
- Proventi da fondi UE (UCITS) senza ritenuta applicata: rigo M31 del quadro M, imposta sostitutiva.
- Conservare la documentazione dell’intermediario o del fondo che attesti l’assenza di ritenute.
Dividendi esteri su un broker estero: il rigo M31 con la lettera H
È il caso più cercato: azioni americane o europee comprate tramite un intermediario non residente, che accredita i dividendi senza applicare la ritenuta italiana. Il dividendo va nel rigo M31 del quadro M del 730/2026, compilato così:
- colonna 1: lettera H (utili di fonte estera da partecipazioni non qualificate o qualificate, tassati al 26%);
- colonna 2: codice dello Stato estero preso dall’elenco «Paesi e territori esteri» in appendice alle istruzioni;
- colonna 3: l’ammontare del reddito; le istruzioni del rigo M31 chiedono l’importo «al lordo di eventuali ritenute subìte nello Stato estero»;
- colonna 4: l’aliquota, 26.
Per la lettera H le istruzioni escludono l’opzione per la tassazione ordinaria: la colonna 7 non si barra e la ritenuta trattenuta all’estero non dà credito d’imposta in Italia. Il credito per le imposte estere spetta, con l’opzione, solo per i proventi di fondi esteri. Gli interessi di un conto estero usano la lettera G, i fondi e gli ETF armonizzati UE la lettera B.
Attenzione: le azioni e i conti tenuti presso un intermediario estero vanno indicati anche nel quadro RW (monitoraggio e IVAFE), che non fa parte del 730 e si compila con il modello Redditi PF. Vedi la guida al quadro RW e quella su IVIE e IVAFE. Le stesse partite nel modello Redditi PF vanno nel quadro RM: quadro RM per i redditi esteri.
Cosa non va nel 730: azioni possedute, conti italiani, regime amministrato
- Il semplice possesso di azioni o ETF non si dichiara nel 730: si dichiarano i redditi (dividendi, interessi) quando non sono già stati tassati alla fonte.
- Interessi del conto corrente in una banca italiana: la banca applica la ritenuta del 26% a titolo d’imposta, nulla da dichiarare.
- Dividendi incassati tramite banca italiana, anche su azioni estere: la banca applica la ritenuta e il reddito non va dichiarato.
- Plusvalenze da vendita di titoli: non sono redditi di capitale ma redditi diversi; dipende dal regime scelto con l’intermediario, vedi regime dichiarativo, amministrato e gestito.
Quando rivolgersi a un professionista
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Fonti e approfondimenti
- Istruzioni Modello 730/2026: quadro D, righi M31 e M32, appendice – Agenzia delle Entrate
- Istruzioni Redditi PF 2026, fascicolo 2 (quadri RL, RM, RW)
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Domande frequenti
Devo dichiarare i dividendi di azioni italiane se la banca ha già trattenuto le imposte?
No. Se un intermediario italiano ha applicato la ritenuta a titolo d’imposta o l’imposta sostitutiva, il reddito non va indicato nel quadro D. Dal 2018 in avanti, tutti i dividendi da società italiane (e da società estere con azioni in regime di risparmio amministrato o gestito presso una banca italiana) sono soggetti a ritenuta e non vanno dichiarati.
Cosa sono i dividendi da Paesi a fiscalità privilegiata e perché si trattano diversamente?
Sono i proventi distribuiti da società localizzate in Paesi o territori con un regime fiscale particolarmente vantaggioso (cosiddetti ‘paradisi fiscali’). Per evitare che vengano usati per sfuggire alla tassazione italiana, questi dividendi concorrono al 100% al reddito complessivo – mentre i dividendi ordinari post-2017 sono tassati con ritenuta a titolo d’imposta.
Gli interessi sul conto corrente italiano vanno dichiarati nel 730?
No. Gli interessi sui conti correnti bancari italiani sono già assoggettati a imposta sostitutiva del 26 per cento trattenuta direttamente dalla banca. Non vanno indicati nella dichiarazione dei redditi.
Cos’è il rigo M31 e quando si usa?
Il rigo M31 serve per dichiarare i redditi di capitale di fonte estera percepiti direttamente, senza l’intervento di intermediari residenti in Italia. Sono soggetti a imposta sostitutiva nella stessa misura della ritenuta italiana sui redditi della stessa natura (art. 18 del TUIR). In colonna 1 va la lettera del tipo di reddito: H per i dividendi esteri, G per gli interessi di conti esteri, B per i fondi UE armonizzati. L’opzione per la tassazione ordinaria (colonna 7) è possibile in generale, ma non per le lettere A e H.
Devo dichiarare gli interessi su un conto corrente estero?
Dipende. Se gli interessi sono stati accreditati da una banca estera senza ritenuta italiana, e non hai un intermediario italiano che ha già applicato l’imposta, devi dichiararli. Se si tratta di redditi di capitale di fonte estera percepiti direttamente, vanno nel rigo M31 (imposta sostitutiva). Se invece sono interessi da un contratto di mutuo privato, vanno nel rigo D2 con codice 1.
Cosa succede se ho ricevuto dividendi esteri e ho già pagato le imposte nel Paese estero?
Per i dividendi esteri dichiarati nel rigo M31 con la lettera H l’imposta sostitutiva è del 26% e le istruzioni escludono l’opzione per la tassazione ordinaria: la ritenuta estera non dà credito d’imposta in Italia. Il credito per le imposte pagate all’estero spetta con l’opzione per la tassazione ordinaria (colonna 7) per i proventi dei fondi esteri, e per gli utili che concorrono al reddito complessivo dichiarati nel quadro D.
Dove dichiaro i dividendi di azioni estere incassati su un broker estero?
Nel rigo M31 del quadro M del 730/2026, con la lettera H in colonna 1, il codice dello Stato estero in colonna 2, l’importo in colonna 3 e l’aliquota 26 in colonna 4. Le azioni detenute presso l’intermediario estero vanno indicate anche nel quadro RW, che si compila con il modello Redditi PF.
Le azioni che possiedo vanno dichiarate nel 730?
Il possesso in sé no: nel 730 si dichiarano i redditi non ancora tassati, come i dividendi incassati senza ritenuta italiana. Se però le azioni sono depositate presso un intermediario estero, scatta il quadro RW per il monitoraggio e l’IVAFE, che fa parte del modello Redditi PF.
Da leggere insieme
- Interessi al socio finanziatore: come si dichiarano nel 730
- Utili SRL distribuiti ai soci: come si tassano nel 2026
- Quadro RM 2026: redditi a imposta sostitutiva e tassazione separata