Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- L’art. 54 del TUIR determina il reddito di lavoro autonomo: la differenza tra i compensi percepiti e le spese sostenute nel periodo d’imposta.
- Vale il principio di cassa: conta il momento dell’incasso e del pagamento, non quello della fattura o della prestazione.
- La riforma del lavoro autonomo (D.Lgs. 192/2024, dal 2025) ha riscritto la disciplina introducendo il principio di onnicomprensività dei compensi.
- Non concorrono al reddito i rimborsi spese addebitati analiticamente al committente e i riaddebiti di spese per immobili e servizi condivisi.
La norma (art. 54, comma 1, TUIR)
«Il reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni è costituito dalla differenza tra l’ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di partecipazione agli utili, e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’arte o della professione […]. I compensi sono computati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali stabiliti dalla legge a carico del soggetto che li corrisponde.»
| Componente | Rilevanza fiscale |
|---|---|
| Compensi percepiti (cassa) | Tassati nell’anno di incasso |
| Spese sostenute e pagate | Deducibili nell’anno di pagamento |
| Rimborsi spese analitici al committente | Esclusi dal reddito (dal 2025) |
| Contributi previdenziali del committente | Esclusi dal reddito |
| Cessione della clientela | Concorre al reddito |
Tre casi pratici
Fattura emessa a dicembre e incassata a gennaio
Un professionista emette la parcella il 28 dicembre ma riceve il pagamento il 10 gennaio dell’anno successivo.
Cosa fare: Tassare il compenso nell’anno di incasso (gennaio): per il principio di cassa conta il pagamento effettivo, non la data della fattura. Annotare l’incasso nei registri di quell’anno.
Rimborso spese di trasferta
Lo studio addebita al cliente le spese di viaggio sostenute per l’incarico, documentandole in modo analitico.
Cosa fare: Dal 2025 questi rimborsi analitici non concorrono al reddito né come compenso né come costo: vanno gestiti separatamente dalle spese deducibili in via ordinaria.
Vendita dello studio professionale
Un professionista cede la propria clientela a un collega che subentra nell’attività.
Cosa fare: Il corrispettivo della cessione della clientela concorre a formare il reddito di lavoro autonomo nell’anno di percezione, salvo l’eventuale tassazione separata se ricorrono le condizioni.
Spunti pratici
- I beni strumentali si deducono per ammortamento; per quelli di costo unitario fino a 516,46 euro è ammessa la deduzione integrale.
- Alcune spese hanno limiti specifici: spese alberghiere e di ristorazione e spese di rappresentanza sono deducibili entro percentuali stabilite.
- La riforma 2025 ha distribuito la materia nei nuovi articoli da 54 a 54-octies: verificare la collocazione della singola componente.
- Le plusvalenze e minusvalenze dei beni strumentali concorrono al reddito secondo l’art. 54, comma 1-bis.
Norme collegate
- Ritenuta sui compensi professionali (art. 25 DPR 600)
- Spese anticipate escluse da IVA (art. 15)
- Residenza fiscale delle persone fisiche (art. 2)
Fonti affidabili
- TUIR, DPR 22 dicembre 1986, n. 917, art. 54
- D.Lgs. 13 dicembre 2024, n. 192 (riforma del lavoro autonomo)
- Agenzia delle Entrate, istruzioni quadro RE
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