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In sintesi
- L’IVAFE colpisce i prodotti finanziari detenuti all’estero: conti correnti, libretti di risparmio, azioni, obbligazioni, fondi e altri strumenti finanziari presso intermediari non residenti.
- Si dichiara nel quadro W: l’Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all’Estero si liquida compilando la sezione I del quadro W, insieme agli obblighi di monitoraggio fiscale.
- Conta il numero di giorni di detenzione: la colonna 10 del quadro W richiede il numero di giorni in cui hai detenuto i prodotti finanziari nel 2025 — rileva solo se è dovuta l’IVAFE.
- Soglia per i conti correnti: il monitoraggio fiscale per i conti correnti non è obbligatorio se il valore massimo annuo non supera 15.000 euro, ma l’IVAFE può comunque essere dovuta anche sotto questa soglia — in tal caso il quadro W va compilato lo stesso.
- Credito per imposte patrimoniali estere: se hai già pagato un’imposta patrimoniale all’estero sugli stessi prodotti finanziari, puoi scomputarla dall’IVAFE italiana, fino a concorrenza dell’imposta dovuta.
- Codici tributo per gli acconti: gli acconti IVAFE si versano con F24 usando i codici tributo 4047 (primo acconto) e 4048 (secondo acconto), con anno di riferimento 2025.
Che cos'è l'IVAFE e quali beni colpisce
L’IVAFE — Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all’Estero — è un’imposta patrimoniale che si applica alle persone fisiche residenti in Italia che possiedono prodotti finanziari presso banche o intermediari esteri. Non è un’imposta sui guadagni (quella è l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze), ma sul mero possesso dei beni: ogni anno che li hai, paghi.
Sono soggetti all’IVAFE le attività finanziarie da cui derivano redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera: partecipazioni al capitale di società non residenti, obbligazioni estere, conti correnti e libretti di risparmio detenuti all’estero, fondi di investimento esteri, metalli preziosi detenuti all’estero e ogni altro strumento finanziario collocato fuori dall’Italia.
L’IVAFE si dichiara e si liquida nel quadro W del modello 730/2026 (corrispondente al quadro RW del Modello Redditi PF). La sezione I accoglie i dati di ogni singolo prodotto finanziario estero; la sezione II raccoglie i dati sui versamenti già effettuati (acconti, eccedenze da anni precedenti). Se sei tenuto solo al monitoraggio fiscale e per una qualche ragione non devi pagare l’IVAFE, barri la colonna 16 ‘Solo monitoraggio’.
| Colonna | Cosa indicare |
|---|---|
| Colonna 8 — Valore finale (conti correnti e libretti) | Valore medio di giacenza (non il saldo al 31/12, ma la media dell'anno) |
| Colonna 9 — Valore massimo (Paesi non collaborativi) | Ammontare massimo raggiunto nel 2025 se il conto è in un Paese non collaborativo |
| Colonna 10 — Giorni IVAFE | Numero di giorni di detenzione nel 2025 (da compilare solo se è dovuta l'IVAFE) |
| Colonna 12 — Credito d'imposta | Imposta patrimoniale già pagata all'estero sullo stesso prodotto (non superiore all'IVAFE dovuta) |
| Colonna 21 — Regime fiscalità privilegiata | Da barrare se il prodotto è detenuto in uno Stato a regime fiscale privilegiato |
Esempio pratico
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Caio ha un conto corrente presso una banca olandese. Il valore medio di giacenza nel 2025 è stato di 25.000 euro e il conto è rimasto aperto tutto l’anno (365 giorni). Caio non ha pagato imposte patrimoniali in Olanda su quel conto. Nel quadro W indicherà: nella colonna 8 il valore medio di giacenza (25.000 euro), nella colonna 10 il numero di giorni (365) poiché è dovuta l’IVAFE. L’imposta sarà calcolata automaticamente dal CAF o dal software di dichiarazione in base al valore dichiarato e ai giorni di detenzione. Se invece il saldo medio fosse stato 10.000 euro e il valore massimo non avesse mai superato 15.000 euro, Caio non avrebbe l’obbligo di monitoraggio — ma dovrebbe verificare se è comunque dovuta l’IVAFE prima di decidere se compilare il quadro.
Documenti necessari
- Estratti conto annuali della banca estera (per il valore medio di giacenza e il valore massimo raggiunto nel 2025)
- Documentazione attestante la natura e il valore iniziale e finale degli investimenti finanziari esteri
- Certificazione rilasciata dall’intermediario estero attestante che i prodotti sono infruttiferi (se applicabile)
- Ricevute di eventuali imposte patrimoniali pagate all’estero nel 2025 (per il credito d’imposta)
- Codice fiscale degli altri cointestatari, se il conto o gli investimenti sono cointestati
Caso 1 — Conto corrente estero infruttifero con valore superiore a 15.000 euro
Scenario. Tizio ha un conto corrente in Lussemburgo con un valore medio di giacenza di 40.000 euro. Il conto non ha prodotto interessi nel 2025 (tasso zero). Tizio si chiede se deve compilare il quadro W.
Come si applica. Sì: il conto ha raggiunto nel 2025 un valore superiore a 15.000 euro, quindi l’obbligo di monitoraggio fiscale scatta automaticamente. Anche se il conto è infruttifero, l’IVAFE potrebbe comunque essere dovuta sul valore del conto. In questo caso, nella colonna 14 del quadro W Tizio indicherà il codice 5 per segnalare che ‘i redditi relativi ai prodotti finanziari verranno percepiti in un successivo periodo d’imposta ovvero se i predetti prodotti finanziari sono infruttiferi’, acquisendo dall’intermediario estero un documento che attesti tale circostanza.
In pratica
- Anche un conto a tasso zero può essere soggetto all’IVAFE se il valore supera la soglia del monitoraggio.
- Nella colonna 14 indicare il codice 5 per i prodotti infruttiferi, allegando documentazione dall’intermediario estero.
- Per i conti correnti esteri, la colonna 8 richiede il valore medio di giacenza, non il saldo finale.
Caso 2 — Partecipazioni azionarie estere cointestrate tra coniugi
Scenario. Sempronio e sua moglie detengono congiuntamente azioni di una società tedesca. Il valore totale al 31 dicembre 2025 è 60.000 euro. Ciascuno possiede il 50%.
Come si applica. Quando un prodotto finanziario è cointestato, ognuno degli intestatari è obbligato a compilare il quadro W nella propria dichiarazione, riferendosi all’intero valore del prodotto finanziario ma indicando la propria quota di possesso. Sempronio compilerà il quadro W con il valore totale (60.000 euro) nella colonna 8 e il 50% nella colonna 5 (quota di possesso). Dovrà anche inserire il codice fiscale della moglie nelle colonne 18-19 (codici fiscali degli altri cointestatari). Stessa cosa farà la moglie nella propria dichiarazione.
In pratica
- Ogni cointestatario compila il quadro W per l’intero valore del bene, indicando la propria percentuale nella colonna 5.
- I codici fiscali degli altri cointestatari vanno inseriti nelle colonne 18 e 19.
- Se i cointestatari sono più di due, barrare anche la colonna 20 (Presenza più cointestatari).
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
L'IVAFE si paga anche sui conti PayPal o conti di pagamento online esteri?
Dipende dal Paese in cui è registrato il provider. Se il conto è detenuto presso un soggetto non residente in Italia, rientra in linea di principio nel perimetro del monitoraggio fiscale e dell’IVAFE. Verifica la residenza fiscale del gestore del conto.
Per i conti correnti esteri il valore da indicare è il saldo finale o la giacenza media?
Le istruzioni del 730/2026 indicano che per i conti correnti e i libretti di risparmio nella colonna 8 va riportato il valore medio di giacenza, non il saldo al 31 dicembre.
Devo compilare il quadro W se il conto estero non ha mai superato 15.000 euro?
Se il valore massimo raggiunto nel 2025 non supera 15.000 euro, non c’è l’obbligo di monitoraggio, ma devi verificare se è comunque dovuta l’IVAFE. Se l’IVAFE è dovuta, il quadro W va compilato anche sotto la soglia dei 15.000 euro.
Gli acconti IVAFE versati nel 2025 dove vanno indicati nel 730?
Nel rigo W6, colonna 4 (Acconti versati), indicando gli importi versati con F24 usando i codici tributo 4047 (primo acconto) e 4048 (secondo acconto) con anno di riferimento 2025. L’eventuale eccedenza dall’anno precedente va nella colonna 2.
Cosa succede se i prodotti finanziari sono gestiti da una banca italiana ma investiti all'estero?
Se le attività finanziarie sono affidate in gestione a intermediari residenti in Italia e i redditi sono già stati assoggettati a ritenuta o imposta sostitutiva da questi intermediari, non è necessario compilare il quadro W per quelle attività.
L'IVAFE è deducibile o detraibile dall'IRPEF?
No, l’IVAFE non è deducibile dal reddito complessivo né detraibile dall’IRPEF. È un’imposta separata che si aggiunge alle imposte sui redditi.
Domande frequenti