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Cos’è Fondir
Fondir è il Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua dei dirigenti delle imprese del terziario, riconosciuto dal Ministero del Lavoro con decreto del 6 marzo 2003. È l’omologo, per il mondo del commercio, del turismo, dei servizi, del credito, delle assicurazioni e della logistica, di quello che Fondirigenti rappresenta per i dirigenti dell’industria: stessa logica di fondo interprofessionale, stesso meccanismo di finanziamento tramite il contributo obbligatorio già versato all’INPS, ma popolazione di riferimento e parti sociali diverse.
Il fondo nasce dall’intesa tra otto soggetti: Confcommercio, ABI (Associazione Bancaria Italiana), ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) e Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica) sul versante datoriale, e Manageritalia, First-Cisl, Fidia e Unisin su quello sindacale. Sono in larga parte le stesse organizzazioni che sottoscrivono i contratti collettivi dei dirigenti del terziario, del credito e delle assicurazioni: il fondo è quindi lo strumento con cui quei contratti trovano attuazione sul fronte della formazione continua.
Fondir fa parte della grande famiglia dei fondi interprofessionali per la formazione continua: se non conosci ancora il meccanismo generale, a chi si rivolge e come si finanzia, conviene partire dalla guida generale ai fondi interprofessionali, che spiega le basi comuni a tutti i fondi, Fondir compreso.
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Per quali dirigenti è pensato Fondir
Fondir finanzia la formazione continua dei dirigenti delle aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi, oltre a settori affini come turismo, trasporti e logistica, credito e assicurazioni. Rientrano quindi, tra gli altri, i dirigenti inquadrati con il CCNL Dirigenti del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi, rinnovato per il triennio 2026-2028 da Manageritalia con Confcommercio, Confetra e Federalberghi: un rinnovo che ha portato, tra le altre novità, il credito welfare a 1.500 euro annui e l’aumento della contribuzione alla previdenza complementare dall’1% al 2% della retribuzione convenzionale.
Non rientrano invece nel perimetro di Fondir i dirigenti industriali, per i quali esiste un fondo dedicato con parti sociali diverse (Confindustria e Federmanager): la differenza tra i due fondi è approfondita più avanti, nella sezione delle domande frequenti.
Come si aderisce a Fondir
L’adesione a Fondir è gratuita e avviene attraverso la denuncia contributiva UNIEMENS, lo stesso flusso con cui l’azienda comunica mensilmente all’INPS i dati retributivi e contributivi. Non serve alcuna domanda cartacea né la firma di moduli: è sufficiente indicare, nell’elemento FondoInterprof della denuncia, il codice FODI e il numero di dirigenti soggetti all’obbligo contributivo. L’adesione decorre dal mese di competenza della denuncia in cui il codice viene inserito.
Aderendo, l’azienda non paga nulla in più: destina semplicemente a Fondir, anziché al fondo residuale gestito dall’INPS, la quota dello 0,30% del monte retributivo dei dirigenti che è comunque obbligata a versare per legge (l’aliquota prevista dall’art. 25 della legge 845/1978, comune a tutti i fondi interprofessionali). È il meccanismo tipico per cui la formazione finanziata ha, per l’azienda, un costo effettivo pari a zero: si recuperano risorse già dovute, spostandole da un ente all’altro.
Il doppio binario per le aziende del terziario
Una stessa azienda del terziario può, anzi tipicamente deve, gestire due adesioni parallele: una per i dipendenti non dirigenti, che può indirizzare a un fondo come For.Te., il fondo di riferimento del commercio e del turismo, e una per i dirigenti, che può indirizzare a Fondir. Le due adesioni viaggiano su codici UniEmens distinti e alimentano due fondi diversi, ciascuno con le proprie regole, i propri avvisi e i propri massimali: non c’è alcuna incompatibilità, anzi è la configurazione più comune per le imprese del terziario che hanno dirigenti in organico.
La revoca da un altro fondo per dirigenti
Se l’azienda è già iscritta a un altro fondo per dirigenti e vuole trasferirsi a Fondir, deve indicare nella denuncia UNIEMENS, insieme al codice FODI, anche il codice REDI (revoca dal fondo dirigenti precedente). Per trasferire anche le risorse eventualmente accantonate presso il fondo di provenienza servono però requisiti dimensionali precisi: almeno 50 dipendenti e un fatturato o totale di bilancio di almeno 10 milioni di euro, oltre a un accantonamento minimo di 3.000 euro maturato dal 1° gennaio 2009. Sotto queste soglie la revoca resta possibile, ma senza il trasferimento del pregresso.
Come funzionano le risorse: avvisi, bacheca e voucher
A differenza di un conto individuale sempre disponibile, Fondir eroga le proprie risorse attraverso avvisi periodici (bandi), pubblicati nella sezione “Fondo Trasparente” del sito e organizzati intorno a tre canali principali:
- Piani Formativi Aziendali: l’impresa presenta un progetto formativo costruito sui propri fabbisogni, rivolto a uno o più dirigenti, con un piano didattico e un budget da rendicontare;
- Bacheca online: un catalogo di iniziative formative già organizzate da enti accreditati, a cui l’azienda può aderire senza dover costruire un piano da zero;
- Open Voucher: piani individuali per il singolo dirigente, con acquisto di corsi da catalogo, storicamente attivati per i settori creditizio-finanziario e assicurativo.
Gli importi messi a disposizione e i massimali per dirigente cambiano da avviso ad avviso e vanno sempre verificati sul testo pubblicato, mai dati per acquisiti. Per dare un’idea concreta, senza che siano cifre attuali: l’Avviso Open Voucher 6/2024 (settori creditizio-finanziario e assicurativo, presentazione dal 31 marzo 2025 al 20 gennaio 2026, dotazione 7 milioni di euro) fissava il rimborso massimo per azienda all’80% dei contributi versati al fondo nel triennio precedente; l’Avviso 4/2026 ha invece stabilito un contributo massimo di 2.000 euro per dirigente. Sono numeri che fotografano avvisi ormai chiusi o in scadenza: servono solo a far capire l’ordine di grandezza, non vanno usati per pianificare una domanda.
Cosa si finanzia in pratica
Guardando al contenuto degli avvisi pubblicati, i piani finanziati da Fondir hanno riguardato tipicamente:
- percorsi di formazione avanzata (formazione one-to-one, seminari e workshop per profili executive);
- formazione linguistica;
- competenze tecnico-professionali e digitali;
- percorsi di sviluppo personale, incluso assessment e coaching individuale;
- aggiornamento normativo specialistico, ad esempio in ambito Mifid e Ivass per i dirigenti del settore finanziario-assicurativo.
Anche qui vale la stessa cautela: l’elenco riflette gli avvisi effettivamente pubblicati da Fondir, non un catalogo permanente. Le aree tematiche finanziabili con il prossimo bando vanno sempre confrontate con il testo dell’avviso in vigore.
| Canale | Come funziona | Esempio storico di massimale |
|---|---|---|
| Piani Formativi Aziendali | Progetto costruito dall’impresa sui propri fabbisogni | Variabile per avviso |
| Bacheca online | Adesione a un’iniziativa già a catalogo | Variabile per avviso |
| Open Voucher | Corso individuale scelto dal dirigente su catalogo | 80% dei contributi versati nel triennio (Avviso 6/2024) |
Domande frequenti
Che differenza c’è tra Fondir e Fondirigenti?
Sono due fondi paralleli, con la stessa impostazione ma popolazioni diverse. Fondir finanzia i dirigenti delle imprese del terziario, della distribuzione, dei servizi, del turismo, dei trasporti-logistica, del credito e delle assicurazioni. Fondirigenti finanzia invece i dirigenti delle imprese industriali aderenti al sistema Confindustria-Federmanager. Il codice UniEmens di adesione, le parti sociali costituenti e gli avvisi pubblicati sono diversi in entrambi i casi: un’azienda industriale non può iscrivere i propri dirigenti a Fondir, e un’azienda del terziario non aderisce a Fondirigenti.
Ho un solo dirigente in azienda: conviene aderire?
L’adesione è gratuita e non comporta obblighi ulteriori rispetto al contributo che l’azienda versa comunque per legge: aderire significa solo decidere a chi destinare una quota già dovuta, invece di lasciarla al fondo residuale INPS. Anche con un solo dirigente in organico, quindi, non c’è un costo da valutare; la vera domanda è se, nel tempo, ci sarà l’esigenza di far seguire a quel dirigente percorsi formativi attivabili tramite gli avvisi del fondo.
L’adesione a Fondir costa qualcosa all’azienda?
No. L’adesione non richiede alcun versamento aggiuntivo: si limita a reindirizzare verso Fondir la quota dello 0,30% del monte retributivo dei dirigenti che l’azienda è comunque tenuta a versare per legge. Non aderire a nessun fondo non fa risparmiare quella quota, che finirebbe comunque all’INPS senza alcuna possibilità di essere recuperata sotto forma di formazione finanziata.
Il dirigente può scegliere liberamente il corso da seguire?
Dipende dal canale attraverso cui l’azienda accede alle risorse. Con un Piano Formativo Aziendale il contenuto è definito dall’impresa in base ai propri fabbisogni; con la Bacheca online la scelta è vincolata al catalogo di iniziative già accreditate; con l’Open Voucher, dove previsto dall’avviso in corso, il dirigente individua il corso all’interno del catalogo messo a disposizione per quel bando specifico. In nessun caso il dirigente sceglie un corso del tutto libero al di fuori delle regole dell’avviso attivo.
Le risorse accantonate scadono se non vengono utilizzate?
Sì. Fondir non funziona come un conto corrente sempre disponibile: eroga le risorse tramite avvisi con finestre di presentazione definite, nell’ordine di alcuni mesi, superate le quali il bando si chiude e le somme non richieste restano nella disponibilità del fondo per gli avvisi successivi, non dell’azienda. Per questo motivo è la pubblicazione di un nuovo avviso, non una richiesta libera in qualsiasi momento, a determinare quando e come un’impresa può effettivamente attivare un piano formativo per i propri dirigenti.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.