Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- L’art. 31 del D.Lgs. 346/1990 fissa il termine per presentare la dichiarazione di successione: dodici mesi dall’apertura della successione.
- Sono obbligati alla presentazione gli eredi, i chiamati, i legatari e gli altri soggetti indicati dalla legge.
- La dichiarazione è oggi telematica; dal 2025 gli eredi autoliquidano l’imposta in base alla dichiarazione.
- La presentazione tardiva non è prevista a pena di decadenza, ma comporta sanzioni; meglio regolarizzare prima dell’accertamento d’ufficio.
La norma (art. 31, comma 1, D.Lgs. 346/1990)
«La dichiarazione deve essere presentata entro dodici mesi dalla data di apertura della successione, che coincide con quella della morte del contribuente.»
| Elemento | Contenuto |
|---|---|
| Termine | 12 mesi dall’apertura della successione |
| Obbligati | Eredi, chiamati, legatari, rappresentanti |
| Modalità | Telematica |
| Imposta (dal 2025) | Autoliquidata dagli eredi |
| Tardività | Sanzioni (non decadenza) |
Tre casi pratici
Termine in scadenza
Sono trascorsi quasi dodici mesi dalla morte e la dichiarazione non è ancora pronta.
Cosa fare: Presentare la dichiarazione entro i dodici mesi per evitare sanzioni; se il termine sta per scadere, raccogliere subito la documentazione dei beni e delle passività.
Dichiarazione presentata in ritardo
La dichiarazione viene presentata dopo la scadenza ma prima di qualsiasi accertamento.
Cosa fare: L’ufficio liquida comunque l’imposta sulla dichiarazione tardiva; conviene avvalersi del ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni.
Più eredi obbligati
Diversi eredi sono tenuti alla dichiarazione.
Cosa fare: È sufficiente un’unica dichiarazione presentata da uno degli obbligati per conto di tutti: evitare duplicazioni coordinando gli adempimenti tra coeredi.
Spunti pratici
- Il termine decorre dalla data di apertura (morte); per i chiamati che rinunciano o accettano con beneficio d’inventario vi sono regole specifiche di decorrenza.
- Non sono obbligati a dichiarare il coniuge e i parenti in linea retta quando l’attivo è modesto e non comprende immobili, entro le soglie di legge.
- Il ravvedimento operoso consente di sanare la tardività con sanzioni ridotte.
- Dal 2025 il versamento autoliquidato avviene entro 90 giorni dal termine di presentazione.
Norme collegate
- Valore dell’asse ereditario (art. 8 TUS)
- Territorialità della successione (art. 2 TUS)
- Ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472)
Fonti affidabili
- D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, art. 31 (TUS)
- D.Lgs. 139/2024 (autoliquidazione dell’imposta)
- Agenzia delle Entrate, dichiarazione di successione telematica
Hai un atto da registrare o una successione da gestire? Per pianificare imposte indirette e passaggi patrimoniali con metodo parti dalla guida pratica Impresa, società e contratti su FiscoInvestimenti.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
Domande frequenti