Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

Guida pratica · Lavoro · Ferie e permessi

In sintesi

Dal 2022 il congedo di paternità obbligatorio è stabilmente fissato a 10 giorni lavorativi, retribuiti al 100% a carico INPS. Spetta al padre lavoratore dipendente da 2 mesi prima a 5 mesi dopo il parto (o adozione/affidamento) ed è fruibile anche in caso di morte perinatale. Non è cedibile alla madre.

Riferimento normativo

Art. 27-bis D.Lgs. 151/2001 (introdotto dal D.Lgs. 105/2022)

Tabella riepilogativa

Congedo di paternità obbligatorio – caratteristiche 2026
Aspetto Regola
Durata 10 giorni lavorativi
Retribuzione INPS 100% della retribuzione giornaliera
Finestra di fruizione Entro 5 mesi dalla nascita (o adozione/affidamento)
Frazionabilità Sì, anche non consecutivi
Casi speciali Morte perinatale, ospedalizzazione neonato: finestra prolungata
Base normativa Art. 27-bis D.Lgs. 151/2001 (D.Lgs. 105/2022)

Chi ha diritto e in quale finestra temporale

Il congedo obbligatorio di paternità spetta al padre lavoratore dipendente per ogni figlio nato (o adottato/affidato). I 10 giorni lavorativi devono essere fruiti da 2 mesi prima a 5 mesi dopo il parto (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione/affidamento). I giorni possono essere non consecutivi e il padre può anche scegliere di fruirne in tutto o in parte durante il congedo di maternità della madre.

Retribuzione e anticipazione del datore

L’indennità è pari al 100% della retribuzione ed è erogata dall’INPS: il datore anticipa in busta paga e poi recupera dall’ente. Il periodo è coperto da contribuzione figurativa.

Come si richiede

Il padre deve comunicare al datore – con almeno 5 giorni di preavviso (o con il termine previsto dal CCNL) – le date di fruizione. All’INPS va inviata apposita domanda telematica (tramite portale INPS, CAF o patronato) prima dell’inizio del congedo. Il congedo spetta anche in caso di morte perinatale, di grave infermità della madre o di abbandono del neonato.

Casi pratici

Tizio – 10 giorni presi subito dopo la nascita

Tizio comunica al datore le date con una settimana di anticipo e invia la domanda INPS online. Fruisce dei 10 giorni lavorativi nelle due settimane successive alla nascita, ricevendo il 100% della retribuzione a carico dell’INPS.

Caia (madre) – congedo maternità e padre che usa i 10 giorni contemporaneamente

Mentre Caia è in congedo di maternità obbligatoria, il padre del figlio fruisce dei suoi 10 giorni obbligatori in contemporanea. I due congedi sono indipendenti e si possono sovrapporre: la famiglia beneficia di entrambi.

Sempronio – nascita prematura con ospedalizzazione del neonato

Il figlio di Sempronio è ricoverato in TIN. La legge consente di posticipare o prolungare la finestra di fruizione in caso di ricovero del neonato: Sempronio potrà attendere il rientro a casa del bambino prima di fruire dei 10 giorni (o di parte di essi).

Domande frequenti

Il congedo di paternità obbligatorio può essere ceduto alla madre?

No. I 10 giorni spettano esclusivamente al padre e non sono trasferibili alla madre né convertibili in altre tipologie di permesso.

Spetta anche per adozione e affidamento?

Sì. Il congedo obbligatorio di paternità si applica anche in caso di adozione o affidamento, con la finestra dei 5 mesi che decorre dall’ingresso del minore nella famiglia.

Cosa succede se il datore si oppone alla fruizione?

Il congedo obbligatorio è un diritto imperativo: il datore non può opporsi. Il lavoratore può rivolgersi all’Ispettorato Territoriale del Lavoro o al sindacato in caso di diniego.

I 10 giorni valgono anche per i padri non coniugati?

Sì. Il congedo spetta al padre lavoratore dipendente a prescindere dallo stato civile, purché il figlio sia riconosciuto.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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