Indice
La guida
Dal 2022 il congedo di paternità obbligatorio è stabilmente fissato a 10 giorni lavorativi, retribuiti al 100% a carico INPS. Spetta al padre lavoratore dipendente da 2 mesi prima a 5 mesi dopo il parto (o adozione/affidamento) ed è fruibile anche in caso di morte perinatale. Non è cedibile alla madre.
Tabella riepilogativa
| Aspetto | Regola |
|---|---|
| Durata | 10 giorni lavorativi |
| Retribuzione INPS | 100% della retribuzione giornaliera |
| Finestra di fruizione | Entro 5 mesi dalla nascita (o adozione/affidamento) |
| Frazionabilità | Sì, anche non consecutivi |
| Casi speciali | Morte perinatale, ospedalizzazione neonato: finestra prolungata |
| Base normativa | Art. 27-bis D.Lgs. 151/2001 (D.Lgs. 105/2022) |
Chi ha diritto e in quale finestra temporale
Il congedo obbligatorio di paternità spetta al padre lavoratore dipendente per ogni figlio nato (o adottato/affidato). I 10 giorni lavorativi devono essere fruiti da 2 mesi prima a 5 mesi dopo il parto (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione/affidamento). I giorni possono essere non consecutivi e il padre può anche scegliere di fruirne in tutto o in parte durante il congedo di maternità della madre.
Retribuzione e anticipazione del datore
L’indennità è pari al 100% della retribuzione ed è erogata dall’INPS: il datore anticipa in busta paga e poi recupera dall’ente. Il periodo è coperto da contribuzione figurativa.
Come si richiede
Il padre deve comunicare al datore – con almeno 5 giorni di preavviso (o con il termine previsto dal CCNL) – le date di fruizione. All’INPS va inviata apposita domanda telematica (tramite portale INPS, CAF o patronato) prima dell’inizio del congedo. Il congedo spetta anche in caso di morte perinatale, di grave infermità della madre o di abbandono del neonato.
Casi pratici
Tizio comunica al datore le date con una settimana di anticipo e invia la domanda INPS online. Fruisce dei 10 giorni lavorativi nelle due settimane successive alla nascita, ricevendo il 100% della retribuzione a carico dell’INPS.
Mentre Caia è in congedo di maternità obbligatoria, il padre del figlio fruisce dei suoi 10 giorni obbligatori in contemporanea. I due congedi sono indipendenti e si possono sovrapporre: la famiglia beneficia di entrambi.
Il figlio di Sempronio è ricoverato in TIN. La legge consente di posticipare o prolungare la finestra di fruizione in caso di ricovero del neonato: Sempronio potrà attendere il rientro a casa del bambino prima di fruire dei 10 giorni (o di parte di essi).
Domande frequenti
Il congedo di paternità obbligatorio può essere ceduto alla madre?
No. I 10 giorni spettano esclusivamente al padre e non sono trasferibili alla madre né convertibili in altre tipologie di permesso.
Spetta anche per adozione e affidamento?
Sì. Il congedo obbligatorio di paternità si applica anche in caso di adozione o affidamento, con la finestra dei 5 mesi che decorre dall’ingresso del minore nella famiglia.
Cosa succede se il datore si oppone alla fruizione?
Il congedo obbligatorio è un diritto imperativo: il datore non può opporsi. Il lavoratore può rivolgersi all’Ispettorato Territoriale del Lavoro o al sindacato in caso di diniego.
I 10 giorni valgono anche per i padri non coniugati?
Sì. Il congedo spetta al padre lavoratore dipendente a prescindere dallo stato civile, purché il figlio sia riconosciuto.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.