Testo dell'articoloVigente
Il congedo matrimoniale spetta ai lavoratori dipendenti in occasione del matrimonio civile o religioso: la legge prevede un minimo di 15 giorni retribuiti, ma la durata e le condizioni sono disciplinate dai CCNL, che quasi sempre confermano i 15 giorni con retribuzione a carico dell’INPS (Cassa Assegni Familiari). Il congedo va richiesto al datore con adeguato preavviso.
Tabella riepilogativa
| Aspetto | Regola di base | Note CCNL |
|---|---|---|
| Durata minima | 15 giorni di calendario | Alcuni CCNL estendono a 15 giorni lavorativi |
| Retribuzione | A carico INPS tramite Cassa AF | Alcuni CCNL integrano fino alla retribuzione piena |
| Decorrenza | Data del matrimonio (civile o religioso) | Può partire il giorno prima per prassi |
| Documentazione | Estratto/certificato di matrimonio entro 60 giorni | Da consegnare al datore dopo le nozze |
| Applicazione a unioni civili | Sì (D.Lgs. 5/2016) | Stessa disciplina del matrimonio |
Chi ne ha diritto e per quanto
Il diritto al congedo matrimoniale spetta ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e determinato in occasione del matrimonio civile, religioso con effetti civili, o dell’unione civile (equiparata dal D.Lgs. 5/2016). La durata minima di legge è 15 giorni di calendario (non lavorativi): il CCNL può prevedere una durata superiore o computare i soli giorni lavorativi, con esito spesso più favorevole.
Chi paga e come
L’indennità è erogata dall’INPS tramite la Cassa Assegni Familiari: il datore anticipa la somma in busta paga e poi la recupera dall’INPS. L’importo corrisponde alla retribuzione globale di fatto; alcuni CCNL prevedono un’integrazione a carico del datore per raggiungere il 100% della retribuzione ordinaria se l’indennizzo INPS fosse inferiore.
Come si richiede
Il lavoratore deve comunicare la data delle nozze al datore di lavoro con il preavviso previsto dal CCNL (di solito 5-10 giorni prima). Dopo le nozze deve consegnare il certificato di matrimonio entro il termine fissato dal contratto (generalmente 60 giorni). Il congedo non può essere negato né posticipato per esigenze aziendali.
Casi pratici
Tizio si sposa sabato: i 15 giorni decorrono dal giorno delle nozze includendo domeniche e festivi. Il CCNL di Tizio (Commercio) computa 15 giorni di calendario, quindi rientra al lavoro il sabato successivo dopo due settimane.
Caia contrae un’unione civile: per effetto del D.Lgs. 5/2016 ha diritto allo stesso congedo matrimoniale del matrimonio, stesso importo, stessa procedura.
Il datore di Sempronio chiede di spostare il congedo per impegni aziendali. Non può farlo: il congedo decorre dalla data del matrimonio e non è posticipabile per esigenze produttive.
Domande frequenti
Il congedo matrimoniale vale anche per le unioni civili?
Sì. Il D.Lgs. 5/2016 ha esteso il congedo matrimoniale alle unioni civili tra persone dello stesso sesso, con identica disciplina.
I 15 giorni sono lavorativi o di calendario?
Per legge sono giorni di calendario (inclusi sabato, domenica e festivi). Il CCNL può prevedere 15 giorni lavorativi, risultato spesso più favorevole.
Il congedo matrimoniale si accumula con le ferie?
No, sono istituti distinti. Il lavoratore può tuttavia aggiungere ferie al congedo matrimoniale per prolungare il periodo di assenza, previo accordo col datore.
Cosa succede se il matrimonio viene annullato?
Se l’annullamento avviene dopo la fruizione del congedo, il lavoratore mantiene il diritto alle somme già percepite; non vi è obbligo di restituzione.
Il lavoratore in prova ha diritto al congedo matrimoniale?
In linea di principio sì, poiché la legge non esclude esplicitamente il periodo di prova. È opportuno verificare le previsioni del CCNL applicato.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il congedo matrimoniale e un istituto risalente ma ancora pienamente operante, che riconosce al lavoratore un periodo di assenza retribuita in occasione delle nozze. La sua disciplina nasce dalla combinazione tra una fonte normativa storica e la contrattazione collettiva, che ne definisce in concreto durata e trattamento economico.
A chi spetta il congedo
Il diritto e riconosciuto ai lavoratori dipendenti, a tempo indeterminato e determinato, in occasione del matrimonio civile o religioso con effetti civili. Per espressa previsione del D.Lgs. 5/2016, attuativo della L. 76/2016, la stessa disciplina si applica alle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Il congedo e tipicamente escluso per alcune categorie particolari secondo le rispettive discipline di settore.
La durata: il minimo e le previsioni del CCNL
La durata minima riconosciuta e di quindici giorni. Il punto pratico, spesso fonte di equivoci, e se i quindici giorni siano di calendario o lavorativi: la fonte storica fa riferimento ai giorni di calendario, ma molti CCNL migliorano la previsione computando i soli giorni lavorativi, con un esito piu favorevole per il dipendente. La regola applicabile va sempre cercata nel contratto di categoria.
Chi paga l'indennita
L'onere economico del congedo grava sull'INPS, che lo eroga tramite la Cassa unica per gli assegni familiari. Operativamente il datore anticipa la somma in busta paga e poi la recupera in compensazione. L'importo corrisponde alla retribuzione globale di fatto; alcuni CCNL prevedono un'integrazione a carico del datore per portare il trattamento al 100% della retribuzione ordinaria.
La decorrenza e il collegamento con l'evento
Il congedo e funzionalmente collegato all'evento matrimoniale: deve essere fruito in occasione delle nozze, di norma a partire dalla data del matrimonio o, per prassi diffusa, dal giorno immediatamente precedente. Non e un permesso liberamente collocabile nel tempo, ma un'assenza giustificata dalla circostanza specifica che la legittima.
Come si richiede e si documenta
Il lavoratore deve comunicare al datore l'intenzione di fruire del congedo con congruo preavviso, indicando la data prevista delle nozze. Dopo la celebrazione va consegnata la documentazione comprovante il matrimonio (estratto o certificato) entro il termine previsto, condizione necessaria per il consolidamento del diritto all'indennita. La tempestivita nella consegna evita contestazioni.
Rapporti con ferie e altri istituti
Il congedo matrimoniale e un istituto autonomo e si aggiunge alle ferie: non puo essere imputato a queste ne sostituito da esse. E un diritto specifico, distinto dal monte ferie e dai permessi ordinari, che il CCNL puo solo migliorare rispetto al minimo di legge, mai ridurre.
Domande frequenti
Quanti giorni dura il congedo matrimoniale?
La durata minima e di quindici giorni. Il CCNL puo prevedere una durata superiore o computare i soli giorni lavorativi, con un esito piu favorevole: occorre verificare il contratto di categoria.
Chi paga il congedo matrimoniale?
L'indennita e a carico dell'INPS tramite la Cassa unica assegni familiari; il datore la anticipa in busta paga e la recupera in compensazione. Alcuni CCNL integrano fino alla retribuzione piena.
Spetta anche alle unioni civili?
Si: il D.Lgs. 5/2016, attuativo della L. 76/2016, estende la stessa disciplina del congedo matrimoniale alle unioni civili.
Posso usare il congedo in un periodo diverso dalle nozze?
No: il congedo e collegato all'evento e va fruito in occasione del matrimonio, di norma dalla data delle nozze o dal giorno precedente, non liberamente nel tempo.
Il congedo si somma alle ferie?
Si: e un istituto autonomo che si aggiunge alle ferie e non puo esservi imputato ne sostituito. Va documentato con il certificato di matrimonio entro i termini previsti.