Testo dell'articoloVigente
Sì, ma devi comunicarlo all’INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Se il reddito annuo è inferiore al limite del lavoro dipendente (8.145 € nel 2026) o autonomo (5.500 €), la NASpI si riduce proporzionalmente invece di essere sospesa. Superati i limiti la prestazione viene sospesa o revocata.
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Tabella riepilogativa
| Tipo di attività | Obbligo di comunicazione | Effetto sulla NASpI |
|---|---|---|
| Lavoro dipendente ≤ 8.145 € l’anno | Entro 30 giorni dall’inizio | Riduzione proporzionale (80% del reddito) |
| Lavoro dipendente > 8.145 € | Entro 30 giorni | Sospensione / decadenza |
| Lavoro autonomo / occasionale ≤ 5.500 € l’anno | Entro 30 giorni | Riduzione proporzionale (80% del reddito) |
| Lavoro autonomo > 5.500 € | Entro 30 giorni | Sospensione / decadenza |
| Mancata comunicazione | – | Decadenza dalla NASpI e restituzione somme |
La comunicazione obbligatoria all'INPS
Appena inizi qualsiasi attività lavorativa mentre percepisci la NASpI devi comunicarlo all’INPS entro 30 giorni dall’inizio (non dall’assunzione, ma dall’effettivo primo giorno di lavoro). La comunicazione si fa tramite il portale INPS o il patronato. Se non la fai perdi il diritto alla NASpI e devi restituire le somme percepite nel frattempo.
Come funziona la riduzione proporzionale
Se il reddito annuo previsto non supera i limiti (8.145 € per il lavoro dipendente, 5.500 € per quello autonomo – valori soggetti ad aggiornamento annuo), la NASpI non viene sospesa ma ridotta di un importo pari all’80% del reddito mensile derivato dal lavoro. In questo modo puoi integrare il reddito senza perdere completamente la tutela.
Quando la NASpI si sospende o decade
Se il rapporto di lavoro dipendente è a tempo indeterminato la NASpI decade automaticamente. Se è a tempo determinato o il reddito supera i limiti, la NASpI si sospende durante il rapporto e riprende alla fine (nel residuo). Per il lavoro autonomo con reddito > 5.500 € la NASpI decade. Verifica sempre le circolari INPS aggiornate, poiché i limiti reddituali possono variare ogni anno.
Casi pratici
Tizio percepisce la NASpI di 900 €/mese e trova un lavoro occasionale che gli frutta 3.000 €/anno (250 €/mese). Comunica all’INPS entro 30 giorni: la NASpI viene ridotta di 200 € al mese (80% × 250 €). Percepisce quindi 700 € di NASpI + 250 € di compenso.
Caia trova un posto fisso mentre è in NASpI: deve comunicare l’assunzione entro 30 giorni. La NASpI decade definitivamente. Il residuo non è recuperabile, salvo che il rapporto non si concluda per cause indipendenti dalla sua volontà prima dei 6 mesi.
Sempronio ha ancora 4 mesi di NASpI residua e firma un contratto a termine di 2 mesi con reddito > 8.145 € annui (proiettando). Comunica all’INPS: la NASpI si sospende per 2 mesi. Al termine del contratto riprende a percepire i 4 mesi residui.
Domande frequenti
Entro quanto devo comunicare all'INPS il nuovo lavoro?
Entro 30 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa, pena la decadenza dalla NASpI e l’obbligo di restituzione delle somme percepite.
Posso fare il libero professionista mentre prendo la NASpI?
Sì, se il reddito annuo non supera 5.500 € (soglia 2026 orientativa, verificare aggiornamenti INPS). Devi comunicarlo entro 30 giorni e la NASpI si riduce dell’80% del reddito mensile derivante dall’attività.
La NASpI si può sospendere e poi riprendere?
Sì. Se trovi un lavoro a tempo determinato e la NASpI si sospende, al termine del contratto (se non hai trovato altro lavoro) riprendi a percepire il residuo, presentando apposita domanda all’INPS.
Il tirocinio o lo stage interrompono la NASpI?
Dipende: se il tirocinio prevede un’indennità, va comunicato. L’INPS valuta caso per caso se configurare la sospensione. Contatta il patronato o l’INPS prima di iniziare.
Cosa succede se non comunico e poi l'INPS lo scopre?
L’INPS può revocare la NASpI e chiedere la restituzione di tutte le somme percepite durante il periodo di lavoro non comunicato, con possibili sanzioni amministrative.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
In sintesi
Indice dei contenuti
La NASpI, introdotta dal D.Lgs. 22/2015, è la principale tutela contro la disoccupazione involontaria. Una domanda ricorrente è se sia possibile lavorare mentre la si percepisce: la risposta è affermativa, ma il sistema è costruito su obblighi di comunicazione e su soglie di reddito che vanno conosciute, perché un errore può costare la decadenza e la restituzione delle somme.
La logica della prestazione e la compatibilità con il lavoro
La NASpI sostiene il reddito di chi ha perso involontariamente l'occupazione e si attiva nella ricerca di un nuovo impiego. Per questo l'ordinamento non vieta di lavorare durante la sua fruizione, ma raccorda l'indennità con i redditi prodotti, così da incentivare il rientro al lavoro senza azzerare la tutela al primo impiego anche modesto.
L'obbligo di comunicazione all'INPS
Chi inizia un'attività lavorativa mentre percepisce la NASpI deve comunicarlo all'INPS entro il termine previsto dalla disciplina, decorrente dall'effettivo avvio dell'attività. La comunicazione si effettua tramite i canali telematici dell'Istituto o con l'assistenza di un patronato. È un adempimento centrale: la sua omissione è la causa più frequente di perdita del diritto.
La riduzione proporzionale dell'indennità
Quando il reddito atteso non supera le soglie fissate per il lavoro dipendente o autonomo, la NASpI non viene sospesa ma ridotta in proporzione, secondo il meccanismo di legge. In questo modo il lavoratore può integrare il proprio reddito conservando una parte dell'indennità. I valori delle soglie e le percentuali sono aggiornati periodicamente: vanno sempre verificati sulle circolari INPS in vigore al momento.
Sospensione e decadenza
Se il rapporto è a tempo indeterminato la prestazione decade. Con lavoro a tempo determinato di breve durata la NASpI può sospendersi e riprendere, nel residuo, al termine del rapporto. Per il lavoro autonomo che superi le soglie l'indennità decade. La distinzione tra sospensione e decadenza è cruciale, perché determina se l'indennità potrà o meno riprendere.
Le conseguenze della mancata comunicazione
Omettere la comunicazione non è una semplice irregolarità formale: comporta la decadenza dalla NASpI e l'obbligo di restituire le somme percepite nel periodo. È un rischio concreto, perché l'INPS incrocia le banche dati e rileva i nuovi rapporti di lavoro. Meglio comunicare sempre, anche in caso di attività occasionali o di modesto importo.
Verifica costante delle regole aggiornate
La disciplina dei limiti reddituali e delle modalità di cumulo è soggetta ad aggiornamenti annuali e a interpretazioni di prassi. Prima di iniziare un'attività durante la NASpI conviene verificare le soglie vigenti e, nei casi dubbi, chiedere assistenza a un patronato per impostare correttamente la comunicazione ed evitare sorprese.
Domande frequenti
Posso lavorare mentre percepisco la NASpI?
Sì, ma devi comunicarlo all'INPS entro il termine previsto dall'avvio dell'attività. A seconda del reddito, l'indennità si riduce, si sospende o decade.
Cosa succede se non comunico il nuovo lavoro?
Decadi dalla NASpI e devi restituire le somme percepite nel periodo. La comunicazione è un adempimento essenziale, anche per attività di modesto importo.
Quando la NASpI si riduce invece di sospendersi?
Quando il reddito atteso resta entro le soglie di legge per il lavoro dipendente o autonomo: in tal caso l'indennità è ridotta in proporzione.
Con un contratto a tempo indeterminato la NASpI continua?
No. Con un rapporto a tempo indeterminato la prestazione decade; con un tempo determinato breve può sospendersi e riprendere nel residuo.
Dove verifico i limiti di reddito aggiornati?
Sulle circolari e sul portale INPS in vigore al momento, poiché soglie e percentuali sono aggiornate periodicamente; il patronato può assistere nella verifica.