Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

Guida pratica · Lavoro · Busta paga e retribuzione

In sintesi

Il lordo è la retribuzione totale prima di qualsiasi deduzione. Dal lordo si sottraggono i contributi previdenziali a carico del lavoratore e le imposte IRPEF (al netto delle detrazioni) per ottenere il netto in pagamento. La differenza può essere significativa: per un lavoratore medio la retribuzione netta è spesso tra il 65% e il 75% del lordo, in funzione dello scaglione IRPEF e dei contributi applicabili.

Riferimento normativo

TUIR (DPR 917/1986); L. 335/1995 (riforma previdenziale)

Tabella riepilogativa

Passaggio dal lordo al netto: schema semplificato
Voce Segno Note
Retribuzione lorda mensile + Minimo tabellare + indennità + voci continuative
Contributi previdenziali lavoratore (IVS e altri) − Quota a carico del lavoratore; varia per categoria e CCNL (indicativamente ~9% per dipendenti privati)
Imponibile fiscale = Base per il calcolo dell’IRPEF
IRPEF lorda (per scaglioni) − Aliquote progressive 23%-43% sul reddito imponibile annualizzato
Detrazione per lavoro dipendente + Riduce l’IRPEF; decresce all’aumentare del reddito
Addizionali regionali e comunali IRPEF − Aliquote variabili per ente locale
Netto in pagamento = Somma effettivamente accreditata

Cos'è il lordo e cosa comprende

La retribuzione lorda è l’insieme di tutte le voci previste dal CCNL e dal contratto individuale: minimo tabellare, scatti di anzianità, superminimo, indennità continuative, eventuale tredicesima mensilizzata e altri compensi ricorrenti. È la cifra da cui partono tutte le deduzioni. Non coincide con il costo del lavoro, che è ancora più alto perché include anche i contributi previdenziali a carico del datore.

I contributi previdenziali a carico del lavoratore

Dal lordo si sottrae anzitutto la quota contributiva a carico del lavoratore, destinata all’INPS per pensione, malattia e altri istituti. La percentuale varia in base alla categoria contrattuale e al CCNL; per i dipendenti del settore privato è indicativamente intorno al 9%, ma può differire per categorie speciali (dirigenti, apprendisti, ecc.). Il residuo costituisce l’imponibile fiscale.

IRPEF, detrazioni e addizionali

Sull’imponibile fiscale si calcola l’IRPEF lorda applicando le aliquote progressive per scaglioni di reddito annuo (aggiornate annualmente dalla legge di bilancio). Si deducono poi le detrazioni per lavoro dipendente, che si riducono al crescere del reddito, e si aggiungono le addizionali regionali e comunali, le cui aliquote variano da ente a ente. Il risultato mensile è l’imposta trattenuta in busta paga.

Casi pratici

Tizio – impiegato con RAL 28.000 €

Tizio ha una retribuzione annua lorda di 28.000 €, pari a circa 2.154 € mensili. Dopo i contributi previdenziali (~9%) e l’IRPEF netta dalla detrazione lavoro dipendente, il netto mensile si attesta indicativamente attorno a 1.700-1.800 €, in funzione delle addizionali locali. La percentuale netto/lordo è circa 79-83%.

Caia – dirigente con RAL 60.000 €

Caia ha un reddito più elevato: lo scaglione IRPEF marginale è più alto. L’aliquota media effettiva risulta superiore e la detrazione per lavoro dipendente si riduce, abbassando il rapporto netto/lordo rispetto al caso di Tizio. La percentuale netto/lordo scende orientativamente verso il 65-70%.

Sempronio – part-time con RAL 14.000 €

Sempronio ha un reddito basso: beneficia di una detrazione per lavoro dipendente più elevata e cade in scaglioni IRPEF più bassi. Il rapporto netto/lordo può avvicinarsi all’85-90%, anche perché alcune addizionali comunali hanno soglie di esenzione per redditi bassi.

Domande frequenti

Perché il netto è molto inferiore al lordo?

Perché dal lordo si detraggono i contributi previdenziali a carico del lavoratore (che finanziano pensione, malattia ecc.) e l’IRPEF con le relative addizionali. L’incidenza complessiva dipende dal livello di reddito e dalla situazione familiare.

Cosa sono le detrazioni per lavoro dipendente?

Sono riduzioni dell’IRPEF lorda riconosciute ai lavoratori dipendenti in quanto tali. Il loro importo diminuisce all’aumentare del reddito e si azzera sopra una certa soglia (aggiornata dalla legge di bilancio). Vanno richieste al datore tramite il modello di detrazioni all’inizio del rapporto o dell’anno.

Il costo del lavoro per il datore è uguale al lordo del lavoratore?

No. Il costo del lavoro è più alto: include il lordo più i contributi previdenziali e assicurativi a carico del datore (INPS, INAIL e altri), che possono aggiungere tra il 25% e il 35% al lordo in base al settore.

Come posso stimare il mio netto prima di accettare un'offerta?

Si possono usare i calcolatori disponibili online (INPS, patronati, portali di settore) inserendo la RAL offerta. È comunque una stima: il netto effettivo dipende dalle detrazioni spettanti, dall’addizionale del proprio comune e dalle voci variabili della busta paga.

Cosa cambia ogni anno nel calcolo?

La legge di bilancio annuale può modificare le aliquote e gli scaglioni IRPEF, le detrazioni per lavoro dipendente e le eventuali misure di riduzione del cuneo fiscale (bonus o deduzioni strutturali). È importante controllare se le condizioni del proprio anno di riferimento sono aggiornate.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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