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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Dominio venduto: quando e come si paga il fisco

Un dominio web e’ un nome a caratteri alfanumerici registrato su un registro internazionale (es. .it, .com, .eu). Chi compra e rivende domini — il cosiddetto domain investing — puo’ realizzare guadagni anche significativi se il nome ha valore commerciale. Per il fisco italiano, il trattamento di questi guadagni dipende da come svolgi l’attivita’: in modo occasionale o in modo organizzato e continuativo.

Se hai venduto un dominio una sola volta o in modo non sistematico, il guadagno ricade tra i redditi diversi da attivita’ commerciale non esercitata abitualmente. Questo tipo di reddito si dichiara nel quadro D5 del Modello 730 (codice 1) oppure nel quadro RL14 del Modello Redditi PF. L’imponibile e’ la differenza tra il prezzo di vendita e il costo sostenuto per acquisire il dominio (prezzo di acquisto sul mercato secondario, o quota di registrazione se il dominio e’ stato registrato direttamente). Dal corrispettivo puoi dedurre le spese specificamente inerenti, ad esempio le spese di trasferimento del dominio.

Se invece compri e rivendi domini con regolarita’, hai un portafoglio di nomi, usi strumenti professionali e investi in modo sistematico, l’attivita’ e’ qualificabile come reddito d’impresa. In quel caso devi aprire la partita IVA. Con compensi annui fino a 85.000 euro puoi accedere al regime forfetario, pagando un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% nei primi 4 anni se ne ricorrono i requisiti).

Compravendita di domini: regime fiscale per situazione
Situazione Categoria fiscale Dove si dichiara
Vendita occasionale di uno o pochi domini Redditi diversi — attivita' commerciale occasionale 730 quadro D5 codice 1 / Redditi PF RL14
Attivita' abituale e organizzata di domaining Reddito d'impresa (con partita IVA) Quadro RF/RG (Fascicolo 3) o LM forfetario
Forfetario: compensi fino a 85.000 euro Imposta sostitutiva 15% (5% primi 4 anni) Quadro LM Sezione III Modello Redditi PF
Dominio registrato ex novo, venduto in plusvalenza Redditi diversi occasionali Costo = quota di registrazione; quasi tutto tassabile

Esempio pratico

  • Tizio nel 2022 ha registrato il dominio ‘avvocatimilano2025.it’ pagando 15 euro di quota di registrazione annuale. Nel 2025 lo vende a uno studio legale per 3.000 euro. Il costo complessivo sostenuto per il dominio (registrazioni annuali 2022-2025) e’ circa 60 euro. L’imponibile e’ 3.000 – 60 = 2.940 euro: Tizio dichiara questo importo nel quadro D5 del Modello 730 (codice 1) e lo aggiunge al suo reddito complessivo. Caio invece ha acquistato nel 2024 il dominio ‘auto-elettriche.it’ per 800 euro su un marketplace. Nel 2025 lo rivende per 5.000 euro. La plusvalenza e’ 5.000 – 800 = 4.200 euro, da dichiarare sempre nel quadro D5 codice 1.

Documenti necessari

  • Contratto o ricevuta di acquisto del dominio (se acquistato sul mercato secondario) o fattura del registrar (se registrato direttamente)
  • Contratto di vendita o documentazione della cessione con il corrispettivo concordato
  • Ricevute delle spese di trasferimento o intermediazione specificamente sostenute
  • Estratto conto o ricevuta del pagamento ricevuto dall’acquirente
  • Documentazione delle quote annuali di rinnovo del dominio (se incluse nel costo)

Caso 1 — Tizio: ha venduto un dominio acquistato per speculazione

Scenario. Tizio e’ un appassionato di tecnologia. Nel 2023 ha acquistato il dominio ‘intelligenza-artificiale-legale.it’ per 200 euro su Sedo, convinto che valesse di piu’. A marzo 2025 riesce a venderlo a uno studio legale per 4.500 euro. Non fa domaining sistematicamente.

Come si applica. La vendita e’ occasionale: Tizio dichiara la plusvalenza di 4.300 euro (4.500 – 200) nel quadro D5 del Modello 730 con codice 1, come reddito da attivita’ commerciale non esercitata abitualmente. Dal corrispettivo puo’ dedurre le spese specificamente inerenti, come eventuali commissioni pagate alla piattaforma di vendita (es. Sedo). Il reddito netto si aggiunge al suo reddito complessivo e viene tassato con le aliquote IRPEF progressive.

In pratica

  • Conserva la ricevuta di acquisto del dominio: e’ la prova del costo deducibile.
  • Le commissioni della piattaforma di vendita sono spese inerenti e si deducono dal corrispettivo.
  • Se non hai la ricevuta di acquisto, il costo e’ zero e tutta la vendita e’ tassabile.

Caso 2 — Caio: domainer abituale con portafoglio di decine di domini

Scenario. Caio compra e rivende domini come attivita’ principale. Ha un portafoglio di 80 domini, partecipa ad aste regolarmente e nel 2025 incassa 45.000 euro da varie vendite. Ha aperto partita IVA come imprenditore individuale.

Come si applica. Caio svolge attivita’ d’impresa. Con compensi di 45.000 euro puo’ applicare il regime forfetario (quadro LM Sezione III). Il reddito imponibile si calcola applicando il coefficiente di redditivita’ previsto per la sua attivita’ ai 45.000 euro di ricavi. Nel forfetario non deduce le spese analitiche, ma il coefficiente le compensa forfetariamente. L’imposta sostitutiva e’ del 15%, o del 5% se e’ nei primi 4 anni di attivita’ e soddisfa i requisiti di legge.

In pratica

  • Nel forfetario i costi di acquisto dei domini non sono deducibili analiticamente: il coefficiente li assorbe in modo forfetario.
  • Verifica il codice ATECO corretto per la tua attivita’: la compravendita di domini rientra tipicamente nel commercio di prodotti digitali.
  • Se superi 85.000 euro di ricavi in un anno esci dal forfetario; se superi 100.000 euro esci gia’ in corso d’anno.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Il guadagno da vendita di un dominio e' sempre tassabile?

Si, se realizzi un guadagno rispetto al costo sostenuto. Non esiste una soglia di esenzione per i redditi da attivita’ commerciale occasionale. Anche un guadagno di poche centinaia di euro va dichiarato.

Se ho registrato il dominio tanti anni fa e non ricordo quanto ho pagato, cosa dichiaro?

Devi ricostruire il costo il piu’ precisamente possibile: cerca le ricevute del registrar nella posta elettronica. Se non trovi nulla, il costo non documentato e’ pari a zero e l’intero corrispettivo di vendita e’ tassabile.

La vendita di un dominio e' soggetta a IVA?

Se sei un privato che vende occasionalmente, no. Se hai partita IVA e la compravendita rientra nella tua attivita’, si applica l’IVA ordinaria (22%). Nel regime forfetario non si applica IVA sui corrispettivi.

Devo fare una fattura per la vendita del dominio?

Se sei un privato senza partita IVA, no: la transazione si documenta con il contratto di cessione e la ricevuta del pagamento. Se hai partita IVA, devi emettere fattura.

Posso usare il Modello 730 o devo usare il Modello Redditi PF?

Per la vendita occasionale di domini puoi usare il Modello 730 (quadro D5). Se hai partita IVA, sei in regime forfetario o hai reddito d’impresa devi usare il Modello Redditi PF.

La piattaforma di vendita dei domini mi ha addebitato una commissione: come la tratto?

La commissione e’ una spesa direttamente inerente la produzione del reddito. La deduci dal corrispettivo lordo ricevuto prima di calcolare l’imponibile. Conserva la relativa documentazione.

Domande frequenti

Il guadagno da vendita di un dominio e' sempre tassabile?

Si, se realizzi un guadagno rispetto al costo sostenuto. Non esiste una soglia di esenzione per i redditi da attivita' commerciale occasionale. Anche un guadagno di poche centinaia di euro va dichiarato.

Se ho registrato il dominio tanti anni fa e non ricordo quanto ho pagato, cosa dichiaro?

Devi ricostruire il costo il piu' precisamente possibile: cerca le ricevute del registrar nella posta elettronica. Se non trovi nulla, il costo non documentato e' pari a zero e l'intero corrispettivo di vendita e' tassabile.

La vendita di un dominio e' soggetta a IVA?

Se sei un privato che vende occasionalmente, no. Se hai partita IVA e la compravendita rientra nella tua attivita', si applica l'IVA ordinaria (22%). Nel regime forfetario non si applica IVA sui corrispettivi.

Devo fare una fattura per la vendita del dominio?

Se sei un privato senza partita IVA, no: la transazione si documenta con il contratto di cessione e la ricevuta del pagamento. Se hai partita IVA, devi emettere fattura.

Posso usare il Modello 730 o devo usare il Modello Redditi PF?

Per la vendita occasionale di domini puoi usare il Modello 730 (quadro D5). Se hai partita IVA, sei in regime forfetario o hai reddito d'impresa devi usare il Modello Redditi PF.

La piattaforma di vendita dei domini mi ha addebitato una commissione: come la tratto?

La commissione e' una spesa direttamente inerente la produzione del reddito. La deduci dal corrispettivo lordo ricevuto prima di calcolare l'imponibile. Conserva la relativa documentazione.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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