Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 755 Codice di Procedura Civile: Poteri del pretore

    Articolo 755 Codice di Procedura Civile: Poteri del pretore

    Art. 755 c.p.c. – Poteri del giudice

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Se le porte sono chiuse, o s’incontrano ostacoli all’apposizione dei sigilli, o sorgono altre difficoltà, tanto prima quanto durante l’apposizione, il giudice può ordinare l’apertura delle porte e dare gli altri provvedimenti opportuni.

  • Articolo 754 Codice di Procedura Civile: Apposizione d’ufficio

    Articolo 754 Codice di Procedura Civile: Apposizione d’ufficio

    Art. 754 c.p.c. – Apposizione d’ufficio

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    L’apposizione dei sigilli è disposta d’ufficio o su richiesta del pubblico ministero nei casi seguenti:

    1) se il coniuge o alcuno degli eredi è assente dal luogo;

    2) se tra gli eredi vi sono minori o interdetti e manca il tutore o il curatore;

    3) se il defunto è stato depositario pubblico, oppure ha rivestito cariche o funzioni per effetto delle quali si ritiene che possano trovarsi presso di lui atti della pubblica amministrazione o comunque di carattere riservato.

    La disposizione di questo articolo non si applica nei casi indicati nei numeri 1 e 2, se il defunto ha disposto altrimenti con testamento.

    Nel caso indicato nel numero 3 i sigilli si appongono soltanto sugli oggetti depositati, o ai locali o mobili nei quali possono trovarsi gli atti ivi enunciati.

  • Art. 753 c.p.c.: Persone che possono chiedere l’apposizione

    Art. 753 c.p.c.: Persone che possono chiedere l’apposizione

    Art. 753 c.p.c. – Persone che possono chiedere l’apposizione

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Possono chiedere l’apposizione dei sigilli:

    1) l’esecutore testamentario;

    2) coloro che possono avere diritto alla successione;

    3) le persone che coabitavano col defunto, o che al momento della morte erano addette al suo servizio, se il coniuge, gli eredi o alcuno di essi sono assenti dal luogo;

    4) i creditori.

    L’istanza si propone mediante ricorso, nel quale il proponente deve dichiarare la residenza o eleggere domicilio nel comune in cui ha sede il tribunale o indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi o eleggere un domicilio digitale speciale .

  • Articolo 752 Codice di Procedura Civile: Giudice competente

    Articolo 752 Codice di Procedura Civile: Giudice competente

    Art. 752 c.p.c. – Giudice competente

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    All’apposizione dei sigilli procede il tribunale.

    Nei comuni in cui non ha sede il tribunale, i sigilli possono essere apposti, in caso d’urgenza, dal conciliatore. Il processo verbale è trasmesso immediatamente al tribunale.

  • Articolo 748 Codice di Procedura Civile: Forma della vendita

    Articolo 748 Codice di Procedura Civile: Forma della vendita

    Art. 748 c.p.c. – Forma della vendita

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    La vendita dei beni ereditari deve compiersi nelle forme previste per la vendita dei beni dei minori.

    Il giudice, quando occorre, fissa le modalità per la conservazione e il reimpiego del prezzo ricavato.

  • Art. 744 c.p.c.: Copie o estratti da pubblici registri

    Art. 744 c.p.c.: Copie o estratti da pubblici registri

    Art. 744 c.p.c. – Copie o estratti da pubblici registri

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    I cancellieri e i depositari di pubblici registri sono tenuti, eccettuati i casi determinati dalla legge, a spedire a chiunque ne faccia istanza le copie e gli estratti degli atti giudiziali da essi detenuti, sotto pena dei danni e delle spese.

  • Articolo 743 Codice di Procedura Civile: Copia degli atti

    Articolo 743 Codice di Procedura Civile: Copia degli atti

    Art. 743 c.p.c. – Copie degli atti

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Qualunque depositario pubblico, autorizzato a spedire copia degli atti che detiene, deve rilasciarne copia autentica, ancorché l’istante o i suoi autori non siano stati parte nell’atto, sotto pena dei danni e delle spese, salve le disposizioni speciali della legge sulle tasse di registro e bollo.

    La copia d’un testamento pubblico non può essere spedita durante la vita del testatore, tranne che a sua istanza, della quale si fa menzione nella copia.

  • Art. 742-bis c.p.c.: Ambito di applicazione degli articoli precedenti

    Art. 742-bis c.p.c.: Ambito di applicazione degli articoli precedenti

    Art. 742-bis c.p.c. – Ambito di applicazione degli articoli precedenti

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Le disposizioni del presente capo si applicano a tutti i procedimenti in camera di consiglio, ancorché non regolati dai capi precedenti o che non riguardino materia di famiglia o di stato delle persone.

  • Art. 742 c.p.c.: Revocabilità dei provvedimenti

    Art. 742 c.p.c.: Revocabilità dei provvedimenti

    Art. 742 c.p.c. – Revocabilità dei provvedimenti

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    I decreti possono essere in ogni tempo modificati o revocati, ma restano salvi i diritti acquistati in buona fede dai terzi in forza di convenzioni anteriori alla modificazione o alla revoca.

  • Articolo 741 Codice di Procedura Civile: Efficacia dei provvedimenti

    Articolo 741 Codice di Procedura Civile: Efficacia dei provvedimenti

    Art. 741 c.p.c. – Efficacia dei provvedimenti

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    I decreti acquistano efficacia quando sono decorsi i termini di cui agli articoli precedenti senza che sia stato proposto reclamo.

    Se vi sono ragioni d’urgenza, il giudice può tuttavia disporre che il decreto abbia efficacia immediata.

  • Art. 740 c.p.c.: Reclami del pubblico ministero

    Art. 740 c.p.c.: Reclami del pubblico ministero

    Art. 740 c.p.c. – Reclamo del pubblico ministero

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il pubblico ministero, entro dieci giorni dalla comunicazione, può proporre reclamo contro i decreti del giudice tutelare e contro quelli del tribunale per i quali è necessario il suo parere.

  • Articolo 739 Codice di Procedura Civile: Reclami delle parti

    Articolo 739 Codice di Procedura Civile: Reclami delle parti

    Art. 739 c.p.c. – Reclami delle parti

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Contro i decreti del giudice tutelare si può proporre reclamo al tribunale, che pronuncia in camera di consiglio in composizione monocratica quando il provvedimento ha contenuto patrimoniale o gestorio, e in composizione collegiale in tutti gli altri casi. Del collegio non può fare parte il giudice che ha emesso il provvedimento reclamato. Contro i decreti pronunciati dal tribunale in camera di consiglio in primo grado si può proporre reclamo con ricorso alla corte di appello, che pronuncia anch’essa in camera di consiglio.

    Il reclamo deve essere proposto nel termine perentorio di dieci giorni dalla comunicazione del decreto, se è dato in confronto di una sola parte, o dalla notificazione se è dato in confronto di più parti.

    Salvo che la legge disponga altrimenti, non è ammesso reclamo contro i decreti della corte d’appello e contro quelli del tribunale pronunciati in sede di reclamo.

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