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Aggiornamento del 1° agosto 2026. Il CCNL 2022-2024 qui descritto resta il contratto in vigore, ma il 29 luglio 2026 ARAN e organizzazioni sindacali hanno sottoscritto l’ipotesi di rinnovo per il triennio 2025-2027, con nuovi incrementi tabellari, indennità professionali più alte e arretrati. → Aumento infermieri 2025-2027: come si arriva ai 240 euro
Con il CCNL del comparto Sanità 2022-2024 cambia la busta paga degli infermieri del Servizio sanitario nazionale. Qui spieghiamo come si forma l’aumento, da cosa dipende l’importo e perché non è uguale per tutti, senza inventare cifre che variano per fascia e anzianità.
Le specificità del comparto infermieristico
Il rinnovo della Sanità per il triennio 2022-2024 è stato sottoscritto in via definitiva il 27 ottobre 2025, dopo la certificazione della Corte dei conti. Per gli infermieri l’incremento si compone tipicamente di due parti: una sullo stipendio tabellare della categoria di appartenenza e una legata all’indennità di specificità infermieristica, la voce introdotta per valorizzare la professione. Entrambe sono soggette a contributi e IRPEF e rientrano nella retribuzione utile ai fini di tredicesima e quiescenza.
L’importo preciso varia in base alla fascia retributiva, all’anzianità e alle indennità già in godimento, quindi due infermieri con inquadramenti diversi vedranno aumenti differenti. Per conoscere la cifra esatta della propria posizione il riferimento sono le tabelle allegate al CCNL e il cedolino.
Come funziona l’aumento di stipendio nel pubblico impiego
Lo stipendio dei dipendenti pubblici non si rinnova automaticamente ogni anno: cresce quando viene sottoscritto un nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) di comparto. Il sistema è disciplinato dal D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 (artt. 40–49), che affida la contrattazione collettiva nel settore pubblico all’ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) da una parte e alle organizzazioni sindacali rappresentative dall’altra.
I contratti pubblici hanno durata triennale sia per la parte normativa sia per quella economica. Le risorse per gli aumenti non le decide il sindacato: vengono stanziate dallo Stato nella legge di bilancio di ogni anno, sotto forma di fondi destinati al rinnovo. Solo dopo che il Parlamento ha previsto le coperture, l’ARAN può firmare con un margine economico definito. Questo spiega perché l’entità dell’aumento dipende dalle risorse disponibili e non da una percentuale fissa garantita.
L’iter di un rinnovo, passo per passo
- Atto di indirizzo: il Comitato di settore e il Governo definiscono gli obiettivi e il tetto di risorse.
- Trattativa ARAN–sindacati: si negoziano aumenti tabellari, indennità e parte normativa.
- Ipotesi di accordo (preintesa): il testo viene siglato in via provvisoria.
- Certificazione: la Corte dei conti verifica la compatibilità economico-finanziaria.
- Sottoscrizione definitiva del CCNL.
- Cedolino: gli importi entrano in busta paga, di norma con il pagamento degli arretrati per il periodo già trascorso.
Per i comparti non contrattualizzati – come quello di Sicurezza-Difesa (forze armate e di polizia) – l’iter passa per un accordo sindacale recepito con D.P.R., ma la logica delle risorse stanziate in bilancio resta la stessa. Per il quadro completo vedi la guida Comparto Sanità: il quadro completo.
Indennità di vacanza contrattuale e acconti
Nel periodo in cui il vecchio contratto è scaduto ma il nuovo non è ancora firmato, scatta l’indennità di vacanza contrattuale (IVC): un piccolo importo che anticipa parte dell’inflazione e attenua l’attesa. L’IVC matura mensilmente come quota dello stipendio tabellare ed è riassorbita dagli aumenti del nuovo CCNL quando questo viene sottoscritto. Non è quindi un’aggiunta definitiva, ma un acconto.
Per il triennio 2022-2024 il legislatore è intervenuto con un acconto straordinario in busta paga (introdotto dal D.L. 145/2023, erogato a dicembre 2023) pari a un multiplo del valore annuo dell’IVC, proprio per dare liquidità prima della firma. Anche questo anticipo viene conguagliato con il rinnovo.
Arretrati: cosa sono e come si calcolano
Poiché i CCNL pubblici si firmano spesso a triennio già iniziato (o concluso), al momento della sottoscrizione spetta una quota di arretrati: la differenza tra lo stipendio nuovo e quello vecchio, moltiplicata per i mesi già trascorsi dalla decorrenza economica. Gli arretrati sono erogati di norma in un’unica soluzione (una tantum) nel primo cedolino utile dopo la firma.
L’importo degli arretrati dipende da tre fattori: l’aumento tabellare spettante alla propria posizione, il numero di mesi coperti e l’eventuale anticipo IVC già ricevuto (che viene scomputato). Gli arretrati sono imponibili: subiscono contributi e IRPEF, spesso con tassazione del mese di erogazione.
Dal lordo al netto: perché in busta arriva meno
Gli aumenti dei CCNL sono sempre indicati al lordo. Tra il lordo e il netto che si vede sul cedolino c’è una distanza dovuta a:
- Contributi previdenziali a carico del lavoratore (intorno al 9% circa, variabile per gestione);
- IRPEF secondo lo scaglione di reddito, con le relative addizionali regionali e comunali;
- l’effetto delle detrazioni da lavoro dipendente, che si riducono al crescere del reddito.
Come regola pratica, dell’aumento lordo si traduce in netto, indicativamente, poco piò della metà o due terzi: la percentuale esatta dipende dallo scaglione personale. Un effetto positivo è che l’aumento è di norma strutturale e si riflette anche su tredicesima, TFR/TFS e base pensionistica.
Le voci che compongono l’aumento
| Voce | Cosa incide |
|---|---|
| Tabellare | Incremento sullo stipendio base della categoria/fascia |
| Indennità di specificità | Voce dedicata alla professione infermieristica |
| Arretrati | Una tantum per i mesi dalla decorrenza economica alla firma |
| Tredicesima e TFR | L’aumento tabellare entra nella base di calcolo |
Spunti pratici
- Controlla sul cedolino le voci tabellari e l’indennità di specificità separatamente: solo così verifichi che l’aumento sia applicato per intero.
- Conserva i cedolini del periodo di arretrato: la una tantum è tassata e va riconciliata con la certificazione unica.
- Se sei a tempo determinato o part-time, l’aumento è riproporzionato: confronta sempre con le tabelle a tempo pieno.
Un esempio concreto
Tizia, infermiera assunta da anni in una determinata fascia, e Caio, infermiere neoassunto, ricevono lo stesso tipo di voci (tabellare + specificità) ma importi diversi: Tizia matura più arretrati perché coperta per più mesi, mentre Caio parte dalla decorrenza della sua assunzione. Il netto di entrambi è inferiore al lordo per via di contributi e IRPEF.
Le altre schede della guida
Fonti
- D.Lgs. 165/2001, artt. 40-49 (contrattazione collettiva nel pubblico impiego).
- CCNL comparto Sanità 2022-2024, sottoscritto in via definitiva il 27 ottobre 2025; tabelle economiche ARAN.
- Leggi di bilancio dei rispettivi anni, per lo stanziamento delle risorse di rinnovo.
Vedi anche: Aumento stipendio medici 2022-2024, Aumento stipendio OSS 2022-2024, Aumento stipendio professioni sanitarie tecniche 2022-2024, Detrazione spese mediche, Spese mediche all’estero e Spese mediche specialistiche.
Quanto incide sul netto?
Calcola lo stipendio netto dal lordo con IRPEF, addizionali e contributi, per vedere l'effetto reale in busta paga.
Domande frequenti
Di quanto aumenta lo stipendio di un infermiere?
L'aumento si compone di una quota tabellare e dell'indennità di specificità infermieristica; l'importo dipende da fascia, anzianità e indennità in godimento ed è indicato nelle tabelle del CCNL Sanità 2022-2024.
L'indennità di specificità è tassata?
Sì, concorre alla retribuzione imponibile come le altre voci, quindi è soggetta a contributi previdenziali e IRPEF.
Quando arrivano gli arretrati?
Di norma nel primo cedolino utile dopo la sottoscrizione definitiva del contratto, in un'unica soluzione, per i mesi che vanno dalla decorrenza economica alla firma.
Perché il mio aumento è diverso da quello di un collega?
Perché tabellare e indennità dipendono da fascia, anzianità e voci già percepite: due posizioni diverse danno importi diversi.
L'aumento incide sulla pensione?
Sì, l'incremento tabellare è strutturale e rientra nella base di calcolo previdenziale e nel TFR/TFS.