Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Il comparto Sicurezza-Difesa raggruppa forze armate e forze di polizia e segue regole proprie, diverse dalla contrattazione ARAN ordinaria. Spieghiamo come funziona il rinnovo 2022-2024 e da cosa dipende l’aumento per le diverse categorie.

Chi fa parte del comparto Sicurezza-Difesa

Il comparto comprende le forze di polizia a ordinamento civile (Polizia di Stato, Polizia penitenziaria), le forze di polizia a ordinamento militare (Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza) e le Forze armate (Esercito, Marina, Aeronautica, Guardia costiera): nel complesso centinaia di migliaia di donne e uomini in divisa.

A differenza degli altri comparti, qui non si firma un CCNL ARAN: l’accordo sindacale viene recepito con D.P.R.. Il rinnovo 2022-2024 è stato definito con l’accordo del 18 dicembre 2024 e recepito con il D.P.R. 52/2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 aprile 2025).

Quanto vale l’aumento e come si compone

Il rinnovo 2022-2024 ha riconosciuto un beneficio medio mensile a regime intorno ai 198 euro lordi: la parte prevalente agisce su stipendio e indennità fisse e continuative, una quota minore sul trattamento accessorio. L’importo del singolo dipende da grado/ruolo e anzianità, oltre che dalle indennità operative (impiego, imbarco, volo, servizi esterni).

Come per gli altri comparti, le risorse provengono dalle leggi di bilancio e al momento del recepimento spettano gli arretrati per il periodo pregresso.

Come funziona l’aumento di stipendio nel pubblico impiego

Lo stipendio dei dipendenti pubblici non si rinnova automaticamente ogni anno: cresce quando viene sottoscritto un nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) di comparto. Il sistema è disciplinato dal D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 (artt. 40–49), che affida la contrattazione collettiva nel settore pubblico all’ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) da una parte e alle organizzazioni sindacali rappresentative dall’altra.

I contratti pubblici hanno durata triennale sia per la parte normativa sia per quella economica. Le risorse per gli aumenti non le decide il sindacato: vengono stanziate dallo Stato nella legge di bilancio di ogni anno, sotto forma di fondi destinati al rinnovo. Solo dopo che il Parlamento ha previsto le coperture, l’ARAN può firmare con un margine economico definito. Questo spiega perché l’entità dell’aumento dipende dalle risorse disponibili e non da una percentuale fissa garantita.

L’iter di un rinnovo, passo per passo

  1. Atto di indirizzo: il Comitato di settore e il Governo definiscono gli obiettivi e il tetto di risorse.
  2. Trattativa ARAN–sindacati: si negoziano aumenti tabellari, indennità e parte normativa.
  3. Ipotesi di accordo (preintesa): il testo viene siglato in via provvisoria.
  4. Certificazione: la Corte dei conti verifica la compatibilità economico-finanziaria.
  5. Sottoscrizione definitiva del CCNL.
  6. Cedolino: gli importi entrano in busta paga, di norma con il pagamento degli arretrati per il periodo già trascorso.

Per i comparti non contrattualizzati – come quello di Sicurezza-Difesa (forze armate e di polizia) – l’iter passa per un accordo sindacale recepito con D.P.R., ma la logica delle risorse stanziate in bilancio resta la stessa. Per il quadro completo vedi la guida Aumenti dei dipendenti pubblici.

Indennità di vacanza contrattuale e acconti

Nel periodo in cui il vecchio contratto è scaduto ma il nuovo non è ancora firmato, scatta l’indennità di vacanza contrattuale (IVC): un piccolo importo che anticipa parte dell’inflazione e attenua l’attesa. L’IVC matura mensilmente come quota dello stipendio tabellare ed è riassorbita dagli aumenti del nuovo CCNL quando questo viene sottoscritto. Non è quindi un’aggiunta definitiva, ma un acconto.

Per il triennio 2022-2024 il legislatore è intervenuto con un acconto straordinario in busta paga (introdotto dal D.L. 145/2023, erogato a dicembre 2023) pari a un multiplo del valore annuo dell’IVC, proprio per dare liquidità prima della firma. Anche questo anticipo viene conguagliato con il rinnovo.

Arretrati: cosa sono e come si calcolano

Poiché i CCNL pubblici si firmano spesso a triennio già iniziato (o concluso), al momento della sottoscrizione spetta una quota di arretrati: la differenza tra lo stipendio nuovo e quello vecchio, moltiplicata per i mesi già trascorsi dalla decorrenza economica. Gli arretrati sono erogati di norma in un’unica soluzione (una tantum) nel primo cedolino utile dopo la firma.

L’importo degli arretrati dipende da tre fattori: l’aumento tabellare spettante alla propria posizione, il numero di mesi coperti e l’eventuale anticipo IVC già ricevuto (che viene scomputato). Gli arretrati sono imponibili: subiscono contributi e IRPEF, spesso con tassazione del mese di erogazione.

Dal lordo al netto: perché in busta arriva meno

Gli aumenti dei CCNL sono sempre indicati al lordo. Tra il lordo e il netto che si vede sul cedolino c’è una distanza dovuta a:

Come regola pratica, dell’aumento lordo si traduce in netto, indicativamente, poco piò della metà o due terzi: la percentuale esatta dipende dallo scaglione personale. Un effetto positivo è che l’aumento è di norma strutturale e si riflette anche su tredicesima, TFR/TFS e base pensionistica.

Le voci che compongono l’aumento

Voce Cosa incide
Forze di polizia (civili) Polizia di Stato, Polizia penitenziaria
Forze di polizia (militari) Carabinieri, Guardia di Finanza
Forze armate Esercito, Marina, Aeronautica, Guardia costiera
Beneficio medio Circa 198 euro lordi/mese a regime
Strumento di rinnovo Accordo recepito con D.P.R.

Spunti pratici

Un esempio concreto

Tizio (agente di Polizia di Stato), Caio (carabiniere) e Sempronio (sergente dell’Esercito) appartengono allo stesso comparto e ricevono l’incremento del medesimo rinnovo, ma con importi diversi: ciascuno secondo grado/ruolo, anzianità e indennità operative.

Una checklist per leggere correttamente l’aumento

Perché conviene ragionare sul meccanismo

Le cifre dei rinnovi pubblici cambiano nel tempo e variano per comparto, area e anzianità: una guida che inseguisse il singolo importo invecchierebbe in fretta e rischierebbe di indurre in errore. Il D.Lgs. 165/2001 (artt. 40-49) e la sequenza bilancio → atto di indirizzo → trattativa ARAN-sindacati → certificazione della Corte dei conti → firma → cedolino restano invece stabili: padroneggiare questo schema permette di interpretare correttamente qualsiasi rinnovo, presente e futuro, e di sapere dove cercare la cifra esatta della propria posizione, cioè sul testo del CCNL aggiornato e sul cedolino.

Le altre schede della guida

Fonti

Avvertenza. Contenuto informativo e divulgativo, non costituisce consulenza legale o sindacale. Gli importi dei rinnovi contrattuali dipendono dalle risorse stanziate in legge di bilancio e dagli accordi ARAN–sindacati: vanno sempre verificati sul CCNL di comparto e sul cedolino, calati nella posizione concreta (area, fascia, anzianità, indennità).

Quanto incide sul netto?

Calcola lo stipendio netto dal lordo con IRPEF, addizionali e contributi, per vedere l'effetto reale in busta paga.

Apri il calcolatore stipendio netto →

Domande frequenti

Chi fa parte del comparto Sicurezza-Difesa?

Forze di polizia a ordinamento civile e militare e Forze armate: Polizia di Stato e penitenziaria, Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito, Marina, Aeronautica.

Come si rinnova questo comparto?

Con un accordo sindacale recepito tramite D.P.R., non con un CCNL ARAN.

Di quanto è l'aumento 2022-2024?

Beneficio medio mensile a regime intorno ai 198 euro lordi; il singolo importo dipende da grado/ruolo e anzianità.

Quando è stato definito?

Accordo del 18 dicembre 2024, recepito con il D.P.R. 52/2025.

Ci sono arretrati?

Sì, una tantum per i mesi dalla decorrenza economica al recepimento.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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