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Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
L'art. 86 del D.Lgs. 117/2017 prevede un regime forfetario facoltativo per le attività commerciali svolte da organizzazioni di volontariato (ODV) e associazioni di promozione sociale (APS) che nel periodo d'imposta precedente hanno conseguito ricavi non superiori a 85.000 euro (soglia armonizzabile in sede europea). Il regime si applica su opzione comunicata nella dichiarazione annuale o in sede di inizio attività. Il reddito imponibile è determinato applicando ai ricavi percepiti un coefficiente di redditività: 1% per le ODV e 3% per le APS. Chi adotta il regime forfetario è dispensato dall'obbligo di registrazione IVA e dalla tenuta delle scritture contabili previste per le attività commerciali ex art. 18 DPR 600/1973, pur dovendo conservare i documenti ricevuti ed emessi. Le perdite di impresa maturate nel periodo forfetario si computano secondo le regole dell'art. 80 CTS, considerando come base il reddito determinato con il coefficiente forfetario. Non si applica l'IVA alle attività rientranti nel regime, sostituita dall'imposta sostitutiva implicita nel coefficiente.

Testo dell'articoloVigente

Art. 86 D.Lgs. 117/2017 Codice Terzo Settore — Regime forfetario per le attività commerciali svolte dalle associazioni di promozione sociale e dalle organizzazioni di volontariato

In vigore dal 03/08/2017

1. Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale possono applicare, in relazione alle attività commerciali svolte, il regime forfetario di cui al presente articolo se nel periodo d'imposta precedente hanno percepito ricavi, ragguagliati al periodo d'imposta, non superiori a ((85.000 euro o alla diversa soglia che dovesse essere armonizzata in sede europea)) . ((PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 4 DICEMBRE 2025, N. 186 )) .

2. Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale possono avvalersi del regime forfetario comunicando nella dichiarazione annuale o, nella dichiarazione di inizio di attività di cui all' articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 , di presumere la sussistenza dei requisiti di cui al comma 1 del presente articolo.

3. Le organizzazioni di volontariato che applicano il regime forfetario determinano il reddito imponibile applicando all'ammontare dei ricavi percepiti nei limiti di cui al comma 1 un coefficiente di redditività pari all'1 per cento. Le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario determinano il reddito imponibile applicando all'ammontare dei ricavi percepiti nei limiti di cui al comma 1 un coefficiente di redditività pari al 3 per cento.

4. Qualora sia esercitata l'opzione per il regime forfetario di cui ai commi precedenti si applica il comma 5 e 6 dell'articolo 80 considerando quale reddito dal quale computare in diminuzione le perdite quello determinato ai sensi del comma

3. 5. Fermo restando l'obbligo di conservare, ai sensi dell' articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 , i documenti ricevuti ed emessi, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili. La dichiarazione dei redditi è presentata nei termini e con le modalità definiti nel regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322 .

6. Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario non sono tenuti a operare le ritenute alla fonte di cui al titolo III del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 ; tuttavia, nella dichiarazione dei redditi, i medesimi contribuenti indicano il codice fiscale del percettore dei redditi per i quali all'atto del pagamento degli stessi non è stata operata la ritenuta e l'ammontare dei redditi stessi.

7. Ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario: a) non esercitano la rivalsa dell'imposta di cui all' articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 , per le operazioni nazionali; b) applicano alle cessioni di beni intracomunitarie l' articolo 41, comma 2-bis, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331 , convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427 ; c) applicano agli acquisti di beni intracomunitari l' articolo 38, comma 5, lettera c), del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331 , convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427 ; d) applicano alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti non residenti o rese ai medesimi gli articoli 7-ter e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 ; e) applicano alle importazioni, alle esportazioni e alle operazioni ad esse assimilate le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 , ferma restando l'impossibilità di avvalersi della facoltà di acquistare senza applicazione dell'imposta ai sensi dell' articolo 8, comma 1, lettera c) , e comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 . Per le operazioni di cui al presente comma le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfettario non hanno diritto alla detrazione dell'imposta sul valore aggiunto assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti ai sensi degli articoli 19 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 .

8. Salvo quanto disposto dal comma 9, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario sono esonerati dal versamento dell'imposta sul valore aggiunto e da tutti gli altri obblighi previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 , ad eccezione degli obblighi di numerazione e di conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali ((…)) e di conservazione dei relativi documenti. Resta fermo l'esonero dall'obbligo di certificazione di cui all'articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696 e successive modificazioni.

9. Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario, per le operazioni per le quali risultano debitori dell'imposta, emettono la fattura o la integrano con l'indicazione dell'aliquota e della relativa imposta e versano l'imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni.

10. Il passaggio dalle regole ordinarie di applicazione dell'imposta sul valore aggiunto al regime forfetario comporta la rettifica della detrazione di cui all'articolo 19-bis.2 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 , da operarsi nella dichiarazione dell'ultimo periodo d'imposta di applicazione delle regole ordinarie. In caso di passaggio, anche per opzione, dal regime forfetario alle regole ordinarie è operata un'analoga rettifica della detrazione nella dichiarazione del primo periodo d'imposta di applicazione delle regole ordinarie.

11. Nell'ultima liquidazione relativa al periodo d'imposta in cui è applicata l'imposta sul valore aggiunto è computata anche l'imposta relativa alle operazioni, per le quali non si è ancora verificata l'esigibilità, di cui all' articolo 6, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 e all' articolo 32-bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 , convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 . Nella stessa liquidazione può essere esercitato, ai sensi degli articoli 19 e seguenti del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 , il diritto alla detrazione dell'imposta relativa alle operazioni di acquisto effettuate in vigenza dell'opzione di cui all'articolo 32-bis del citato decreto-legge n. 83 del 2012 , i cui corrispettivi non sono stati ancora pagati.

12. L'eccedenza detraibile emergente dalla dichiarazione presentata dalle organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario, relativa all'ultimo periodo d'imposta in cui l'imposta sul valore aggiunto è applicata nei modi ordinari, può essere chiesta a rimborso ovvero può essere utilizzata in compensazione ai sensi dell' articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 .

13. Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario possono optare per l'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto nei modi ordinari di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 e delle imposte sul reddito nei modi ordinari ovvero in quelli di cui all'articolo

80. L'opzione, valida per almeno un triennio, è comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata. Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l'opzione resta valida per ciascun periodo d'imposta successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata.

14. Il regime forfetario cessa di avere applicazione a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in cui viene meno taluna delle condizioni di cui al comma

1. 15. Nel caso di passaggio da un periodo d'imposta soggetto al regime forfetario a un periodo d'imposta soggetto al regime ordinario ovvero a quello di cui all'articolo 80, al fine di evitare salti o duplicazioni di imposizione, i ricavi che, in base alle regole del regime forfetario, hanno già concorso a formare il reddito non assumono rilevanza nella determinazione del reddito degli anni successivi ancorché di competenza di tali periodi; viceversa i ricavi che, ancorché di competenza del periodo in cui il reddito è stato determinato in base alle regole del regime forfetario, non hanno concorso a formare il reddito imponibile del periodo assumono rilevanza nei periodi di imposta successivi nel corso dei quali si verificano i presupposti previsti dal regime forfetario. Corrispondenti criteri si applicano per l'ipotesi inversa di passaggio dal regime ordinario ovvero da quello di cui all'articolo 80 a quello forfetario. Nel caso di passaggio da un periodo di imposta soggetto al regime forfetario a un periodo di imposta soggetto a un diverso regime, i costi sostenuti nel periodo di applicazione del regime forfetario non assumono rilevanza nella determinazione del reddito degli anni successivi. Nel caso di cessione, successivamente all'uscita dal regime forfetario, di beni strumentali acquisiti in esercizi precedenti a quello da cui decorre il regime forfetario, ai fini del calcolo dell'eventuale plusvalenza o minusvalenza determinata, rispettivamente, ai sensi degli articoli 86 e 101 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 , si assume come costo non ammortizzato quello risultante alla fine dell'esercizio precedente a quello dal quale decorre il regime. Se la cessione concerne beni strumentali acquisiti nel corso del regime forfetario, si assume come costo non ammortizzabile il prezzo di acquisto.

16. Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario sono escluse dall'applicazione degli studi di settore di cui all' articolo 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331 , convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427 e dei parametri di cui all' articolo 3, comma 184, della legge 28 dicembre 1995, n. 549 , nonché degli indici sintetici di affidabilità di cui all' articolo 9-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 convertito, con modificazioni, dall' articolo 1, comma 1 della legge 21 giugno 2017, n. 96 .

Commento

Il regime forfetario ex art. 86 è uno strumento di semplificazione fiscale destinato alle realtà più piccole del Terzo Settore che svolgono anche attività commerciali accessorie. La soglia di 85.000 euro di ricavi individua un segmento di organizzazioni per le quali il costo di conformità al regime ordinario (contabilità separata, dichiarazioni IVA, IRES ordinaria) sarebbe sproporzionato rispetto ai benefici. I coefficienti di redditività (1% per ODV, 3% per APS) sono notevolmente inferiori a quelli del regime forfetario IRPEF ex L. 190/2014, riflettendo la natura prevalentemente non lucrativa di queste organizzazioni e l'assenza di un'effettiva finalità di profitto nell'area commerciale.

La differenza di trattamento tra ODV (1%) e APS (3%) risponde alla minore intensità commerciale tipicamente associata al volontariato puro rispetto alle associazioni di promozione sociale, che possono svolgere attività economiche più strutturate. Il regime esenta anche dall'IVA per le attività rientranti nella soglia, eliminando uno degli adempimenti più onerosi. Tuttavia, la norma opera in coordinamento con l'art. 80 CTS per la gestione delle perdite, evitando che il regime forfetario diventi uno strumento di pianificazione fiscale aggressiva attraverso la creazione artificiale di perdite deducibili.

Va segnalato che il D.Lgs. 186/2025 ha soppresso un periodo dell'art. 86 comma 1, in linea con l'armonizzazione europea delle soglie del regime forfetario. L'operatività del regime è condizionata all'iscrizione nel RUNTS e al mantenimento dei requisiti qualificanti ETS. Il superamento della soglia di ricavi nel corso dell'anno comporta la fuoriuscita dal regime forfetario e l'applicazione delle regole ordinarie dall'anno successivo.

Casi pratici

Caso 1: ODV con bar sociale e regime forfetario

Caso 2: APS che supera la soglia di ricavi

Domande frequenti

Quale coefficiente di redditività si applica nel regime forfetario ex art. 86 CTS?

Le ODV applicano un coefficiente dell'1% ai ricavi commerciali percepiti entro la soglia di 85.000 euro: su 50.000 euro di ricavi, il reddito imponibile è solo 500 euro. Le APS applicano invece il 3%: su 50.000 euro di ricavi, il reddito imponibile è 1.500 euro. Questo significa che l'imposta effettiva risulta estremamente ridotta rispetto al regime ordinario, dove si tasserebbero i redditi al netto dei costi effettivamente sostenuti.

Chi può accedere al regime forfetario ex art. 86 CTS e come si esercita l'opzione?

Possono accedere al regime forfetario le ODV e le APS iscritte nel RUNTS che nel periodo d'imposta precedente non abbiano superato i 85.000 euro di ricavi commerciali. L'opzione si esercita nella dichiarazione dei redditi annuale oppure nella dichiarazione di inizio attività IVA ex art. 35 DPR 633/1972, dichiarando di presumere di possedere i requisiti. Il regime cessa se i ricavi superano la soglia nell'anno di applicazione.

Quali obblighi contabili rimangono per chi applica il regime forfetario ex art. 86?

Chi applica il regime forfetario ex art. 86 è esonerato dalla tenuta delle scritture contabili previste dall'art. 18 DPR 600/1973 per le attività commerciali. Rimane tuttavia l'obbligo di conservare i documenti ricevuti e quelli emessi ai sensi dell'art. 22 DPR 600/1973. Non vengono meno gli obblighi di bilancio e rendiconto previsti dall'art. 13 CTS per la parte istituzionale dell'ente.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 31 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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