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Art. 263 c.p. Utilizzazione dei segreti di Stato
In vigore dal 1° luglio 1931
Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che impiega a proprio o altrui profitto invenzioni o scoperte scientifiche o nuove applicazioni industriali che egli conosca per ragione del suo ufficio o servizio, e che debbano rimanere segrete nell’interesse della sicurezza dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni e con la multa non inferiore a lire due milioni.
Se il fatto è commesso nell’interesse di uno Stato in guerra con lo Stato italiano, o se ha compromesso la preparazione o la efficienza bellica dello Stato, ovvero le operazioni militari, il colpevole è punito con l’ergastolo (1).
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In sintesi
Punisce il pubblico ufficiale che sfrutta a proprio vantaggio segreti di Stato su invenzioni o scoperte scientifiche conosciute per ufficio.
Ratio
L'articolo 263 c.p. punisce l'abuso di segreti di Stato da parte di pubblici ufficiali o incaricati di servizio pubblico. La norma presuppone una posizione di trust: il pubblico ufficiale è stato investito della conoscenza del segreto per ragioni di ufficio, non per trarne vantaggio personale. L'impiego a proprio o altrui profitto di invenzioni, scoperte o applicazioni industriali coperte da segretezza statale costituisce tradimento della fiducia. La gravità della fattispecie è apprezzata con pena minima di cinque anni e multa. L'ergastolo si applica se il fatto è commesso nell'interesse di uno Stato belligerante o ha compromesso l'efficienza militare dello Stato. La norma sottintende che il pubblico ufficiale ha accesso al segreto proprio in virtù del suo incarico.
Analisi
La fattispecie richiede: (a) la qualità soggettiva dell'autore (pubblico ufficiale o incaricato di servizio pubblico); (b) la conoscenza della notizia/invenzione/scoperta ottenuta in ragione dell'ufficio o servizio; (c) l'impiego a proprio o altrui profitto; (d) la natura della cosa (invenzioni, scoperte scientifiche, applicazioni industriali) che deve rimanere segreta per sicurezza dello Stato. La «conoscenza per ragione dell'ufficio» è elemento costitutivo: il pubblico ufficiale non può pretendere di aver acquisito il segreto privatamente. La pena è reclusione non inferiore a cinque anni, più multa non inferiore a due milioni di lire. L'ergastolo si applica se il fatto è commesso nell'interesse di uno Stato in guerra con l'Italia o ha compromesso l'efficienza militare.
Quando si applica
Ricorre quando un pubblico ufficiale, avendo conoscenza di un segreto tecnologico per ragione del suo ufficio, lo impiega a proprio vantaggio o lo comunica a terzi per profitto. Esempio: Tizio, ricercatore presso un istituto di ricerca statale dedicato a tecnologie difensive, sviluppa una scoperta innovativa e la brevetta a suo nome, traendone profitto commerciale. Oppure: Caio, consulente presso il ministero dello sviluppo economico, conosce i dettagli di una nuova applicazione tecnologica strategica e li cede a un'impresa privata in cambio di compenso. O ancora: Sempronio, addetto a un ente di stato, utilizzando scoperte scientifiche acquisite nel suo lavoro, pubblica un articolo accademico da cui trae fama e incarichi pagati.
Connessioni
L'articolo 263 si distingue dagli artt. 256-261 per l'elemento soggettivo qualificato (pubblico ufficiale) e per la natura del profitto (proprio o altrui). L'art. 256 disciplina il procacciamento generico. L'art. 257-258 il procacciamento con scopo di spionaggio. L'art. 261 la rivelazione di segreti. L'art. 262 la rivelazione con divieto formale. L'art. 259 l'agevolazione colposa. L'art. 260 il possesso ingiustificato di mezzi di spionaggio. L'art. 264 disciplina l'infedeltà in affari di Stato.
Domande frequenti
Chi può commettere il reato previsto dall'art. 263 c.p.?
Solo il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio che abbia avuto accesso ai segreti per ragione del proprio ufficio o servizio. Il privato cittadino non può essere autore diretto, ma può concorrere nel reato.
Qual è la pena prevista dall'art. 263 c.p.?
La pena base è la reclusione non inferiore a cinque anni. Se il fatto ha compromesso la preparazione o l'efficienza bellica dello Stato oppure le operazioni militari, si applica l'ergastolo.
Cosa si intende per «segreto di Stato» ai fini di questa norma?
Si tratta di invenzioni, scoperte scientifiche o applicazioni industriali che l'amministrazione ha classificato come segrete nell'interesse dello Stato, secondo la disciplina della legge n. 124/2007 sul sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica.
È necessario che il funzionario ottenga effettivamente un profitto per rispondere del reato?
No. La norma punisce il fatto di «impiegare» le informazioni a proprio o altrui profitto, ossia la condotta orientata a trarne vantaggio. Non è richiesto che il profitto sia concretamente realizzato.
L'art. 263 c.p. si applica anche a chi scopre il segreto per caso, senza che glielo abbiano affidato ufficialmente?
No. La norma richiede che il soggetto abbia conosciuto le informazioni «per ragione del suo ufficio o servizio». Chi le apprende per vie occasionali o estranee alle proprie mansioni non risponde di questo reato, pur potendo essere chiamato a rispondere per altre fattispecie.
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