Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 261 c.p. – Rivelazione di segreti di Stato

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

Chiunque rivela taluna delle notizie di carattere segreto indicate nell’articolo 256 è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.

Se il fatto è commesso in tempo di guerra, ovvero ha compromesso la preparazione o la efficienza bellica dello Stato o le operazioni militari, la pena della reclusione non può essere inferiore a dieci anni.

Se il colpevole ha agito a scopo di spionaggio politico o militare, si applica, nel caso preveduto dalla prima parte di questo articolo, la pena dell’ergastolo; e, nei casi preveduti dal primo capoverso, la pena di morte.

Le pene stabilite nelle disposizioni precedenti si applicano anche a chi ottiene la notizia.

Se il fatto è commesso per colpa, la pena è della reclusione da sei mesi a due anni, nel caso preveduto dalla prima parte di questo articolo, e da tre a quindici anni qualora concorra una delle circostanze indicate nel primo capoverso.

Domande rapide

Cosa punisce l'art. 261 c.p.?
La rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione perche segrete e attinenti alla sicurezza dello Stato, alla difesa militare, alla politica internazionale o ai rapporti con Stati esteri. Reato di pericolo a tutela della personalita internazionale dello Stato.
Quali notizie sono segreto di Stato?
Quelle classificate ai sensi della l. 124/2007 (sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica): documenti, attivita, informazioni la cui diffusione e idonea a recare danno all'integrita della Repubblica, alla difesa delle istituzioni, agli interessi economici.
Qual e la pena per rivelazione segreto di Stato?
Reclusione non inferiore a cinque anni. Se la rivelazione e fatta a favore di uno Stato estero o di un suo agente, la pena e aumentata fino a 15 anni. In tempo di guerra: pena dell'ergastolo. Aggravante per pubblici ufficiali nel possesso del segreto.
Si applica anche alla rivelazione colposa?
No, l'art. 261 punisce la rivelazione dolosa. La rivelazione colposa di notizie segrete e punita autonomamente dall'art. 262 c.p. con pena inferiore (reclusione fino a 5 anni). Distinzione fondata sull'elemento soggettivo.
Il pubblico ufficiale ha pena aggravata?
Si. Per il pubblico ufficiale che riveli notizie di cui sia in possesso per ragioni del suo ufficio, la pena base e aumentata. La giurisprudenza sottolinea il maggior disvalore del tradimento del rapporto fiduciario con lo Stato.

In sintesi

  • Soggetto attivo: chiunque, non solo pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio
  • Condotta punita: rivelazione di notizie di carattere segreto indicate nell'art. 256 c.p.
  • Pena base: reclusione non inferiore a cinque anni
  • Aggravanti: ergastolo se il fatto è commesso in tempo di guerra o ha compromesso la preparazione o efficienza bellica ovvero le operazioni militari
  • Bene giuridico tutelato: la sicurezza nazionale e l'integrità delle informazioni classificate dello Stato
  • Collegamento sistematico: la norma rinvia all'art. 256 c.p. per la definizione delle notizie segrete rilevanti
Indice dei contenuti

Punisce chiunque riveli notizie segrete di Stato: reclusione minima 5 anni, ergastolo in tempo di guerra.

Ratio

L'articolo 261 c.p. incrimina la rivelazione di notizie di carattere segreto indicate nell'art. 256, ponendo tutela sulla divulgazione vera e propria. Diversamente dal procacciamento, qui l'offesa si realizza nel momento in cui il detentore del segreto lo comunica a terzi. La gravità della fattispecie è apprezzata dal legislatore con pena minima di cinque anni. La sanzione aumenta significativamente (dieci anni minimo) se il fatto avviene in tempo di guerra o compromette l'efficienza bellica. Raggiunge l'ergastolo se il colpevole ha agito con scopo di spionaggio politico o militare. La norma punisce anche chi riceve la notizia, estendendo la responsabilità a tutta la catena di trasmissione.

Analisi

La fattispecie richiede: (a) la rivelazione (comunicazione a uno o più terzi) di notizie di carattere segreto indicate nell'art. 256; (b) la consapevolezza (almeno colposa) che tali notizie devono rimanere segrete per ragioni di sicurezza statale. La norma distingue tre livelli di gravità: nella forma base, reclusione non inferiore a cinque anni; se il fatto è commesso in tempo di guerra o ha compromesso l'efficienza bellica, la pena non è inferiore a dieci anni; se il colpevole ha agito con scopo di spionaggio, la pena è ergastolo (nel secondo caso) o comunque reclusione non inferiore a quindici anni (nel primo). È prevista altresì una versione colposa della fattispecie, con pene minori (da sei mesi a due anni nella forma ordinaria).

Quando si applica

Ricorre quando una persona, già consapevole di notizie di carattere segreto, le comunica intenzionalmente a terzi non autorizzati. Esempio: Tizio, dipendente di un'agenzia di intelligence, rivela a un giornalista informazioni su operazioni segrete di intelligence. Oppure: Caio, militare con accesso a piani operativi, comunica dettagli a un amico sapendo che verranno trasmessi all'estero. O ancora: Sempronio, consulente presso il ministero della difesa, diffonde a un convegno internazionale dati su tecnologie strategiche. La gravità aumenta in tempo di guerra o se l'azione ha effettivamente danneggiato l'efficienza militare dello Stato.

Connessioni

L'articolo 261 si distingue dal 256 (procacciamento) e dal 262 (rivelazione con divieto formale dell'autorità): il 261 riguarda notizie di carattere intrinsecamente segreto, il 262 quelle su cui grava un divieto esplicito. L'art. 257-258 disciplinano il procacciamento con scopo di spionaggio. L'art. 259 incrimina l'agevolazione colposa. L'art. 263 punisce l'utilizzazione a proprio vantaggio di segreti di Stato da parte di pubblici ufficiali. L'art. 270-bis incrimina associazioni con finalità di terrorismo o eversione.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Domande frequenti

Chi può commettere il reato di rivelazione di segreti di Stato?

Chiunque: l'art. 261 c.p. è un reato comune, non richiede una particolare qualifica del soggetto attivo. Può essere integrato anche da un privato cittadino che sia venuto a conoscenza delle notizie segrete in qualsiasi modo.

Qual è la pena prevista dall'art. 261 c.p.?

La pena base è la reclusione non inferiore a cinque anni. Se il fatto è commesso in tempo di guerra o ha compromesso la preparazione o efficienza bellica dello Stato ovvero le operazioni militari, si applica l'ergastolo.

Quali notizie sono considerate 'di carattere segreto' ai fini di questa norma?

L'art. 261 c.p. rinvia espressamente all'art. 256 c.p., che individua le notizie la cui divulgazione può recare danno all'integrità territoriale, all'indipendenza o alla difesa dello Stato, nonché al suo interesse politico-militare.

È necessario avere l'intenzione di danneggiare lo Stato per essere puniti?

No. È sufficiente il dolo generico: basta essere consapevoli di rivelare una notizia di carattere segreto. Non occorre uno scopo specifico di nuocere allo Stato o di favorire potenze straniere.

Il reato di rivelazione di segreti di Stato può concorrere con altri reati?

Sì. Può concorrere, ad esempio, con il reato di spionaggio politico o militare (art. 257 c.p.) quando la rivelazione avviene a favore di uno Stato straniero, con conseguente inasprimento del trattamento sanzionatorio complessivo.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 3 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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