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Art. 261 c.p. Rivelazione di segreti di Stato
In vigore dal 1° luglio 1931
Chiunque rivela taluna delle notizie di carattere segreto indicate nell’articolo 256 è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.
Se il fatto è commesso in tempo di guerra, ovvero ha compromesso la preparazione o la efficienza bellica dello Stato o le operazioni militari, la pena della reclusione non può essere inferiore a dieci anni.
Se il colpevole ha agito a scopo di spionaggio politico o militare, si applica, nel caso preveduto dalla prima parte di questo articolo, la pena dell’ergastolo; e, nei casi preveduti dal primo capoverso, l’ergastolo (1).
Le pene stabilite nelle disposizioni precedenti si applicano anche a chi ottiene la notizia.
Se il fatto è commesso per colpa, la pena è della reclusione da sei mesi a due anni, nel caso preveduto dalla prima parte di questo articolo, e da tre a quindici anni qualora concorra una delle circostanze indicate nel primo capoverso.
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Redazione Legge in Chiaro
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In sintesi
Punisce chiunque riveli notizie segrete di Stato: reclusione minima 5 anni, ergastolo in tempo di guerra.
Ratio
L'articolo 261 c.p. incrimina la rivelazione di notizie di carattere segreto indicate nell'art. 256, ponendo tutela sulla divulgazione vera e propria. Diversamente dal procacciamento, qui l'offesa si realizza nel momento in cui il detentore del segreto lo comunica a terzi. La gravità della fattispecie è apprezzata dal legislatore con pena minima di cinque anni. La sanzione aumenta significativamente (dieci anni minimo) se il fatto avviene in tempo di guerra o compromette l'efficienza bellica. Raggiunge l'ergastolo se il colpevole ha agito con scopo di spionaggio politico o militare. La norma punisce anche chi riceve la notizia, estendendo la responsabilità a tutta la catena di trasmissione.
Analisi
La fattispecie richiede: (a) la rivelazione (comunicazione a uno o più terzi) di notizie di carattere segreto indicate nell'art. 256; (b) la consapevolezza (almeno colposa) che tali notizie devono rimanere segrete per ragioni di sicurezza statale. La norma distingue tre livelli di gravità: nella forma base, reclusione non inferiore a cinque anni; se il fatto è commesso in tempo di guerra o ha compromesso l'efficienza bellica, la pena non è inferiore a dieci anni; se il colpevole ha agito con scopo di spionaggio, la pena è ergastolo (nel secondo caso) o comunque reclusione non inferiore a quindici anni (nel primo). È prevista altresì una versione colposa della fattispecie, con pene minori (da sei mesi a due anni nella forma ordinaria).
Quando si applica
Ricorre quando una persona, già consapevole di notizie di carattere segreto, le comunica intenzionalmente a terzi non autorizzati. Esempio: Tizio, dipendente di un'agenzia di intelligence, rivela a un giornalista informazioni su operazioni segrete di intelligence. Oppure: Caio, militare con accesso a piani operativi, comunica dettagli a un amico sapendo che verranno trasmessi all'estero. O ancora: Sempronio, consulente presso il ministero della difesa, diffonde a un convegno internazionale dati su tecnologie strategiche. La gravità aumenta in tempo di guerra o se l'azione ha effettivamente danneggiato l'efficienza militare dello Stato.
Connessioni
L'articolo 261 si distingue dal 256 (procacciamento) e dal 262 (rivelazione con divieto formale dell'autorità): il 261 riguarda notizie di carattere intrinsecamente segreto, il 262 quelle su cui grava un divieto esplicito. L'art. 257-258 disciplinano il procacciamento con scopo di spionaggio. L'art. 259 incrimina l'agevolazione colposa. L'art. 263 punisce l'utilizzazione a proprio vantaggio di segreti di Stato da parte di pubblici ufficiali. L'art. 270-bis incrimina associazioni con finalità di terrorismo o eversione.
Domande frequenti
Chi può commettere il reato di rivelazione di segreti di Stato?
Chiunque: l'art. 261 c.p. è un reato comune, non richiede una particolare qualifica del soggetto attivo. Può essere integrato anche da un privato cittadino che sia venuto a conoscenza delle notizie segrete in qualsiasi modo.
Qual è la pena prevista dall'art. 261 c.p.?
La pena base è la reclusione non inferiore a cinque anni. Se il fatto è commesso in tempo di guerra o ha compromesso la preparazione o efficienza bellica dello Stato ovvero le operazioni militari, si applica l'ergastolo.
Quali notizie sono considerate 'di carattere segreto' ai fini di questa norma?
L'art. 261 c.p. rinvia espressamente all'art. 256 c.p., che individua le notizie la cui divulgazione può recare danno all'integrità territoriale, all'indipendenza o alla difesa dello Stato, nonché al suo interesse politico-militare.
È necessario avere l'intenzione di danneggiare lo Stato per essere puniti?
No. È sufficiente il dolo generico: basta essere consapevoli di rivelare una notizia di carattere segreto. Non occorre uno scopo specifico di nuocere allo Stato o di favorire potenze straniere.
Il reato di rivelazione di segreti di Stato può concorrere con altri reati?
Sì. Può concorrere, ad esempio, con il reato di spionaggio politico o militare (art. 257 c.p.) quando la rivelazione avviene a favore di uno Stato straniero, con conseguente inasprimento del trattamento sanzionatorio complessivo.
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