- La sorveglianza sanitaria per il rumore è obbligatoria per i lavoratori con LEX superiore al valore superiore di azione (85 dB(A)).
- La periodicità è di norma annuale, modificabile dal medico competente con motivazione documentata.
- Su richiesta del lavoratore e valutazione del medico, la sorveglianza è estesa anche ai lavoratori tra 80 e 85 dB(A).
- L’organo di vigilanza può disporre contenuti e periodicità diversi rispetto a quelli del medico competente.
Art. 196 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Sorveglianza sanitaria
In vigore dal 15/05/2008
1. Il datore di lavoro sottopone a sorveglianza sanitaria i lavoratori la cui esposizione al rumore eccede i valori superiori di azione. La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l’anno o con periodicità diversa decisa dal medico competente, con adeguata motivazione riportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza di lavoratori in funzione della valutazione del rischio. L’organo di vigilanza, con provvedimento motivato, può disporre contenuti e periodicità della sorveglianza diversi rispetto a quelli forniti dal medico competente.
2. La sorveglianza sanitaria di cui al comma 1 è estesa ai lavoratori esposti a livelli superiori ai valori inferiori di azione, su loro richiesta e qualora il medico competente ne confermi l’opportunità.
Stesso numero, altri codici
- Art. 196 Codice Civile: Ripetizione del valore in caso di mancanza
- Articolo 196 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Articolo 196 Codice della Strada: Principio di solidarietà
- Articolo 196 Codice di Procedura Civile: Rinnovazione delle indagini e sostituzione del consulente
- Articolo 196 Codice di Procedura Penale: Capacità di testimoniare
- Articolo 196 Codice Penale: Obbligazione civile per le multe e le ammende inflitte a persona dipendente
Sorveglianza sanitaria obbligatoria: la soglia degli 85 dB(A)
L’art. 196 del D.Lgs. 81/2008 disciplina la sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti al rumore. La soglia di attivazione dell’obbligo è il valore superiore di azione (LEX,8h > 85 dB(A)): per questi lavoratori la sorveglianza è obbligatoria, periodica e strutturata. La periodicità standard è annuale, ma il medico competente può modificarla in base al risultato della valutazione del rischio: per lavoratori con LEX poco oltre gli 85 dB(A) e buone condizioni uditive, il medico potrebbe giustificare una periodicità biennale; per chi ha già segni precoci di ipoacusia o lavora con LEX molto alto (> 90 dB(A)), la periodicità potrebbe diventare semestrale. La motivazione deve essere riportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota ai RLS.
Il protocollo audiometrico
La sorveglianza sanitaria per il rischio rumore si basa principalmente sull’audiometria tonale liminare: un test che misura la soglia uditiva per frequenze pure tra 250 e 8000 Hz. Il test è eseguito in cabina silente (o con fondi fonici controllati) e produce un audiogramma che il medico competente confronta con i test precedenti. La caratteristica del danno da rumore è la caduta selettiva a 4000 Hz (il classico «notch acustico»): è il primo segno di ipoacusia professionale, che poi si estende progressivamente alle frequenze adiacenti. Tizio, operaio con LEX,8h = 86 dB(A) da 5 anni, dovrebbe avere audiogrammi annuali: se emerge una caduta a 4000 Hz di 20 dB rispetto alla baseline, il medico competente attiva il meccanismo dell’art. 185 (revisione della valutazione del rischio, modifica delle misure preventive) e valuta la necessità di prescrizioni specifiche (uso obbligatorio di DPI ad alta attenuazione, riduzione temporanea dell’orario in zona rumorosa).
La sorveglianza estesa su richiesta: la fascia 80-85 dB(A)
Il comma 2 introduce un meccanismo di tutela per i lavoratori nella fascia di rischio intermedia (LEX tra 80 e 85 dB(A)): su loro richiesta, e qualora il medico competente ne confermi l’opportunità, la sorveglianza sanitaria è estesa anche a questi soggetti. Questa disposizione tutela il lavoratore che ritiene soggettivamente di avere un rischio uditivo superiore alla media (es. perché ha già una storia familiare di ipoacusia o perché avverte acufeni), consentendogli di accedere alla sorveglianza sanitaria senza dover attendere che il suo LEX superi la soglia obbligatoria. Il medico competente ha potere di filtro: non è obbligato ad accettare tutte le richieste, ma deve valutarle clinicamente.
Domande frequenti
Con quale frequenza va fatto l’audiogramma ai lavoratori esposti a più di 85 dB(A)?
Di norma ogni anno. Il medico competente può modificare la periodicità con motivazione documentata nel DVR. L’organo di vigilanza può disporre periodicità diverse.
Se un lavoratore esposto a 83 dB(A) lamenta acufeni, ha diritto alla sorveglianza sanitaria?
Sì. Può richiedere la sorveglianza sanitaria ai sensi del comma 2, e il medico competente valuta l’opportunità di estenderla. La soggettiva percezione di acufeni è clinicamente rilevante e supporta generalmente la concessione della visita.
Il medico competente può fare la sorveglianza ogni due anni invece di ogni anno?
Sì, se lo ritiene giustificato in base alla valutazione del rischio (LEX moderatamente sopra gli 85 dB(A), buone condizioni uditive basali, DPI usati correttamente). La motivazione deve essere scritta nel DVR e comunicata ai RLS.
L’organo di vigilanza può imporre audiometrie più frequenti rispetto a quelle del medico competente?
Sì, il comma 1 prevede questa possibilità con provvedimento motivato. È una misura eccezionale, utilizzata tipicamente quando l’organo di vigilanza rileva una situazione di rischio particolarmente elevata o quando emergono dati epidemiologici preoccupanti.