Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 1557 c.c. Impossibilità di restituzione
In vigore
Chi ha ricevuto le cose non è liberato dall’obbligo di pagarne il prezzo, se la restituzione di esse nella loro integrità è divenuta impossibile per causa a lui non imputabile.
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.
In sintesi
Ratio della norma
L'art. 1557 c.c. completa la disciplina del contratto estimatorio stabilendo che l'accipiens non si libera dall'obbligazione di pagare il prezzo per il solo fatto che la restituzione delle cose in forma integra sia diventata impossibile per causa a lui non imputabile. La scelta legislativa riflette la collocazione del rischio: nel contratto estimatorio l'accipiens gode del bene, lo utilizza per la propria attivita' commerciale e ricava un vantaggio dalla sua disponibilita'; e' quindi equo che sopporti anche il rischio di perimento fortuito.
Confronto con la disciplina generale dell'impossibilita'
La regola dell'art. 1557 c.c. deroga al principio generale di cui all'art. 1256 c.c., secondo cui l'impossibilita' sopravvenuta non imputabile estingue l'obbligazione. Qui il legislatore ha fatto una scelta di politica del diritto: nel contratto estimatorio l'accipiens ha assunto volontariamente la custodia e la gestione del bene altrui, quindi e' ragionevole che risponda del perimento fortuito. La norma si avvicina alla disciplina del comodato (art. 1805 c.c.) e del deposito irregolare, dove il detentore risponde della perdita a prescindere dalla colpa.
Portata dell'espressione «integrità»
Il richiamo alla restituzione «nella loro integrità» e' fondamentale. L'impossibilita' che rileva non e' solo il perimento totale del bene, ma anche il deterioramento tale da rendere la cosa non restituibile nello stato in cui era stata consegnata. Caio riceve da Tizio cento maglie; trenta vengono danneggiate irreparabilmente da un'infiltrazione d'acqua: Caio deve restituire le settanta intatte e pagare il prezzo delle trenta non integre. La giurisprudenza ha precisato che il normale deterioramento da uso legittimo non integra l'impossibilita' rilevante, mentre il danneggiamento accidentale durante lo stoccaggio si.
Onere della prova
Il tradens che chiede il pagamento del prezzo deve dimostrare la consegna e l'impossibilita' di restituzione. L'accipiens che vuole escludere la propria responsabilita' deve invece dimostrare che la cosa era gia' deteriorata al momento della consegna o che la restituzione e' ancora possibile. La causa non imputabile viene in rilievo solo per escludere eventuali pretese risarcitorie aggiuntive, non per liberare dall'obbligo di pagare il prezzo.
Clausole contrattuali derogatorie
Le parti possono pattuire una diversa ripartizione del rischio: ad esempio prevedere che il perimento fortuito oltre una certa percentuale del lotto gravi sul tradens, oppure inserire clausole assicurative che impongano all'accipiens di stipulare una polizza. Tali clausole sono valide nei limiti dell'art. 1229 c.c. (non si puo' escludere la responsabilita' per dolo o colpa grave, ma si puo' derogare alla regola del fortuito).
Domande frequenti
Se un incendio fortuito distrugge le merci ricevute in stima, l'accipiens deve pagare?
Si'. L'art. 1557 c.c. stabilisce che l'impossibilita' di restituzione per causa non imputabile non libera dal pagamento del prezzo: il rischio di perimento grava sull'accipiens dal momento della consegna.
Cosa si intende per restituzione 'nella loro integrita''?
La norma richiede che i beni vengano restituiti nello stesso stato in cui erano stati consegnati. Anche un deterioramento significativo (non il normale uso) equivale a impossibilita' di restituzione e obbliga al pagamento.
L'accipiens puo' rivalersi sul terzo responsabile del danno?
Si'. L'accipiens che paga il prezzo al tradens subentra nei diritti verso il terzo responsabile del danno (ad esempio il vettore o l'autore dell'incendio doloso) mediante surrogazione o azione diretta ex art. 2043 c.c.
Come si distribuisce l'onere della prova?
Il tradens deve provare la consegna e l'impossibilita' di restituzione integra. L'accipiens che contesta deve dimostrare che il deterioramento preesisteva alla consegna o che la cosa e' ancora restituibile.
Le parti possono derogare all'art. 1557 c.c.?
Si', parzialmente. Possono convenire che certi rischi gravino sul tradens (es. perimento da calamita' naturale oltre una soglia), ma non possono eliminare la responsabilita' per dolo o colpa grave dell'accipiens (art. 1229 c.c.).