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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 1229 c.c. Clausole di esonero da responsabilità

In vigore

È nullo qualsiasi patto che esclude o limita preventivamente la responsabilità del debitore per dolo o per colpa grave. È nullo altresì qualsiasi patto preventivo di esonero o di limitazione di responsabilità per i casi in cui il fatto del debitore o dei suoi ausiliari costituisca violazione di obblighi derivanti da norme di ordine pubblico. CAPO IV – Dei modi di estinzione delle obbligazioni diversi dall'adempimento SEZIONE I – Della novazione

In sintesi

  • Nullità assoluta: è nullo qualsiasi patto che escluda o limiti preventivamente la responsabilità del debitore per dolo o colpa grave.
  • Colpa lieve: è invece valida la clausola che limita la responsabilità per colpa lieve, salvo che l'oggetto della prestazione sia protetto da norme di ordine pubblico.
  • Norme speciali: in molti settori (trasporto, consumatore, lavoro) norme speciali rendono nulle anche clausole limitative per colpa lieve.
  • Ratio: la norma tutela l'affidamento del creditore e impedisce che il debitore possa agire dolosamente o con grave negligenza senza conseguenze.

Le clausole contrattuali che escludono o limitano la responsabilità del debitore per dolo o colpa grave sono nulle: il debitore non può tutelarsi preventivamente per i suoi inadempimenti più gravi, ma può limitare la responsabilità per colpa lieve.

Ratio della norma

L'articolo 1229 c.c. pone un limite invalicabile all'autonomia privata in materia di clausole di irresponsabilità. La ratio è di tutela del creditore e dell'affidamento contrattuale: se il debitore potesse escludere preventivamente la propria responsabilità per dolo o colpa grave, il contratto perderebbe la sua funzione garantistica, il creditore non avrebbe alcuna tutela effettiva contro gli inadempimenti più gravi. La norma è un'espressione del principio generale per cui nessuno può beneficiare del proprio illecito doloso o gravemente colposo.

La nullità per dolo e colpa grave

Il primo comma dell'art. 1229 stabilisce la nullità assoluta, rilevabile d'ufficio, insanabile, imprescrittibile, di qualsiasi patto che escluda o limiti la responsabilità per dolo (inadempimento intenzionale) o colpa grave (negligenza particolarmente grossolana, prossima all'intenzionale). La nullità si applica sia alle clausole che escludono totalmente la responsabilità sia a quelle che la limitano in modo significativo (es. clausole che fissano un massimale irrisorio). Non è rilevante la denominazione usata dalle parti: anche una clausola formalmente lecita (es. «penale sostitutiva», «limitazione del risanamento») può essere nulla se nella sostanza esclude la responsabilità per dolo o colpa grave.

La validità delle clausole per colpa lieve

Il secondo comma ammette invece le clausole che limitano o escludono la responsabilità per colpa lieve, purché non si tratti di prestazioni inerenti a diritti indisponibili o protetti da norme di ordine pubblico. È valida, ad esempio, la clausola con cui un appaltatore limita la propria responsabilità per difetti minori dell'opera a un importo predeterminato; o la clausola di un contratto di trasporto merci che limita il risarcimento per danni accidentali. Queste clausole sono ammesse perché consentono alle parti di ripartire i rischi e di calibrare il prezzo del contratto in funzione del livello di tutela offerto.

Norme speciali e Codice del consumo

In numerosi settori la legge speciale restringere ulteriormente lo spazio per le clausole di irresponsabilità: il Codice del consumo (d.lgs. 206/2005) considera abusive, e quindi nulle, le clausole che escludono o limitano la responsabilità del professionista nei contratti con consumatori per qualsiasi grado di colpa se attinenti a diritti fondamentali; il d.lgs. 231/2002 sui ritardi di pagamento esclude accordi derogatori contrari alla buona fede e alle pratiche commerciali corrette; la normativa sul trasporto aereo (Regolamento CE 261/2004) pone limiti stringenti alle clausole di limitazione per ritardi e cancellazioni.

Connessioni con altre norme

L'art. 1229 va letto con l'art. 1218 c.c. (responsabilità del debitore), con l'art. 1223 c.c. (danno risarcibile), con l'art. 1341 c.c. (clausole vessatorie nei contratti standard), con l'art. 33 Cod. consumo (clausole abusive) e con l'art. 2236 c.c. (responsabilità del prestatore intellettuale per colpa grave).

Domande frequenti

Un contratto può escludere la responsabilità del fornitore per tutti i danni?

No, non completamente. La clausola è nulla per dolo e colpa grave (art. 1229 c.c.). Può essere valida per colpa lieve, ma anche qui con limitazioni: il Codice del consumo (per i contratti con consumatori) e molte norme speciali rendono nulle anche le clausole per colpa lieve in settori sensibili.

Le clausole di limitazione del risarcimento a un importo massimo sono valide?

Dipende. Se il massimale è stabilito per limitare la responsabilità da colpa lieve, è in linea di principio valido. Se de facto annulla la tutela del creditore anche per dolo o colpa grave (es. massimale irrisorio), può essere colpito dalla nullità ex art. 1229 anche se formalmente riguarda colpa lieve.

Un consumatore può rinunciare al risarcimento danni prima che il danno si verifichi?

No. Le clausole preventive di esonero da responsabilità nei contratti con consumatori sono abusive ex artt. 33-36 Cod. consumo, a prescindere dal grado di colpa. La rinuncia preventiva ai diritti del consumatore è nulla anche se il consumatore l'ha firmata.

Cosa succede se la clausola di irresponsabilità è nulla?

La clausola è nulla ma il contratto rimane valido (nullità parziale ex art. 1419 c.c.): si applica la disciplina ordinaria della responsabilità contrattuale, come se la clausola non esistesse. Il creditore può pretendere il risarcimento integrale secondo le regole generali.

La colpa grave è equiparabile al dolo?

In alcune norme sì: l'art. 1229 li accomuna nel divieto di esonero preventivo. Sul piano dell'onere della prova, della prescrizione e del quantum, le regole sono diverse: il dolo richiede la prova dell'intenzionalità, mentre la colpa grave è la negligenza particolarmente grossolana. Entrambi però escludono la possibilità di limitare preventivamente la responsabilità.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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