Art. 146 Cod. Consumo – Abrogazioni
In vigore dal 23 ottobre 2005 (D.Lgs. 206/2005)
*1. Dalla data di entrata in vigore del presente codice sono abrogati:
**a) il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 224, così come modificato dal decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 25, recante attuazione della direttiva 85/374/CEE, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi, ai sensi dell’articolo 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183;
**b) la legge 10 aprile 1991, n. 126, cosi’ come modificata dalla legge 22 febbraio 1994, n. 146, recante norme per l’informazione del consumatore;
**c) il decreto legislativo 15 gennaio 1992, n. 50, recante attuazione della direttiva 85/577/CEE, in materia di contratti negoziati fuori dei locali commerciali;
**d) decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 74, cosi’ come modificato dal decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 67, recante attuazione della direttiva 84/450/CEE, in materia di pubblicita’ ingannevole e comparativa;
**e) decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 111, cosi’ come modificato dalla legge 5 marzo 2001, n. 57, recante attuazione della direttiva 90/314/CEE, concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti «tutto compreso»;
**f) la legge 30 luglio 1998, n. 281, recante disciplina dei diritti dei consumatori e degli utenti, così come modificata dalla legge 24 novembre 2000, n. 340, dal decreto legislativo 23 aprile 2001, n. 224, e dall’articolo 11 della legge 1° marzo 2002, n. 39, recante disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – legge comunitaria 2001, sono fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 7, con riferimento alle attività promozionali del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti di cui all’articolo 136 e alle agevolazioni di cui all’articolo 138;
**g) il decreto legislativo 9 novembre 1998, n 427, recante attuazione della direttiva 94/47/CE, concernente la tutela dell’acquirente per taluni aspetti dei contratti relativi all’acquisizione di un diritto di godimento a tempo parziale di beni immobili;
**h) il decreto legislativo 22 maggio 1999, n 185, recante attuazione della direttiva 97/7/CE, relativa alla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza;
**i) il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n 63, recante attuazione della direttiva 98/7/CE, che modifica la direttiva 87/102/CEE, in materia di credito al consumo;
**l) il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 67, recante attuazione della direttiva 97/55/CE, che modifica la direttiva 84/450/CEE, in materia di pubblicità ingannevole e comparativa;
**m) il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 84, recante attuazione della direttiva 98/6/CE, relativa alla protezione dei consumatori in materia di indicazione dei prezzi offerti ai medesimi;
**n) il decreto legislativo 23 aprile 2001, n. 224, recante attuazione della direttiva 98/27/CE, relativa a provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori;
**o) il decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 172, recante attuazione della direttiva 2001/95/CE, relativa alla sicurezza generale dei prodotti;
**p) il comma 7 dell’articolo 18 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, recante riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59;
**q) il comma 9 dell’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, recante riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59;
**r) commi 4 e 5 dell’articolo 125 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni;
**s) gli articoli 1519-bis, 1519-ter, 1519-quater, 1519-quinquies, 1519-sexies, 1519-septies, 1519-octies e 1519-nonies del codice civile;
**t) la legge 6 aprile 2005, n. 49, recante modifiche all’articolo 7 del decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 74, in materia di messaggi pubblicitari ingannevoli diffusi attraverso mezzi di comunicazione.
*2. Dalla data di entrata in vigore del presente codice restano abrogati:
**a) il decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n. 903, recante attuazione della direttiva 79/581/CEE, relativa alla indicazione dei prezzi dei prodotti alimentari ai fini della protezione dei consumatori;
**b) il decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 76, recante attuazione della direttiva 88/315/CEE, concernente l’indicazione dei prezzi dei prodotti alimentari ai fini della protezione dei consumatori;
**c) il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 78, recante attuazione della direttiva 88/314/CEE, concernente l’indicazione dei prezzi dei prodotti non alimentari ai fini della protezione dei consumatori;
**d) il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 115, recante attuazione della direttiva 92/59/CEE, relativa alla sicurezza generale dei prodotti.
In sintesi
L'articolo 146 abroga quindici decreti legislativi e leggi ordinarie che disciplinavano specifici aspetti della tutela dei consumatori, unificandoli nel Codice.
Ratio
L'articolo 146 rappresenta la scure normativa che chiude l'era della tutela consumatori frammentata. Prima del D.Lgs. 206/2005, la materia era dispersa in quindici provvedimenti separati (decreti presidenziali, leggi ordinarie, decreti legislativi) emanati tra il 1988 e il 2004, spesso per recepire direttive europee diverse. Questa frammentazione creava conflitti di interpretazione, lacune applicative e difficoltà di accesso alla norma. Il Codice unifica tutto in un testo sistematico, coerente nelle definizioni e nella struttura.
La ratio è tipicamente codificatoria: consolidare, armonizzare e simplificare l'ordine giuridico senza alterare la sostanza. Il Codice non inventa nuovi diritti, ma li raccoglie sotto un tetto unico, facilitando la comprensione e l'applicazione pratica per consumatori, imprenditori e professionisti del diritto.
Analisi
Il comma 1 dell'articolo 146 elenca puntualmente 17 atti normativi abrogati (lettere a-q), da) il DPR 224/1988 (responsabilità prodotto difettoso, attuazione direttiva 85/374/CEE) a q) frammenti del decreto legislativo 114/1998 (commercio). Ogni abrogazione è specificamente motivata dal suo ambito di competenza. Ad esempio:
— Lettera a): DPR 224/1988 sulla responsabilità da prodotto difettoso (direttiva 85/374/CEE).
— Lettera b): Legge 126/1991 sull'informazione consumatori.
— Lettera c-e): Tre decreti su contratti fuori locali commerciali, pubblicità ingannevole e comparativa, viaggio tutto compreso (direttive europee varie).
— Lettera f): Legge 281/1998 con salva espressa per artt. 136-138 (Consiglio nazionale consumatori).
— Lettere g-q): Decreti su time-sharing, e-commerce, credito, sicurezza prodotti, commercio.
La struttura «sono fatte salve le disposizioni» (lettera f) mostra una vera abrogazione parziale: il Codice abroga la legge 281/1998 ma salva le competenze del Consiglio nazionale consumatori e utenti, conservandone l'operatività istituzionale.
Quando si applica
L'abrogazione decorre dal 23 ottobre 2005, data di entrata in vigore del Codice. Chi si trovi a gestire una controversia sul consumo verificherà: (i) se il fatto è antecedente al 23 ottobre 2005 → applicare la normativa pre-Codice (DPR 224/1988, leggi specifiche); (ii) se è successivo → esclusivamente il Codice del Consumo (art. 146 e ss.). Non è retroattivo.
Nella pratica, un prodotto difettoso venduto il 20 ottobre 2005 segue la responsabilità prevista dal DPR 224/1988; uno venduto il 25 ottobre segue il Codice (artt. 132 ss., responsabilità del produttore). Un contratto a distanza concluso prima della data-limite risponde alla legge 185/1999 (direttiva 97/7/CE); dal 23 ottobre in poi, agli artt. 50-67 del Codice.
Connessioni
L'articolo 146 rimanda implicitamente a due macrogruppi di norme. Il primo è rappresentato dalle disposizioni di transizione e salva: l'articolo 138 del Codice (agevolazioni Consiglio nazionale) e l'articolo 7 della legge 281/1998, che godono di esenzione dall'abrogazione. Il secondo è l'intero corpus del Codice (artt. 1-145), che sostituisce integralmente la materia abrogata.
Sul versante europeo, il Codice incarna il recepimento coordinato di 10+ direttive (85/374/CEE, 85/577/CEE, 84/450/CEE, 90/314/CEE, 94/47/CE, 97/7/CE, 98/7/CE, 98/6/CE, 98/27/CE, 2001/95/CE e altre). Ogni articolo del Codice traccia il rimando al decreto abrogato e alla direttiva originaria. Analizzare una norma del Codice senza comprendere la direttiva sottesa è operazione incompleta.
Domande frequenti
Se ho una vertenza su un prodotto o contratto concluso prima del 23 ottobre 2005, quale norma mi protegge?
La norma vigente al momento del fatto (legge 281/1998, legge 185/1999, DPR 224/1988, ecc.). L'articolo 146 non è retroattivo. La data-limite di abrogazione è il 23 ottobre 2005. Fatti anteriori rispondono alla disciplina pre-Codice; fatti posteriori al Codice.
Cosa significa che il Codice del Consumo abroga 15 decreti precedenti?
Vuol dire che quei 15 provvedimenti, ognuno dedicato a un aspetto specifico della tutela (responsabilità da prodotto, contratti a distanza, pubblicità ingannevole, ecc.), sono stati consolidati in un unico testo. Non spariscono i diritti: cambiano sede normativa. Il diritto di ripensamento, la responsabilità per difetto, la tutela pubblicitaria — tutti rimangono, ma ora disciplinati dal Codice.
Il Consiglio nazionale dei consumatori perde i suoi poteri per l'abrogazione della legge 281/1998?
No. L'articolo 146, lettera f, contiene una «salva espressa»: pur abrogando la legge 281/1998, il Codice salva le disposizioni di cui agli articoli 136 e 138, che riguardano il Consiglio nazionale. Il Consiglio continua a operare con le medesime competenze.
Se il decreto abrogato non è più vigente, dove trovo il testo della vecchia norma per analizzare una controversia risalente a prima del 2005?
Il testo del decreto abrogato è reperibile su banche dati storiche (Lexis Nexis, DeJure, siti istituzionali archiviati), repertori normativi e raccolte ufficiali GURI. Per controversie relative a fatti anteriori al 23 ottobre 2005, il avvocato consulterà il testo storico del DPR 224/1988 o della legge 281/1998 come era prima dell'abrogazione.
L'abrogazione dell'articolo 146 riguarda anche le direttive europee sottese ai decreti abrogati?
No. L'articolo 146 abroga solo i decreti legislativi nazionali che avevano recepito le direttive europee. Le direttive rimangono vincolanti per l'UE e il Codice continua a recepirle. Significa che il Codice è il nuovo strumento nazionale di attuazione delle stesse direttive (85/374/CEE, 97/7/CE, ecc.).
Le informazioni in questa pagina hanno valore informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza legale. Per la tua situazione specifica consulta un avvocato.