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Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
In sintesi
  • Contro una multa puoi scegliere fra ricorso al prefetto (entro 60 giorni, gratuito) e ricorso al giudice di pace (entro 30 giorni, con contributo unificato).
  • Le due strade sono alternative: non puoi attivarle entrambe sulla stessa multa nello stesso momento.
  • Pagando in misura ridotta rinunci al ricorso; entro 5 giorni molte violazioni hanno uno sconto del 30%.
  • La scelta dipende dal tipo di vizio contestato, dal rischio economico e dai tempi a disposizione.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Quando arriva una multa hai sostanzialmente tre possibilità: pagarla, presentare ricorso al prefetto o rivolgerti al giudice di pace. Capire termini, costi e conseguenze di ciascuna strada è il primo passo per difenderti senza commettere errori che renderebbero la sanzione definitiva.

Le tre opzioni di fronte a una multa

Ricevuto un verbale, il destinatario può muoversi in tre direzioni. La prima è il pagamento in misura ridotta, che chiude la vicenda ma comporta la rinuncia a ogni contestazione. La seconda è il ricorso al prefetto, gratuito e in forma scritta. La terza è il ricorso al giudice di pace, davanti a un giudice ordinario.

La decisione non va presa d’impulso: ognuna di queste vie ha tempi e rischi diversi, e una volta imboccata una strada le altre possono precludersi.

Il ricorso al prefetto in sintesi

Il ricorso al prefetto si propone entro 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notifica del verbale ed è gratuito. Il prefetto può accogliere il ricorso e archiviare, oppure respingerlo emettendo un’ordinanza-ingiunzione.

Attenzione: in caso di rigetto l’importo richiesto è di norma pari al doppio del minimo edittale, quindi spesso superiore alla multa di partenza. È un rischio da mettere in conto.

Il ricorso al giudice di pace in sintesi

Il ricorso al giudice di pace va presentato entro 30 giorni dalla notifica e richiede il pagamento del contributo unificato. Si può chiedere la sospensione del provvedimento e ci si può costituire anche di persona, senza necessariamente un avvocato per gli importi minori.

Davanti al giudice è possibile far valere sia vizi formali sia il merito della contestazione, con un’istruttoria più completa rispetto al procedimento davanti al prefetto.

Perché le due vie sono alternative

Prefetto e giudice di pace non si possono cumulare: la legge impone di scegliere. Se si è già proposto ricorso al prefetto, non si può contestualmente adire il giudice di pace per la stessa multa.

Va però ricordato che contro l’ordinanza-ingiunzione del prefetto che respinge il ricorso resta possibile rivolgersi al giudice di pace entro 30 giorni: è una seconda fase, non un doppio ricorso parallelo.

Quando conviene pagare in misura ridotta

Se la multa è fondata e non emergono vizi, il pagamento in misura ridotta è spesso la scelta più razionale. Per molte violazioni è previsto uno sconto del 30% se si paga entro 5 giorni dalla contestazione o notifica; entro 60 giorni si paga comunque il minimo edittale.

Il pagamento, però, vale come rinuncia al ricorso: non si potrà più contestare la sanzione. Per questo va valutato solo dopo aver verificato che il verbale sia regolare.

Esempio concreto

Caio riceve un verbale per divieto di sosta da 42 euro. Verificato che la segnaletica era regolare e che non ci sono errori, paga entro 5 giorni beneficiando dello sconto del 30%. Caia, invece, riceve una multa per eccesso di velocità che sospetta viziata: l’autovelox non risultava segnalato. Caia non paga e valuta il ricorso, sapendo che davanti al prefetto rischia il raddoppio del minimo in caso di rigetto, mentre davanti al giudice di pace sostiene il contributo unificato ma ha un esame più approfondito.

Come scegliere la strada giusta

In linea di massima il prefetto è indicato quando il vizio è evidente e documentabile per iscritto, e si vuole evitare ogni spesa. Il giudice di pace è preferibile quando serve un contraddittorio più ampio, si vogliono allegare prove o si teme il raddoppio dell’importo in caso di rigetto del prefetto.

In ogni caso conviene leggere con attenzione il verbale, annotare la data di notifica e calcolare subito i termini, perché un giorno di ritardo rende la multa definitiva.

Articoli di legge da consultare

Domande frequenti

Posso fare ricorso sia al prefetto sia al giudice di pace?

No, le due strade sono alternative: vanno scelte e non possono essere attivate entrambe sulla stessa multa nello stesso momento. Solo dopo il rigetto del prefetto puoi rivolgerti al giudice di pace contro l’ordinanza-ingiunzione, entro 30 giorni.

Se pago la multa posso ancora fare ricorso?

No. Il pagamento in misura ridotta vale come rinuncia al ricorso. Per questo conviene valutare eventuali vizi del verbale prima di decidere se pagare.

Quanto tempo ho per decidere?

Per il ricorso al prefetto hai 60 giorni dalla contestazione o notifica; per il giudice di pace hai 30 giorni dalla notifica. Lo sconto del 30% sul pagamento, dove previsto, vale solo entro 5 giorni.

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I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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