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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Come funziona la tassazione nella SRL

La SRL è una società di capitali. Questo significa che dal punto di vista fiscale esiste una separazione netta tra la società e i suoi soci: la società ha una propria soggettività tributaria e paga le imposte per conto suo, indipendentemente da quello che decidono di fare i soci con gli utili.

L’imposta che colpisce il reddito della SRL si chiama IRES, acronimo di Imposta sul Reddito delle Società. L’aliquota ordinaria è il 24% sul reddito imponibile. Questa imposta viene calcolata e pagata dalla società ogni anno, a prescindere dal fatto che l’utile venga poi distribuito ai soci oppure resti in cassa.

Fin qui il meccanismo sembra semplice. La complessità emerge quando si ragiona su cosa succede in seguito: se l’utile rimane nella SRL entra nelle riserve di patrimonio netto; se invece viene distribuito ai soci sotto forma di dividendo, ciascun socio persona fisica dovrà pagare un’ulteriore imposta sostitutiva del 26%. È questo il fenomeno che i tecnici chiamano «doppia imposizione economica»: lo stesso utile viene tassato due volte, prima in capo alla società e poi in capo al socio.

La scelta di distribuire o non distribuire gli utili ha quindi conseguenze fiscali immediate per il socio, e comprendere bene questa meccanica è il primo passo per pianificare correttamente.

Tassazione degli utili SRL: schema riepilogativo
Momento Soggetto che paga Aliquota
Utile di esercizio (sempre) SRL IRES 24%
Distribuzione dividendo al socio PF Socio persona fisica Imposta sostitutiva 26%
Utile che resta in riserva Nessuno (rinvio)
Dividendo percepito da un'altra società Società percipiente 5% concorre a reddito (art. 89 TUIR)

Esempio pratico

  • Alfa SRL chiude l’esercizio con un utile imponibile di 100.000 euro. La società paga l’IRES: 100.000 × 24% = 24.000 euro. Restano 76.000 euro di utile netto. L’assemblea dei soci decide di non distribuire: i 76.000 euro entrano nelle riserve. I soci Tizio e Caio non pagano nulla in quell’anno. L’anno successivo l’assemblea delibera la distribuzione integrale: Tizio e Caio, ciascuno al 50%, incassano 38.000 euro a testa e versano 38.000 × 26% = 9.880 euro ciascuno di imposta sostitutiva. Il carico complessivo sull’utile originario è stato: 24.000 (IRES) + 19.760 (26% sui 76.000 netti) = 43.760 euro su 100.000, pari a un’aliquota effettiva del 43,76%.

Documenti necessari

  • Bilancio d’esercizio e delibera assembleare di approvazione
  • Verbale dell’assemblea dei soci con indicazione della destinazione degli utili
  • Dichiarazione IRES della società (modello Redditi SC)
  • Dichiarazione dei redditi del socio (modello Redditi PF) per l’anno di incasso del dividendo
  • Certificazione rilasciata dalla SRL al socio per i dividendi percepiti

Caso 1 — Tizio lascia gli utili in azienda per tre anni

Scenario. Tizio è socio unico di Alfa SRL. La società produce ogni anno un utile imponibile di 50.000 euro e Tizio decide, per tre anni consecutivi, di non distribuire nulla: vuole rafforzare la cassa per un investimento futuro.

Come si applica. Ogni anno Alfa SRL paga l’IRES: 50.000 × 24% = 12.000 euro. L’utile netto di 38.000 euro va in riserva. Tizio non paga nulla a titolo personale. Dopo tre anni le riserve accumulano 114.000 euro (3 × 38.000). Quando Tizio deciderà di distribuire, pagherà il 26% su quanto ricevuto. Nel frattempo la società ha avuto la disponibilità di quelle risorse per investire.

In pratica

  • Non distribuire non significa non pagare: l’IRES 24% scatta comunque ogni anno a livello societario.
  • Il socio rinvia il prelievo del 26%, non lo elimina: prima o poi, se vuole i soldi, dovrà pagarlo.
  • Le riserve restano patrimonio della società, non del socio: in caso di difficoltà finanziarie della SRL, i creditori possono aggredirle.

Caso 2 — Caio riceve un dividendo straordinario da riserve accumulate

Scenario. Caio detiene il 60% di Alfa SRL. La società ha accumulato negli anni 200.000 euro di riserve di utili. L’assemblea delibera una distribuzione straordinaria di 150.000 euro totali.

Come si applica. La quota spettante a Caio è 150.000 × 60% = 90.000 euro. Su questo importo Caio paga l’imposta sostitutiva del 26%: 90.000 × 26% = 23.400 euro. L’imposta viene trattenuta direttamente dalla SRL in qualità di sostituto d’imposta e versata all’Erario; Caio incassa il netto di 66.600 euro. Il dividendo non si cumula con gli altri redditi di Caio: la tassazione al 26% è definitiva e separata dall’IRPEF.

In pratica

  • Il 26% è un’imposta sostitutiva: non entra nel calcolo IRPEF progressivo, non alza l’aliquota marginale sui redditi da lavoro.
  • La SRL agisce da sostituto d’imposta: è lei che trattiene e versa il 26%; il socio riceve già il netto.
  • Controllare la capienza delle riserve distribuibili: la delibera deve rispettare i vincoli di legge (riserva legale al 20% del capitale, ecc.).

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Se la SRL è in perdita, il socio paga comunque qualcosa?

No. Se la SRL chiude in perdita non c’è utile imponibile, quindi non si paga IRES. Il socio non incassa dividendi e non paga nulla. Le perdite si riportano a nuovo e possono ridurre il reddito degli esercizi successivi.

Qual è la differenza tra utile non distribuito e riserva?

L’utile non distribuito, una volta che l’assemblea approva il bilancio e decide di non distribuirlo, viene formalmente imputato a una riserva di patrimonio netto (es. riserva straordinaria o riserva per reinvestimento). In sostanza sono la stessa cosa: utili rimasti in azienda anziché usciti come dividendi.

Il 26% sul dividendo è sempre definitivo o può variare?

Per i soci persone fisiche che detengono partecipazioni «non qualificate» (la grande maggioranza), il 26% è imposta sostitutiva definitiva. Per partecipazioni qualificate in regimi particolari potrebbero valere regole diverse, ma la disciplina standard prevede il 26%.

Conviene distribuire ogni anno o accumulare?

Dipende dai piani dell’azienda e dall’aliquota IRPEF marginale del socio. Se la società ha bisogno di liquidità per crescere, lasciare gli utili in riserva evita il 26% nell’immediato. Se il socio ha bisogno di reddito personale, distribuite tenendo conto che il 26% è fisso a prescindere dagli altri redditi.

Cosa succede quando la SRL viene liquidata o il socio vende le quote?

In caso di liquidazione della società, le somme che eccedono il capitale versato vengono trattate come dividendi e scontano il 26%. In caso di vendita delle quote, l’eventuale plusvalenza realizzata dal socio persona fisica è soggetta alla stessa imposta sostitutiva del 26%.

La mini-IRES al 20% vale per tutti?

No. La mini-IRES (aliquota ridotta al 20%) si applica solo al ricorrere di condizioni premiali specifiche legate agli utili accantonati e reinvestiti. Non è automatica: occorre verificare i requisiti nel modello Redditi SC della società.

Domande frequenti

Se la SRL è in perdita, il socio paga comunque qualcosa?

No. Se la SRL chiude in perdita non c'è utile imponibile, quindi non si paga IRES. Il socio non incassa dividendi e non paga nulla. Le perdite si riportano a nuovo e possono ridurre il reddito degli esercizi successivi.

Qual è la differenza tra utile non distribuito e riserva?

L'utile non distribuito, una volta che l'assemblea approva il bilancio e decide di non distribuirlo, viene formalmente imputato a una riserva di patrimonio netto (es. riserva straordinaria o riserva per reinvestimento). In sostanza sono la stessa cosa: utili rimasti in azienda anziché usciti come dividendi.

Il 26% sul dividendo è sempre definitivo o può variare?

Per i soci persone fisiche che detengono partecipazioni «non qualificate» (la grande maggioranza), il 26% è imposta sostitutiva definitiva. Per partecipazioni qualificate in regimi particolari potrebbero valere regole diverse, ma la disciplina standard prevede il 26%.

Conviene distribuire ogni anno o accumulare?

Dipende dai piani dell'azienda e dall'aliquota IRPEF marginale del socio. Se la società ha bisogno di liquidità per crescere, lasciare gli utili in riserva evita il 26% nell'immediato. Se il socio ha bisogno di reddito personale, distribuite tenendo conto che il 26% è fisso a prescindere dagli altri redditi.

Cosa succede quando la SRL viene liquidata o il socio vende le quote?

In caso di liquidazione della società, le somme che eccedono il capitale versato vengono trattate come dividendi e scontano il 26%. In caso di vendita delle quote, l'eventuale plusvalenza realizzata dal socio persona fisica è soggetta alla stessa imposta sostitutiva del 26%.

La mini-IRES al 20% vale per tutti?

No. La mini-IRES (aliquota ridotta al 20%) si applica solo al ricorrere di condizioni premiali specifiche legate agli utili accantonati e reinvestiti. Non è automatica: occorre verificare i requisiti nel modello Redditi SC della società.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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