← Torna a Casi pratici applicati
Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Rimborso spese all'amministratore: le regole chiave

Quando l’amministratore di una SRL si sposta per lavoro — va a incontrare un cliente in un’altra città, partecipa a una fiera, affronta una trasferta all’estero — sostiene delle spese: hotel, pasto, treno, taxi. Come vengono trattate fiscalmente queste spese? La risposta dipende da come viene impostato il rimborso.

Esistono due modalità principali: il rimborso analitico, detto anche «a piè di lista», dove la SRL rimborsa esattamente quanto l’amministratore ha speso e documentato; e il rimborso forfettario, dove viene corrisposta una somma fissa (la diaria) indipendentemente dalle spese effettive. Le conseguenze fiscali delle due scelte sono molto diverse.

C’è poi un elemento geografico importante: le spese per trasferte fuori dal comune della sede hanno un trattamento più favorevole rispetto alle spese sostenute in loco. La legge prevede limiti giornalieri di deducibilità specifici che è fondamentale rispettare.

In questa guida spieghiamo le due modalità di rimborso, i limiti di deducibilità per vitto e alloggio, quando il rimborso diventa reddito tassabile per l’amministratore e quale documentazione è necessaria.

Rimborso spese trasferta amministratore SRL: limiti e tassazione
Tipo di rimborso / Spesa Deducibilità per la SRL Tassazione per l'amministratore
Rimborso analitico (a piè di lista) con ricevute 100% nei limiti di legge Non tassato (rimborso spese documentato)
Vitto e alloggio in trasferta fuori comune — Italia 100% entro 180,76 €/giorno Non tassato se rimborso analitico
Vitto e alloggio in trasferta fuori comune — Estero 100% entro 258,23 €/giorno Non tassato se rimborso analitico
Alberghi e ristoranti non in trasferta (o sopra i limiti) 75% del costo Eventuale eccedenza come reddito se forfettario
Rimborso forfettario (diaria) Deducibile per la SRL Tassato come reddito oltre le soglie di esenzione

Esempio pratico

  • Tizio, amministratore di Alfa SRL, si reca a Milano per una riunione con un cliente. Trascorre una notte in hotel (120 euro) e sostiene spese per pasti (40 euro), treno (60 euro) e taxi (15 euro). Con il rimborso analitico, presenta le ricevute: la SRL rimborsa 235 euro totali. L’importo è interamente deducibile per la SRL (le spese di vitto+alloggio ammontano a 160 euro, sotto la soglia di 180,76 euro/giorno), e Tizio non deve dichiarare nulla come reddito aggiuntivo. Se invece Alfa SRL avesse corrisposto a Tizio una diaria forfettaria di 200 euro per quella giornata, l’importo sarebbe deducibile per la SRL ma Tizio avrebbe dovuto dichiarare la diaria come reddito, al netto delle soglie di esenzione previste dalla legge.

Documenti necessari

  • Ricevute fiscali o fatture di albergo, ristoranti, trasporti per ogni trasferta (rimborso analitico)
  • Nota spese compilata dall’amministratore con data, luogo, scopo della trasferta
  • Eventuale delibera o regolamento aziendale che disciplina i rimborsi spese
  • Estratto conto della carta aziendale o personale usata per i pagamenti (per tracciabilità)
  • Biglietti, prenotazioni, contratti di noleggio auto a supporto delle spese di viaggio

Caso 1: trasferta documentata a piè di lista

Scenario. Tizio è amministratore di Alfa SRL con sede a Roma. Per tre giorni si reca a Milano per seguire la trattativa con un fornitore strategico. Sostiene spese di hotel per 180 euro a notte (tre notti) e spese di vitto per 45 euro al giorno, oltre al biglietto aereo.

Come si applica. La trasferta è fuori dal comune della sede: si applicano i limiti di deducibilità per trasferta. Le spese di vitto e alloggio ammontano a 180 + 45 = 225 euro al giorno: superiori alla soglia di 180,76 euro. La SRL può dedurre le spese di vitto e alloggio solo entro 180,76 euro al giorno; la parte eccedente (225 – 180,76 = 44,24 euro al giorno) non è deducibile. Il biglietto aereo, non rientrando nelle spese di vitto e alloggio, è deducibile integralmente se documentato. Tizio, avendo ricevuto un rimborso analitico basato su ricevute reali, non deve dichiarare nulla come reddito aggiuntivo.

In pratica

  • Conservare tutte le ricevute originali di hotel, ristoranti e trasporti con data e intestazione.
  • Il limite giornaliero di 180,76 euro (Italia) si applica al totale di vitto e alloggio: non superarlo evita di perdere deducibilità.
  • Il biglietto del treno o dell’aereo è deducibile integralmente come spesa di viaggio, non rientra nel limite giornaliero.
  • Compilare una nota spese riepilogativa per ciascuna trasferta, anche se non obbligatoria per legge, protegge in caso di controllo.

Caso 2: diaria forfettaria e conseguenze fiscali

Scenario. Alfa SRL stabilisce che a Tizio viene corrisposta una diaria forfettaria di 150 euro per ogni giornata in trasferta fuori Roma, senza obbligo di presentare ricevute.

Come si applica. Il rimborso forfettario è deducibile per la SRL come componente di costo. Tuttavia, per Tizio la diaria è un compenso in natura (o in denaro) che concorre al suo reddito come reddito assimilato a lavoro dipendente, al netto delle soglie di esenzione previste dalla legge per le indennità di trasferta. In pratica, Tizio dovrà dichiarare come reddito la parte della diaria che supera le soglie di esenzione, pagando su quella parte l’IRPEF progressiva. Questo meccanismo rende il rimborso forfettario meno efficiente rispetto all’analitico quando le spese effettive sono ben documentate: con il piè di lista, lo stesso importo rimborsato non è tassato in capo a Tizio.

In pratica

  • La diaria forfettaria è deducibile per la SRL ma tassata (oltre le soglie di esenzione) come reddito per l’amministratore.
  • Il rimborso analitico documentato è quasi sempre più efficiente: la stessa spesa non genera reddito tassabile per Tizio.
  • Se si sceglie il forfettario, è comunque opportuno un regolamento scritto che definisca importi e condizioni, per evitare che il tutto venga riqualificato come compenso ordinario.
  • I due sistemi possono coesistere: alcune spese (viaggio) rimborsate analiticamente, altre (piccole spese) con una diaria.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

L'amministratore può essere rimborsato delle spese anche senza compenso?

Sì. Il rimborso spese non è un compenso: è la restituzione di un esborso che l’amministratore ha anticipato per conto della società. Anche un amministratore a titolo gratuito (senza compenso deliberato) ha diritto al rimborso delle spese sostenute nell’interesse della società, purché documentate.

Cosa si intende per 'trasferta fuori dal comune della sede'?

La trasferta rilevante ai fini dei limiti di deducibilità favorevoli è quella che porta l’amministratore in un comune diverso da quello in cui ha sede la società (o da quello dove normalmente opera). Le spese sostenute nella stessa città della sede non beneficiano dei limiti giornalieri di 180,76/258,23 euro e le spese di ristorante, ad esempio, sono deducibili solo al 75%.

Qual è la differenza tra 180,76 euro e 258,23 euro al giorno?

Il limite di 180,76 euro al giorno si applica alle trasferte in Italia fuori dal comune della sede. Il limite di 258,23 euro al giorno si applica alle trasferte all’estero. Entro questi importi giornalieri, le spese di vitto e alloggio sono deducibili al 100% per la SRL e non tassate in capo all’amministratore se rimborsate analiticamente.

Le spese di ristorante con clienti sono deducibili come spese di trasferta?

No. Le spese di rappresentanza (pranzi o cene con clienti) seguono regole diverse: sono deducibili nei limiti percentuali commisurati ai ricavi della società (art. 108 TUIR), non come spese di trasferta. I due regimi sono distinti: le spese di trasferta riguardano i costi sostenuti dall’amministratore per sé stesso nel corso della trasferta.

Serve una delibera per rimborsare le spese all'amministratore?

Per il rimborso analitico di spese documentate non è strettamente necessaria una delibera specifica, ma è buona prassi avere un regolamento aziendale che definisca le regole generali (quali spese sono rimborsabili, come si presenta la nota spese). Per il rimborso forfettario (diaria) è invece opportuno che l’importo sia definito per iscritto, anche per evitare contestazioni sulla natura del pagamento.

Se l'amministratore usa l'auto propria per la trasferta, è rimborsabile?

Sì. L’amministratore che usa l’auto propria (non aziendale) per trasferte di lavoro può essere rimborsato con le tariffe ACI per il tipo di veicolo e la percorrenza effettiva. Il rimborso chilometrico entro le tariffe ACI non è tassato in capo all’amministratore e, entro i limiti di legge, è deducibile per la SRL.

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.