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In sintesi
- Detrazione 19%: le spese per la procreazione medicalmente assistita rientrano tra le spese sanitarie e danno diritto alla detrazione IRPEF del 19%.
- Franchigia: la detrazione si calcola sulla parte di spesa che supera 129,11 euro (la soglia minima che resta a carico del contribuente).
- Strutture in Italia e all’estero: le spese sostenute presso strutture pubbliche o private, anche estere, possono essere detraibili se la spesa è documentata.
- Pagamento tracciabile: per le strutture private non accreditate SSN il pagamento deve essere tracciabile (bonifico, carta); per medicinali e dispositivi medici non è richiesto.
- Farmaci e ormoni: i medicinali acquistati per la stimolazione ovarica e la terapia ormonale collegata alla PMA sono spese sanitarie detraibili con scontrino parlante.
- Rigo E1 del 730: tutte le spese vanno nel rigo E1, colonna 2, del Quadro E.
Come funziona la detrazione per le spese di procreazione medicalmente assistita
Le spese per la procreazione medicalmente assistita — che si tratti di inseminazione intrauterina, fecondazione in vitro (FIVET), ICSI o altre tecniche — rientrano a pieno titolo tra le spese sanitarie. Come tali, danno diritto alla detrazione IRPEF del 19% nella dichiarazione dei redditi. Sono incluse anche le spese per i farmaci necessari ai trattamenti, come quelli per la stimolazione ovarica o per la preparazione all’impianto.
La regola base è la stessa di qualsiasi altra spesa sanitaria: la detrazione del 19% si applica sulla parte di spesa che supera la franchigia di 129,11 euro. La franchigia non si paga per ogni voce separata, ma sul totale di tutte le spese sanitarie dell’anno: visite, farmaci, esami, trattamenti PMA vengono sommati, e la franchigia si sottrae una volta sola.
Un aspetto rilevante riguarda le strutture estere. Le istruzioni ufficiali AdE prevedono che le spese sanitarie sostenute all’estero possano essere detratte al pari di quelle sostenute in Italia, a condizione che siano adeguatamente documentate. Per le spese in valuta estera si usa il cambio del giorno in cui è avvenuto il pagamento oppure una media annua. È consigliabile conservare documentazione accurata: fatture, ricevute e, se necessario, traduzioni dei documenti.
Sul pagamento: per le prestazioni di strutture private non accreditate al Servizio sanitario nazionale è obbligatorio il pagamento tracciabile (bonifico, carta di debito, carta di credito, prepagata). Per i medicinali — inclusi quelli usati nella terapia ormonale — non è richiesta la tracciabilità del pagamento, ma serve lo scontrino parlante con natura del prodotto, codice alfanumerico e codice fiscale del paziente.
| Tipo di spesa | Detraibile? | Nota |
|---|---|---|
| Visite specialistiche (ginecologica, andrologica, ecc.) | Sì | Rigo E1 col. 2, pagamento tracciabile se privata non SSN |
| Esami diagnostici (ecografie, analisi ormonali, spermiogramma) | Sì | Rigo E1 col. 2 |
| Farmaci per stimolazione ovarica e terapia ormonale | Sì | Scontrino parlante obbligatorio |
| Tariffe della struttura per il trattamento PMA | Sì | Rigo E1 col. 2, pagamento tracciabile se privata non SSN |
| Spese per crioconservazione di ovociti o embrioni | Sì (se collegata al trattamento medico) | Rigo E1 col. 2 |
| Spese di vitto, alloggio o viaggio verso la clinica | No | Non sono spese sanitarie |
Esempio pratico
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Caio e sua moglie hanno affrontato un ciclo di FIVET nel 2025 presso una clinica privata non accreditata SSN, spendendo 4.500 euro per la procedura e 800 euro in farmaci (scontrini parlanti). Il totale delle spese sanitarie dell’anno, incluse altre visite, è di 5.600 euro. La franchigia di 129,11 euro si applica sul totale: 5.600 – 129,11 = 5.470,89 euro. Detrazione del 19%: circa 1.039 euro di risparmio IRPEF. Se le spese sono intestate alla moglie, lei le indica nel rigo E1 (o l’importo effettivamente sostenuto da ciascuno viene ripartito tra i coniugi).
Documenti necessari
- Fattura o ricevuta fiscale della struttura medica che ha eseguito il trattamento PMA, con indicazione della prestazione
- Ricevuta di pagamento tracciabile per prestazioni di strutture private non accreditate SSN (estratto conto, ricevuta bonifico, ricevuta carta)
- Scontrini parlanti per i farmaci (con natura prodotto, codice alfanumerico e codice fiscale del paziente)
- In caso di strutture estere: documentazione equivalente tradotta, con indicazione della natura sanitaria della prestazione
- Prescrizioni mediche per i farmaci e per eventuali esami diagnostici
Ciclo PMA in clinica privata italiana, spese ripartite tra i coniugi
Scenario. Tizio e sua moglie hanno sostenuto nel 2025 spese per un ciclo di PMA in una clinica privata non accreditata SSN. Il totale è 5.000 euro, di cui 2.500 pagati da Tizio e 2.500 dalla moglie, entrambi con bonifico bancario. Ognuno dei due ha anche sostenuto 200 euro di altre spese sanitarie.
Come si applica. Ciascuno dei coniugi indica nel proprio rigo E1 le spese effettivamente sostenute: 2.500 + 200 = 2.700 euro. La franchigia di 129,11 euro si applica a ciascuno separatamente nella propria dichiarazione: 2.700 – 129,11 = 2.570,89 euro. Detrazione del 19% ciascuno: circa 488 euro. I pagamenti con bonifico soddisfano il requisito di tracciabilità.
In pratica
- Ogni coniuge indica nel proprio rigo E1 le spese realmente pagate da lui/lei.
- Conservare la documentazione che attesta la ripartizione della spesa.
Spese PMA sostenute in una struttura estera
Scenario. Sempronia ha scelto di effettuare un trattamento PMA in una clinica spagnola. Ha speso 6.000 euro, pagati con carta di credito. La clinica ha rilasciato fattura con descrizione delle prestazioni in spagnolo.
Come si applica. Le spese sanitarie all’estero sono detraibili come quelle in Italia. Occorre conservare la fattura originale (anche in lingua straniera) e la documentazione del pagamento. Conviene annotare il cambio euro/valuta del giorno del pagamento o usare il cambio medio annuo. L’importo in euro va indicato nel rigo E1, colonna 2. La franchigia di 129,11 euro si applica sul totale delle spese sanitarie dell’anno.
In pratica
- Conservare la fattura estera e la prova del pagamento tracciabile.
- Convertire l’importo in euro al cambio del giorno del pagamento o al cambio medio annuo.
Quando rivolgersi a un professionista
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Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Le spese PMA sostenute dal partner che non è la paziente sono detraibili?
Sì, se le spese sono state effettivamente sostenute da quel soggetto e sono documentate a suo nome. La spesa deve essere rimasta a carico di chi la detrae.
I farmaci per la stimolazione ovarica sono detraibili?
Sì. I medicinali acquistati per la terapia ormonale collegata alla PMA rientrano tra le spese sanitarie detraibili. Non è richiesto il pagamento tracciabile, ma serve lo scontrino parlante (con natura prodotto, codice alfanumerico e codice fiscale del paziente).
Quanto vale la franchigia?
La franchigia è di 129,11 euro. La detrazione del 19% si calcola solo sulla parte di spesa che supera questa soglia, considerando il totale di tutte le spese sanitarie dell’anno indicate nei righi E1 ed E2.
Posso detrarre le spese PMA sostenute all'estero?
Sì, le spese sanitarie estere sono detraibili come quelle italiane, a condizione che siano documentate. In caso di spese in valuta estera, l’importo va convertito in euro al cambio del giorno del pagamento o al cambio medio annuo.
Le spese di viaggio e soggiorno per raggiungere la clinica PMA sono detraibili?
No. Le spese di trasporto, alloggio e vitto non rientrano tra le spese sanitarie, anche se il viaggio è motivato dalla necessità di effettuare il trattamento.
Dove si indicano nel 730?
Le spese per la PMA vanno inserite nel rigo E1, colonna 2 del Quadro E, insieme alle altre spese sanitarie dell’anno.
Domande frequenti