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In sintesi
- Sono reddito di lavoro dipendente: il valore delle azioni o delle stock option assegnate dal datore di lavoro concorre alla formazione del reddito, come qualsiasi altro compenso in natura.
- La tassazione scatta all’esercizio o all’assegnazione: per le stock option il momento rilevante è quando eserciti il diritto (cioè compri le azioni); per le RSU (azioni assegnate gratuitamente) è quando le ricevi effettivamente.
- La base imponibile è la differenza: si tassa il valore normale delle azioni al momento dell’esercizio/assegnazione, meno l’eventuale prezzo pagato dal dipendente.
- Il datore di lavoro fa da sostituto: di norma l’azienda calcola e trattiene le ritenute IRPEF al momento dell’esercizio o dell’assegnazione e riporta tutto nella CU.
- Redditi in natura nella CU: le somme e i valori di questo tipo sono certificate nei punti della Certificazione Unica relativi alle erogazioni in natura (quadro C, sezione VIII del 730).
Cosa sono stock option e RSU e perché si tassano come stipendio
Molte aziende, soprattutto quelle tecnologiche e multinazionali, offrono ai dipendenti azioni della società o il diritto di acquistarle a un prezzo prefissato. Questi strumenti si chiamano stock option (diritto di acquisto) o RSU, acronimo inglese per ‘restricted stock unit’, cioè azioni assegnate gratuitamente ma con vincoli di tempo. In italiano la legge li considera ‘somme e valori in genere percepiti in relazione al rapporto di lavoro dipendente’.
Il principio di base è semplice: se il tuo datore di lavoro ti dà qualcosa di valore, stai ricevendo un compenso. Che sia uno stipendio in euro o delle azioni, per il fisco fa lo stesso. La differenza rispetto allo stipendio è nel ‘quando’: la tassazione non avviene quando ti viene promessa l’azione, ma nel momento in cui la ricevi davvero o nel momento in cui eserciti il diritto di acquisto.
Nella dichiarazione dei redditi questi importi finiscono nel quadro C, perché sono considerati redditi di lavoro dipendente o assimilati. Di solito l’azienda calcola già le ritenute in busta paga e riporta tutto nella Certificazione Unica: il tuo compito principale è verificare che i dati siano corretti e riportarli nel 730.
| Strumento | Quando scatta la tassazione | Base imponibile (valore tassato) |
|---|---|---|
| Stock option | Al momento dell'esercizio del diritto di acquisto | Valore normale delle azioni alla data di esercizio, meno il prezzo di esercizio pagato |
| RSU (azioni assegnate gratuitamente) | Al momento dell'assegnazione effettiva (vesting) | Valore normale delle azioni alla data di assegnazione |
| Azioni cedute a prezzo ridotto | Al momento della cessione o assegnazione agevolata | Differenza tra valore normale e prezzo pagato dal dipendente |
| Provento da successiva vendita delle azioni | Al momento della vendita | Eventuale plusvalenza: reddito diverso (quadro RT, non quadro C) |
Esempio pratico
-
Tizio lavora in una societa tecnologica e nel 2025 riceve 100 RSU che maturano (fanno il cosiddetto ‘vesting’). Al giorno del vesting le azioni valgono 50 euro ciascuna. Il valore complessivo tassabile e 100 x 50 = 5.000 euro. L’azienda aggiunge questi 5.000 euro alla busta paga di Tizio, calcola le ritenute IRPEF sul totale e rilascia una CU che include gia l’importo. Nel 730, Tizio riporta semplicemente il reddito indicato al punto 1 della CU nel rigo C1. Se in seguito vende le azioni a 60 euro ciascuna, la plusvalenza di 10 euro per azione (1.000 euro totali) e un reddito diverso da indicare nel quadro RT, non nel quadro C.
Documenti necessari
- Certificazione Unica 2026 rilasciata dal datore di lavoro (contiene gia i valori tassati delle azioni)
- Piano di stock option o RSU fornito dall’azienda (per verificare date di vesting e prezzi di esercizio)
- Estratto conto del broker o della piattaforma azionaria, con il valore delle azioni alla data di esercizio/vesting
- Eventuale documentazione per la tassazione della plusvalenza (quadro RT), se hai gia venduto le azioni
- Buste paga dei mesi in cui e avvenuto l’esercizio o il vesting, per riscontro
Caso 1 — Dipendente con stock option esercitate nel 2025
Scenario. Caio ha stock option su azioni della sua azienda con prezzo di esercizio (strike price) di 10 euro per azione. Nel giugno 2025 esercita il diritto su 200 azioni, quando il valore di mercato e 35 euro per azione.
Come si applica. La base imponibile e (35 – 10) x 200 = 5.000 euro. L’azienda aggiunge 5.000 euro al cedolino di Caio di giugno, trattiene l’IRPEF e riporta tutto nella CU. Nel 730, Caio riporta il reddito totale della CU nel rigo C1, senza dover fare calcoli aggiuntivi. L’importo delle azioni e gia incluso nel totale certificato dall’azienda.
In pratica
- Il prezzo di esercizio (strike price) abbassa la base imponibile: si tassa solo il guadagno effettivo.
- L’azienda calcola e versa le ritenute: trovi tutto nella CU, non devi ricalcolare nulla.
- Se vendi le azioni in seguito a un prezzo piu alto, la plusvalenza va nel quadro RT, non nel quadro C.
Caso 2 — Lavoratrice con RSU assegnate gratuitamente
Scenario. Sempronia lavora per una multinazionale che assegna ogni anno RSU ai dipendenti chiave. Nel 2025 maturano 50 RSU. Alla data di vesting il titolo quota 80 euro per azione.
Come si applica. Il valore tassabile e 50 x 80 = 4.000 euro, interamente imponibile perche non c’e nessun prezzo da pagare. L’azienda include 4.000 euro nel reddito di Sempronia, applica le ritenute e rilascia la CU con il totale. Sempronia compila il rigo C1 del 730 con l’importo della CU. Non deve fare nient’altro per il 2025, a meno che non abbia anche venduto alcune azioni: in quel caso la plusvalenza va nel quadro RT.
In pratica
- Per le RSU non c’e prezzo di esercizio: si tassa l’intero valore delle azioni al momento del vesting.
- Anche se non vendi subito le azioni, la tassazione come reddito di lavoro scatta gia al vesting.
- Tieni il documento del broker con il valore al giorno del vesting: serve se in futuro vendi le azioni.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Le stock option si dichiarano sempre nel quadro C?
Si, nella parte in cui si tassa il cosiddetto ‘beneficio in natura’, ovvero il vantaggio economico ricevuto dal datore di lavoro. Questo importo va nel quadro C come reddito di lavoro dipendente. L’eventuale plusvalenza derivante dalla successiva vendita delle azioni e invece un reddito diverso e va nel quadro RT.
Se non ho ancora venduto le azioni, devo lo stesso dichiararle nel 730 dell'anno in cui le ho ricevute?
Si. La tassazione come reddito di lavoro scatta al momento del vesting (per le RSU) o dell’esercizio (per le stock option), indipendentemente da quando venderai le azioni. Il fatto di tenerle in portafoglio non sposta il momento impositivo.
Chi calcola l'imposta sulle stock option?
Di norma il datore di lavoro (che per legge e sostituto d’imposta) calcola la base imponibile, applica le ritenute IRPEF e riporta tutto nella Certificazione Unica. Il dipendente riporta semplicemente il dato della CU nel rigo C1 del 730.
Cosa succede se lavoro per un'azienda estera che non fa da sostituto d'imposta italiano?
Se il datore non e tenuto a fare le ritenute in Italia, devi dichiarare tu stesso il reddito. Dovrai includere il valore delle azioni/stock option nel quadro C e calcolare le imposte. In questo caso e consigliabile rivolgersi a un CAF o a un consulente fiscale.
La plusvalenza sulla vendita delle azioni si aggiunge al reddito di lavoro?
No. La plusvalenza (cioe il guadagno realizzato vendendo le azioni a un prezzo superiore al valore tassato al momento del vesting o dell’esercizio) e un reddito diverso soggetto a un’imposta sostitutiva del 26%, che si dichiara nel quadro RT del modello 730 o Redditi PF, non nel quadro C.
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