Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- Dove si dichiara: rigo D5 del Quadro D (codice 2 per lavoro autonomo occasionale), al lordo delle spese
- Ritenuta d’acconto: il committente deve applicare una ritenuta d’acconto; indicane l’importo nella colonna 4 del rigo D5
- Spese deducibili: puoi sottrarre le spese strettamente inerenti alla produzione del reddito (colonna 3 del rigo D5)
- Soglia INPS: se i compensi netti da lavoro autonomo occasionale superano i 5.000 euro annui scatta l’iscrizione alla Gestione Separata INPS
- Causale CU: nella Certificazione Unica, i compensi occasionali sono contrassegnati dalla lettera M, M2 o O a seconda dei casi
- Detrazioni: per questi redditi spettano detrazioni teoriche dall’imposta lorda, calcolate dal CAF o dal sostituto in base alla situazione reddituale complessiva
Cos'è il lavoro autonomo occasionale e come si tassa
Il lavoro autonomo occasionale è una prestazione intellettuale o tecnica svolta senza continuità e senza partita IVA: una consulenza ogni tanto, una traduzione, un corso tenuto una volta l’anno. Non è un’attività abituale e non richiede iscrizione alla cassa professionale o apertura di partita IVA. Tuttavia, i compensi percepiti sono redditi a tutti gli effetti e vanno dichiarati.
Se hai ricevuto compensi occasionali da un’azienda o da un privato che agisce in qualità di sostituto d’imposta, troverai i dati nella Certificazione Unica 2026 rilasciata da chi ti ha pagato. La causale sarà la lettera M (attività autonoma occasionale in generale), M2 (se sussiste l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata ENPAPI, per alcune professioni sanitarie) oppure O (se il Circo. INPS n. 104/2001 ha chiarito che non sussiste l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata). Nel 730 questi redditi vanno nel rigo D5, colonna 1 con codice 2.
Il compenso che indichi nel modulo è quello lordo. Se hai sostenuto spese strettamente legate a quella prestazione (per esempio, il materiale acquistato, il viaggio necessario) le puoi dedurre indicandole nella colonna 3. La differenza tra compenso lordo e spese è il reddito netto che concorre all’IRPEF.
Attenzione alla soglia INPS: se i tuoi compensi netti da lavoro autonomo occasionale superano i 5.000 euro nell’anno solare, la parte eccedente quel limite è soggetta a contribuzione alla Gestione Separata INPS. L’obbligo scatta in capo a te, non al committente, e devi gestirlo autonomamente. Sotto i 5.000 euro netti non c’è alcun contributo previdenziale.
| Colonna | Cosa indicare |
|---|---|
| Colonna 1 (tipo di reddito) | Codice 2 per lavoro autonomo non esercitato abitualmente (causale M, M2 o O nella CU) |
| Colonna 2 (redditi) | Compenso lordo percepito nel 2025 |
| Colonna 3 (spese) | Spese strettamente inerenti la produzione del reddito (non possono superare il compenso) |
| Colonna 4 (ritenute) | Ritenuta d'acconto subita (indicata nella Certificazione Unica) |
| Soglia INPS | Compensi netti oltre 5.000 euro: parte eccedente soggetta a Gestione Separata INPS |
Esempio pratico
-
Tizio nel 2025 tiene tre workshop di fotografia per conto di un’associazione culturale. Riceve compensi lordi per 4.200 euro; l’associazione gli trattiene una ritenuta d’acconto. Ha sostenuto 300 euro di spese documentate per il materiale fotografico usato. Nel rigo D5 indica: colonna 1 = codice 2, colonna 2 = 4.200 (lordo), colonna 3 = 300 (spese), colonna 4 = ritenuta indicata nella CU. Il reddito netto è 3.900 euro, che resta sotto la soglia di 5.000 euro: nessun contributo INPS dovuto. Se invece i compensi lordi fossero stati 6.000 euro con spese di 500 euro, il netto sarebbe 5.500 euro: i 500 euro eccedenti il limite di 5.000 euro sarebbero soggetti alla Gestione Separata INPS.
Documenti necessari
- Certificazione Unica 2026 rilasciata dal committente (causale M, M2 o O nel punto 1 – Lavoro autonomo)
- Fatture o ricevute dei compensi percepiti (se il committente non è sostituto d’imposta)
- Documentazione delle spese sostenute strettamente inerenti la prestazione
- Prospetto riepilogativo delle operazioni eseguite (da conservare ed esibire su richiesta dell’AdE)
Consulente occasionale con compensi sotto soglia INPS
Scenario. Caio è un programmatore dipendente che nel 2025 svolge una consulenza per un’azienda esterna, concordando un compenso di 3.000 euro lordi. L’azienda, in qualità di sostituto d’imposta, applica la ritenuta d’acconto e rilascia la Certificazione Unica con causale M.
Come si applica. Caio trova nella CU 2026 il compenso lordo (3.000 euro) e la ritenuta d’acconto. Compila il rigo D5: colonna 1 con codice 2, colonna 2 con 3.000, colonna 4 con l’importo della ritenuta dalla CU. Se non ha spese da dedurre, lascia la colonna 3 vuota. Poiché il compenso netto è inferiore a 5.000 euro, non scatta nessun obbligo contributivo verso la Gestione Separata INPS.
In pratica
- La ritenuta d’acconto già trattenuta dall’azienda viene scomputata dall’IRPEF dovuta: se hai diritto a un rimborso, lo riceverai direttamente in busta paga o tramite il CAF
- Non confondere la ritenuta d’acconto (che si recupera in dichiarazione) con la ritenuta a titolo d’imposta (che invece chiude definitivamente il conto con il Fisco)
Professionista occasionale sopra soglia INPS
Scenario. Sempronia, insegnante di ruolo, nel 2025 tiene corsi privati di lingue per varie aziende. I compensi lordi complessivi ammontano a 7.000 euro; le spese documentate sostenute per i materiali didattici sono 400 euro.
Come si applica. Sempronia compila il rigo D5: codice 2 in colonna 1, 7.000 in colonna 2, 400 in colonna 3, la ritenuta indicata nelle CU in colonna 4. Il reddito netto è 6.600 euro. Poiché supera i 5.000 euro, i 1.600 euro eccedenti (6.600 – 5.000) sono soggetti alla Gestione Separata INPS: Sempronia deve versare i relativi contributi autonomamente, calcolati sulla quota eccedente il limite. L’obbligo INPS non riguarda la dichiarazione dei redditi ma la comunicazione e il versamento separati verso l’INPS.
In pratica
- La soglia di 5.000 euro si calcola sul totale dei compensi netti (al netto delle spese) da lavoro autonomo occasionale percepiti durante l’intero anno solare, sommando tutti i committenti
- Se hai più committenti, somma tutti i compensi netti: se il totale supera 5.000 euro, devi iscriverti alla Gestione Separata INPS e versare i contributi sulla parte eccedente
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Fino a che importo non devo preoccuparmi dei contributi INPS?
Fino a 5.000 euro netti complessivi di compensi da lavoro autonomo occasionale nell’anno solare non c’è obbligo contributivo verso la Gestione Separata INPS. Superata quella soglia, la parte eccedente è soggetta a contributi.
Se il mio committente non applica la ritenuta d'acconto, cosa faccio?
Se il committente non è un sostituto d’imposta (per esempio un privato cittadino), non applica ritenute. In questo caso compili il rigo D5 indicando il compenso lordo e lasci la colonna 4 vuota. Pagherai l’IRPEF direttamente in sede di dichiarazione.
Quali spese posso dedurre dai compensi occasionali?
Solo le spese strettamente inerenti alla produzione del reddito per quella specifica prestazione. Per esempio: i materiali acquistati appositamente, il viaggio sostenuto per recarsi dal committente. Non puoi dedurre spese generali o non documentate. Le spese non possono superare l’importo del compenso.
Come distinguo il lavoro autonomo occasionale da quello abituale?
La distinzione dipende dalla continuità e dall’organizzazione: se svolgi l’attività in modo regolare e con una struttura (anche minima), sei un professionista e devi aprire partita IVA. Se si tratta di prestazioni sporadiche e non organizzate, sei nel regime del lavoro autonomo occasionale. In caso di dubbi, consulta un commercialista.
Posso usare il Modello 730 anche se ho avuto redditi da lavoro autonomo occasionale?
Sì. I compensi da lavoro autonomo occasionale rientrano nei redditi che si possono dichiarare con il Modello 730, nel rigo D5. Non è necessario presentare il Modello Redditi PF, salvo casi particolari (per esempio, se hai anche redditi d’impresa o partecipazioni societarie che richiedono il Fascicolo 3).
Domande frequenti
Fino a che importo non devo preoccuparmi dei contributi INPS?
Fino a 5.000 euro netti complessivi di compensi da lavoro autonomo occasionale nell'anno solare non c'è obbligo contributivo verso la Gestione Separata INPS. Superata quella soglia, la parte eccedente è soggetta a contributi.
Se il mio committente non applica la ritenuta d'acconto, cosa faccio?
Se il committente non è un sostituto d'imposta (per esempio un privato cittadino), non applica ritenute. In questo caso compili il rigo D5 indicando il compenso lordo e lasci la colonna 4 vuota. Pagherai l'IRPEF direttamente in sede di dichiarazione.
Quali spese posso dedurre dai compensi occasionali?
Solo le spese strettamente inerenti alla produzione del reddito per quella specifica prestazione. Per esempio: i materiali acquistati appositamente, il viaggio sostenuto per recarsi dal committente. Non puoi dedurre spese generali o non documentate. Le spese non possono superare l'importo del compenso.
Come distinguo il lavoro autonomo occasionale da quello abituale?
La distinzione dipende dalla continuità e dall'organizzazione: se svolgi l'attività in modo regolare e con una struttura (anche minima), sei un professionista e devi aprire partita IVA. Se si tratta di prestazioni sporadiche e non organizzate, sei nel regime del lavoro autonomo occasionale. In caso di dubbi, consulta un commercialista.
Posso usare il Modello 730 anche se ho avuto redditi da lavoro autonomo occasionale?
Sì. I compensi da lavoro autonomo occasionale rientrano nei redditi che si possono dichiarare con il Modello 730, nel rigo D5. Non è necessario presentare il Modello Redditi PF, salvo casi particolari (per esempio, se hai anche redditi d'impresa o partecipazioni societarie che richiedono il Fascicolo 3).
Vedi anche