Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- Chi ne ha diritto: i contribuenti colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 in Abruzzo ai quali il comune ha riconosciuto un contributo per la riparazione o la ricostruzione dell’immobile.
- Per l’abitazione principale: il credito si usa in 20 rate annuali di pari importo.
- Per altri immobili: il credito si usa in 5 o 10 rate annuali a scelta del contribuente, con un limite complessivo di 80.000 euro.
- Come funziona: in ciascun anno si usa la quota di rata spettante, fino a concorrenza dell’IRPEF netta. La parte non assorbita si riporta all’anno successivo.
- Dove si indica nel 730: rigo G5 per l’abitazione principale, rigo G6 per gli altri immobili, Sezione IV del Quadro G.
- Attenzione: se il contributo riguarda sia l’abitazione principale sia le parti comuni del condominio, si compilano due righi distinti.
A chi spetta il credito d'imposta per la ricostruzione post-sisma
Il terremoto che ha colpito l’Abruzzo il 6 aprile 2009 ha distrutto o danneggiato migliaia di abitazioni. Per aiutare le persone a ricostruire, lo Stato ha riconosciuto contributi in forma di credito d’imposta: in pratica, le spese sostenute per riparare o ricostruire l’immobile (oppure per acquistare una nuova abitazione equivalente a quella distrutta) vengono coperte dallo Stato attraverso uno sconto sull’IRPEF, distribuito su più anni.
Per ottenerlo era necessario presentare apposita domanda al comune dove si trova l’immobile. Non si tratta quindi di un credito che si può richiedere oggi per la prima volta: chi lo indica nel 730/2026 sta usando una rata di un contributo già riconosciuto in anni passati. Il meccanismo di rateizzazione fa sì che il beneficio si spalmi nel tempo, anno dopo anno.
Le regole cambiano a seconda che si tratti dell’abitazione principale o di un altro immobile (per esempio una seconda casa o un immobile usato per attività professionali). Per la casa in cui si vive abitualmente la rateizzazione è in 20 anni; per gli altri immobili si sceglie tra 5 e 10 anni, con un tetto complessivo di 80.000 euro.
| Tipo di immobile | Numero di rate | Limite |
|---|---|---|
| Abitazione principale (rigo G5) | 20 rate annuali di pari importo | Nessun limite specifico di importo totale |
| Altri immobili (rigo G6) | 5 o 10 rate annuali (a scelta) | 80.000 euro complessivi |
| Quota annuale non assorbita | Si riporta all'anno successivo | Non può superare l'imposta netta dell'anno |
Esempio pratico
-
Tizio aveva ricevuto un contributo di 60.000 euro per la ricostruzione della propria abitazione principale distrutta dal sisma. Il credito si ripartisce in 20 rate uguali da 3.000 euro ciascuna. Nel 730/2026 Tizio usa la rata spettante per il 2025 (la diciassettesima, se il contributo era stato riconosciuto nell’anno 2009 e le rate partono dall’anno di sostenimento della spesa): indica nel rigo G5 il numero della rata (colonna 2) e l’importo totale del credito riconosciuto (colonna 3). Chi presta l’assistenza fiscale calcola la quota di 3.000 euro da detrarre dall’IRPEF netta.
Documenti necessari
- Provvedimento del comune che attesta il riconoscimento del contributo e il suo importo totale
- 730-3 degli anni precedenti che mostra il credito residuo non ancora utilizzato (rigo 133 del Mod. 730-3/2025)
- Eventuale codice fiscale del condominio se il contributo riguarda le parti comuni
- Documentazione delle spese sostenute per la riparazione, la ricostruzione o l’acquisto
Caso 1: abitazione principale, uso di una rata intermedia
Scenario. Caio, residente a L’Aquila, aveva subito danni all’abitazione principale nel sisma del 2009. Il comune gli ha riconosciuto un contributo di 40.000 euro per le spese di riparazione. Il credito è suddiviso in 20 rate da 2.000 euro ciascuna.
Come si applica. Nel 730/2026 Caio compila il rigo G5. Nella colonna 2 indica il numero della rata relativa al 2025. Nella colonna 3 riporta il totale del credito riconosciuto (40.000 euro). Nella colonna 4 riporta il residuo dell’anno precedente indicato nel rigo 133 del 730-3/2025. Chi presta l’assistenza fiscale riconosce la quota annuale di 2.000 euro e la scala dall’IRPEF netta. Se l’IRPEF non è sufficiente, la parte eccedente si riporta nel rigo 133 del 730-3 per l’anno successivo.
In pratica
- Recupera il 730-3 dell’anno scorso: il residuo è nel rigo 133.
- Indica sempre il numero di rata corretto: è fondamentale per il calcolo.
- Se il contributo riguarda anche le parti comuni del condominio, serve un rigo separato.
Caso 2: immobile diverso dall'abitazione principale, rateizzazione in 10 anni
Scenario. Sempronio aveva un appartamento a uso investimento ad Onna (AQ), distrutto dal sisma. Il comune gli ha riconosciuto un contributo di 30.000 euro (nei limiti degli 80.000 euro previsti). Ha scelto di ripartirlo in 10 rate da 3.000 euro ciascuna.
Come si applica. Sempronio compila il rigo G6. Nella colonna 1 non barra nulla (l’immobile non è usato per impresa o professione). Nella colonna 3 indica il numero della rata. Nella colonna 4 indica 10 (la rateazione scelta). Nella colonna 5 indica il totale del credito riconosciuto (30.000 euro). Chi presta l’assistenza fiscale riconosce la quota di 3.000 euro, nei limiti dell’imposta netta dell’anno.
In pratica
- Per gli immobili diversi dalla prima casa il limite complessivo è 80.000 euro.
- La scelta tra 5 e 10 rate andava fatta all’inizio: non si può cambiare.
- La quota annuale non può superare l’imposta netta: l’eccedenza si perde per quell’anno.
Quando rivolgersi a un professionista
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Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Chi può usare questo credito d'imposta nel 730/2026?
Solo i contribuenti colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 in Abruzzo ai quali il comune ha già riconosciuto formalmente un contributo per la riparazione, la ricostruzione dell’immobile danneggiato o distrutto, oppure per l’acquisto di una nuova abitazione equivalente a quella distrutta.
Come si calcola la rata annuale per l'abitazione principale?
Il contributo totale riconosciuto si divide in 20 parti uguali. Ogni anno si usa una di queste rate, fino a concorrenza dell’IRPEF netta. Se l’IRPEF non basta ad assorbire l’intera rata, la parte residua si riporta all’anno successivo.
C'è un limite di importo per gli altri immobili?
Sì. Per gli immobili diversi dall’abitazione principale il credito complessivo riconosciuto non può superare 80.000 euro. La rateizzazione può essere scelta tra 5 e 10 anni.
Dove trovo il residuo da riportare nel 730/2026?
Il residuo dell’anno precedente è indicato nel rigo 133 del modello 730-3/2025 (il prospetto di liquidazione consegnato da chi ha prestato assistenza l’anno scorso) oppure nel rigo RN47, colonna 21, del Mod. REDDITI PF 2025.
Il credito si riceve in contanti se non ho IRPEF sufficiente?
No. Il credito riduce l’IRPEF netta e non genera rimborso. Se la quota annuale supera l’IRPEF netta, la parte eccedente viene riportata nella dichiarazione dell’anno successivo.
Devo compilare due righi se il contributo riguarda sia la mia abitazione sia le parti comuni del condominio?
Sì. In questo caso si compilano due righi distinti: uno per l’abitazione principale (G5) e uno per le parti comuni, usando un quadro G aggiuntivo. Il codice fiscale del condominio va indicato nella colonna apposita del rigo relativo alle parti comuni.
Domande frequenti
Chi può usare questo credito d'imposta nel 730/2026?
Solo i contribuenti colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 in Abruzzo ai quali il comune ha già riconosciuto formalmente un contributo per la riparazione, la ricostruzione dell'immobile danneggiato o distrutto, oppure per l'acquisto di una nuova abitazione equivalente a quella distrutta.
Come si calcola la rata annuale per l'abitazione principale?
Il contributo totale riconosciuto si divide in 20 parti uguali. Ogni anno si usa una di queste rate, fino a concorrenza dell'IRPEF netta. Se l'IRPEF non basta ad assorbire l'intera rata, la parte residua si riporta all'anno successivo.
C'è un limite di importo per gli altri immobili?
Sì. Per gli immobili diversi dall'abitazione principale il credito complessivo riconosciuto non può superare 80.000 euro. La rateizzazione può essere scelta tra 5 e 10 anni.
Dove trovo il residuo da riportare nel 730/2026?
Il residuo dell'anno precedente è indicato nel rigo 133 del modello 730-3/2025 (il prospetto di liquidazione consegnato da chi ha prestato assistenza l'anno scorso) oppure nel rigo RN47, colonna 21, del Mod. REDDITI PF 2025.
Il credito si riceve in contanti se non ho IRPEF sufficiente?
No. Il credito riduce l'IRPEF netta e non genera rimborso. Se la quota annuale supera l'IRPEF netta, la parte eccedente viene riportata nella dichiarazione dell'anno successivo.
Devo compilare due righi se il contributo riguarda sia la mia abitazione sia le parti comuni del condominio?
Sì. In questo caso si compilano due righi distinti: uno per l'abitazione principale (G5) e uno per le parti comuni, usando un quadro G aggiuntivo. Il codice fiscale del condominio va indicato nella colonna apposita del rigo relativo alle parti comuni.
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