Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- Tre codici distinti per la cultura nel 730: codice 26 per attività culturali e artistiche in genere, codice 27 per enti dello spettacolo, codice 28 per fondazioni musicali.
- Aliquota del 19% per tutti e tre, ma i massimali sono calcolati sul reddito complessivo: 30% per la Biennale di Venezia (codice 24), 2% del reddito per spettacolo (codice 27) e 2% per fondazioni musicali (codice 28, elevato al 30% in casi particolari).
- Art-bonus escluso: le detrazioni con i codici 26, 27 e 28 spettano solo per le liberalità che non rientrano nel credito d’imposta ‘art-bonus’ (da indicare nel rigo G9).
- Pagamento tracciabile obbligatorio per tutte le tipologie.
- Erogazioni in denaro e in natura: per il codice 26 è ammessa anche la cessione gratuita di beni al valore normale.
- La detrazione si riduce per redditi sopra 120.000 euro e si azzera a 240.000 euro.
Le donazioni alla cultura: codici, percentuali e limiti da sapere
Donare a enti culturali, fondazioni musicali o enti dello spettacolo dà diritto a una detrazione del 19% nel 730/2026, ma le regole cambiano a seconda del destinatario. Il punto chiave è che per le erogazioni allo spettacolo e alle fondazioni musicali il limite non è un tetto fisso in euro, ma una percentuale del proprio reddito complessivo.
Il codice 26 riguarda le erogazioni liberali per attività culturali e artistiche in senso ampio: si tratta di donazioni a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali, di fondazioni e associazioni riconosciute senza scopo di lucro che svolgono o promuovono attività di rilevante valore culturale o artistico, oppure organizzano mostre, ricerche e restauri di beni di interesse artistico, storico, archeologico o etnografico. Le iniziative devono essere autorizzate dal Ministero della cultura. Il codice 27 copre invece le donazioni agli enti dello spettacolo — istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni senza scopo di lucro che svolgono esclusivamente attività nello spettacolo per realizzare nuove strutture o produrre spettacoli — ma con il vincolo che la detrazione è calcolata su un importo non superiore al 2% del reddito complessivo.
Il codice 28 è riservato alle fondazioni operanti nel settore musicale (gli ex enti lirici trasformati in fondazioni di diritto privato): il limite ordinario è il 2% del reddito, ma sale al 30% per le somme versate al patrimonio della fondazione nella fase di trasformazione, o come contributo alla gestione nell’anno del decreto di approvazione della delibera. La Biennale di Venezia ha invece un codice proprio (24) con limite al 30% del reddito.
| Codice | Destinatario | Aliquota | Limite massimo |
|---|---|---|---|
| 24 | Società di cultura La Biennale di Venezia | 19% | 30% del reddito complessivo |
| 26 | Attività culturali e artistiche (Stato, enti locali, fondazioni riconosciute) | 19% | Nessun limite fisso (intero importo) |
| 27 | Enti dello spettacolo (fondazioni, associazioni senza scopo di lucro) | 19% | 2% del reddito complessivo |
| 28 | Fondazioni musicali (ex enti lirici, D.Lgs. 367/1996) | 19% | 2% del reddito (fino al 30% in casi di trasformazione) |
Esempio pratico
-
Tizio ha un reddito complessivo di 40.000 euro e ha donato 2.000 euro a una fondazione lirica (codice 28) tramite bonifico. Il limite del 2% del reddito corrisponde a 800 euro: la detrazione del 19% sarà calcolata su 800 euro, non sull’intera donazione di 2.000 euro. Il risparmio d’imposta è quindi 152 euro (800 × 19%). Se invece Tizio avesse donato 500 euro, la detrazione sarebbe calcolata sull’intero importo versato, perché inferiore al 2% del reddito (800 euro).
Documenti necessari
- Ricevuta del bonifico bancario o postale con causale dell’erogazione liberale
- Attestazione rilasciata dall’ente beneficiario con importo e finalità della donazione
- Dichiarazione sostitutiva di atto notorietà presentata al Ministero della cultura (per il codice 26, se richiesta)
- Certificazione Unica del datore di lavoro (codici onere 24, 26, 27 o 28, se già indicati)
- Atto scritto di impegno pluriennale (solo per fondazioni musicali con limite elevato al 30%, codice 28)
Donazione a un ente dello spettacolo con limite percentuale
Scenario. Caio ha un reddito complessivo di 30.000 euro e ha versato 1.500 euro a un’associazione senza scopo di lucro che produce teatro, tramite bonifico bancario.
Come si applica. Il codice da usare è il 27. Il limite è il 2% del reddito complessivo, cioè 600 euro (2% di 30.000). La detrazione del 19% sarà calcolata su 600 euro, non su 1.500: il risparmio d’imposta è 114 euro. I restanti 900 euro di donazione non danno diritto ad agevolazione. Caio non perde nulla sul piano legale, ma fiscalmente non recupera niente sulla parte eccedente il 2% del reddito.
In pratica
- Codice 27 nei righi da E8 a E10.
- Limite: 2% di 30.000 euro = 600 euro di base imponibile per la detrazione.
- Detrazione effettiva: 19% di 600 euro = 114 euro di imposta in meno.
Donazione per attività culturali senza limite percentuale
Scenario. Sempronio ha donato 800 euro a una fondazione riconosciuta senza scopo di lucro che organizza mostre di arte contemporanea autorizzate dal Ministero della cultura.
Come si applica. La donazione rientra nel codice 26 (attività culturali e artistiche). Per questo codice non esiste un tetto fisso in euro: la detrazione del 19% si applica all’intero importo versato. Sempronio indica 800 euro con il codice 26 e ottiene 152 euro di detrazione (800 × 19%). Deve però verificare che la fondazione non sia inclusa nell”art-bonus’: in quel caso la donazione va indicata nel rigo G9, non nel codice 26.
In pratica
- Codice 26 nei righi da E8 a E10.
- Nessun limite percentuale sul reddito: detrazione sul totale versato.
- Detrazione: 19% di 800 euro = 152 euro.
- Verificare che la donazione non rientri nell’art-bonus (rigo G9).
Quando rivolgersi a un professionista
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Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Quanto si detrae per una donazione a una fondazione culturale?
Si detrae il 19% dell’importo donato. Per il codice 26 (attività culturali generali) non c’è un tetto fisso; per il codice 27 (spettacolo) il limite è il 2% del reddito complessivo; per il codice 28 (fondazioni musicali) il limite ordinario è il 2% del reddito, elevabile al 30% in casi particolari di trasformazione.
Cos'è l'art-bonus e perché non va confuso con il codice 26?
L’art-bonus è un credito d’imposta del 65% per donazioni a sostegno del patrimonio culturale pubblico: è più conveniente della detrazione del 19% e va indicato nel rigo G9. La norma stabilisce che le due agevolazioni sono alternative: se una donazione rientra nell’art-bonus, non si può indicare anche con il codice 26.
Posso detrarre una donazione in natura a un museo?
Per il codice 26 la norma ammette la cessione gratuita di beni (ad esempio un’opera d’arte), valorizzata al costo specifico o al valore normale. La donazione deve essere fatta in base ad apposita convenzione.
Come funziona il limite del 2% del reddito per lo spettacolo?
Il CAF o il sostituto d’imposta calcola automaticamente il 2% del reddito complessivo (comprensivo di eventuali redditi da cedolare secca): la detrazione del 19% si applica solo sull’importo minore tra quanto hai donato e il 2% del tuo reddito.
Le donazioni alle fondazioni musicali hanno regole particolari?
Sì. Il limite ordinario è il 2% del reddito, ma sale al 30% per i versamenti al patrimonio della fondazione nella fase di trasformazione da ente lirico, o come contributo alla gestione nell’anno del decreto di approvazione. Per il limite elevato serve un impegno scritto a versare per tre anni consecutivi.
La detrazione si riduce se il mio reddito è alto?
Sì. Per redditi complessivi superiori a 120.000 euro le detrazioni dei codici 26, 27 e 28 decrescono progressivamente fino ad azzerarsi a 240.000 euro. Chi supera 75.000 euro è soggetto anche al ‘riordino delle detrazioni’ che fissa un tetto complessivo.
Domande frequenti
Quanto si detrae per una donazione a una fondazione culturale?
Si detrae il 19% dell'importo donato. Per il codice 26 (attività culturali generali) non c'è un tetto fisso; per il codice 27 (spettacolo) il limite è il 2% del reddito complessivo; per il codice 28 (fondazioni musicali) il limite ordinario è il 2% del reddito, elevabile al 30% in casi particolari di trasformazione.
Cos'è l'art-bonus e perché non va confuso con il codice 26?
L'art-bonus è un credito d'imposta del 65% per donazioni a sostegno del patrimonio culturale pubblico: è più conveniente della detrazione del 19% e va indicato nel rigo G9. La norma stabilisce che le due agevolazioni sono alternative: se una donazione rientra nell'art-bonus, non si può indicare anche con il codice 26.
Posso detrarre una donazione in natura a un museo?
Per il codice 26 la norma ammette la cessione gratuita di beni (ad esempio un'opera d'arte), valorizzata al costo specifico o al valore normale. La donazione deve essere fatta in base ad apposita convenzione.
Come funziona il limite del 2% del reddito per lo spettacolo?
Il CAF o il sostituto d'imposta calcola automaticamente il 2% del reddito complessivo (comprensivo di eventuali redditi da cedolare secca): la detrazione del 19% si applica solo sull'importo minore tra quanto hai donato e il 2% del tuo reddito.
Le donazioni alle fondazioni musicali hanno regole particolari?
Sì. Il limite ordinario è il 2% del reddito, ma sale al 30% per i versamenti al patrimonio della fondazione nella fase di trasformazione da ente lirico, o come contributo alla gestione nell'anno del decreto di approvazione. Per il limite elevato serve un impegno scritto a versare per tre anni consecutivi.
La detrazione si riduce se il mio reddito è alto?
Sì. Per redditi complessivi superiori a 120.000 euro le detrazioni dei codici 26, 27 e 28 decrescono progressivamente fino ad azzerarsi a 240.000 euro. Chi supera 75.000 euro è soggetto anche al 'riordino delle detrazioni' che fissa un tetto complessivo.
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