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Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

Il comma 194 della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) estende il meccanismo del bonus Maroni (gia’ previsto dall’art. 1, comma 286, L. 197/2022) anche ai lavoratori dipendenti che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2026, i requisiti minimi previsti dall’art. 24, comma 10, del D.L. 201/2011 (convertito con modificazioni dalla L. 214/2011). L’incremento retributivo concorre al reddito complessivo IRPEF ed e’ rilevante ai fini del TFR.

Approfondimento normativo completo: Comma 194 LB26: bonus Maroni esteso ai lavoratori che maturano i.

Bonus Maroni 2026: la scelta di restare al lavoro e i suoi effetti in busta paga

Il comma 194 della legge di bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) amplia la platea dei destinatari del cosiddetto bonus Maroni, estendendo il meccanismo agevolativo a tutti i lavoratori dipendenti che maturano i requisiti minimi per accedere alla pensione entro il 31 dicembre 2026. La norma richiama espressamente l’articolo 1, comma 286, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, e i requisiti di cui all’articolo 24, comma 10, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge n. 214/2011.

Il meccanismo del bonus Maroni e’ quello dell’esonero dalla quota contributiva a carico del lavoratore (contributi IVS), che il datore di lavoro non trattiene ma riversa direttamente in busta paga come incremento della retribuzione netta. Il lavoratore che opta per restare in servizio, anziche’ andare in pensione, rinuncia alla prestazione previdenziale in cambio di un importo mensile piu’ elevato. La valutazione di convenienza dipende da una serie di variabili individuali che richiedono un’analisi specifica.

E’ fondamentale tenere presente che l’incremento retributivo derivante dal bonus non gode di un regime fiscale agevolato: il comma 194 e le norme del TUIR richiamate (artt. 11 e 51) precisano che l’importo concorre al reddito di lavoro dipendente soggetto a IRPEF ordinaria progressiva. Allo stesso modo, l’incremento e’ rilevante ai fini del calcolo del TFR, salvo che un contratto collettivo non disponga diversamente. La convenienza effettiva va dunque valutata caso per caso con l’ausilio di un professionista.

Cosa valutare prima di scegliere il bonus Maroni

  • Verifica di aver maturato (o di maturare entro il 31 dicembre 2026) i requisiti minimi per la pensione ai sensi dell’art. 24, comma 10, D.L. 201/2011.
  • Stima dell’importo mensile dei contributi IVS a carico del lavoratore che diventerebbero incremento netto in busta paga.
  • Calcolo dell’impatto fiscale IRPEF sull’incremento, che si somma al reddito ordinario e puo’ modificare lo scaglione applicabile.
  • Verifica dell’effetto sull’accantonamento TFR: l’incremento retributivo concorre alla base di calcolo, salvo deroga contrattuale.
  • Confronto tra il vantaggio netto mensile in busta paga e la stima dell’assegno pensionistico a cui si rinuncia nel periodo di proroga.

Caso 1: Tizio, operaio che matura la pensione a luglio 2026

Scenario. Tizio e’ un operaio specializzato del settore metalmeccanico, 60 anni, che matura i requisiti minimi per la pensione nel luglio 2026. La retribuzione mensile lorda e’ di 2.400 euro. Tizio sceglie di non andare in pensione e di proseguire il rapporto di lavoro, accedendo al bonus Maroni previsto dal comma 194 della legge di bilancio 2026.

Come si legge in pratica. A partire dal mese successivo alla maturazione dei requisiti, il datore di lavoro di Tizio cessa di trattenere la quota contributiva IVS a carico del lavoratore e la riconosce come incremento della retribuzione netta in busta paga, in applicazione del meccanismo previsto dal comma 286 della L. 197/2022, richiamato dal comma 194 della legge di bilancio 2026. L’importo dell’incremento mensile dipende dall’aliquota IVS a carico del lavoratore sulla retribuzione di Tizio. Tale incremento si somma al reddito IRPEF di Tizio ed e’ assoggettato a tassazione ordinaria progressiva. Concorre inoltre alla base di calcolo del TFR.

Riepilogo Caso 1

  • Requisiti pensione maturati: luglio 2026 (entro il 31 dicembre 2026).
  • Scelta: proseguimento del rapporto di lavoro con accesso al bonus Maroni.
  • Effetto busta paga: la quota IVS a carico lavoratore non e’ piu’ trattenuta ma erogata come incremento netto.
  • Fiscalita’: l’incremento concorre al reddito IRPEF ordinario di Tizio.
  • TFR: l’incremento entra nella base di calcolo del TFR salvo deroga contrattuale.

Caso 2: Caia, impiegata che matura la pensione a marzo 2026

Scenario. Caia lavora come impiegata in un ente privato e matura i requisiti minimi per la pensione nel marzo 2026. La retribuzione mensile lorda e’ di 1.800 euro. Caia valuta se e’ piu’ vantaggioso andare subito in pensione o restare al lavoro con il bonus Maroni per un ulteriore periodo.

Come si legge in pratica. Il comma 194 della legge di bilancio 2026 consente a Caia di accedere al bonus Maroni fin dal mese successivo alla maturazione dei requisiti, ossia da aprile 2026. Il datore di lavoro, in luogo di trattenere la quota contributiva IVS a carico di Caia, la riconosce come incremento della retribuzione mensile netta. La valutazione di convenienza richiede di stimare: l’importo mensile netto dell’incremento (al netto dell’IRPEF progressiva che si applica su di esso), il valore dell’assegno pensionistico al quale Caia rinuncia per ogni mese di proroga, e il previsibile effetto sul montante contributivo finale che aumentera’ per ogni mese lavorato in piu’.

Riepilogo Caso 2

  • Requisiti pensione maturati: marzo 2026 (entro il 31 dicembre 2026).
  • Decorrenza potenziale bonus: aprile 2026, con scelta volontaria di Caia.
  • Incremento netto: quota IVS lavoratore non trattenuta ma erogata in busta.
  • Tassazione IRPEF: l’incremento si somma al reddito complessivo di Caia.
  • Effetto TFR: incremento compreso nella base di calcolo salvo accordo collettivo.

Caso 3: Sempronio, dirigente che matura la pensione a novembre 2026

Scenario. Sempronio e’ un dirigente d’azienda, retribuzione mensile lorda di 5.000 euro, che matura i requisiti minimi per la pensione nel novembre 2026. Ha un reddito annuo elevato e vuole capire se il bonus Maroni e’, per lui, fiscalmente conveniente, considerato che l’incremento si somma a un reddito gia’ tassato agli scaglioni piu’ alti.

Come si legge in pratica. Sempronio matura i requisiti entro il 31 dicembre 2026 e rientra nel campo di applicazione del comma 194 della legge di bilancio 2026. Tuttavia, trattandosi di un dirigente con reddito elevato, l’incremento retributivo derivante dalla mancata trattenuta IVS si aggiunge a un reddito gia’ posizionato sugli scaglioni IRPEF superiori, riducendo sensibilmente il beneficio netto rispetto a un lavoratore con reddito piu’ contenuto. L’incremento concorre inoltre alla base di calcolo del TFR, con effetti positivi sull’accantonamento di fine rapporto per i mesi aggiuntivi lavorati. La valutazione complessiva di convenienza — confrontando il mancato assegno pensionistico con il netto aggiuntivo in busta paga — richiede un’analisi personalizzata che tenga conto della posizione fiscale e previdenziale specifica di Sempronio.

Riepilogo Caso 3

  • Requisiti pensione maturati: novembre 2026 (entro il 31 dicembre 2026).
  • Decorrenza potenziale bonus: dicembre 2026, per un solo mese nell’anno.
  • Incremento netto: ridotto dall’effetto dello scaglione IRPEF elevato.
  • TFR: l’incremento concorre alla base di calcolo per i mesi aggiuntivi.
  • Consiglio operativo: valutazione personalizzata con consulente previdenziale e fiscale.

Quando conviene una verifica

La scelta di restare al lavoro con il bonus Maroni dipende da variabili personali: un consulente puo’ calcolare la convenienza specifica per la tua situazione. Parla con un consulente del lavoro o previdenziale.

Norme e fonti collegate

Domande frequenti

Chi puo' accedere al bonus Maroni nel 2026?

In base al comma 194 della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025), possono accedere al bonus i lavoratori dipendenti che maturano entro il 31 dicembre 2026 i requisiti minimi previsti dall’articolo 24, comma 10, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Si tratta di un’estensione rispetto alla norma originaria del 2022, che copre ora anche chi raggiunge i requisiti nel corso del 2026.

Come funziona concretamente il bonus Maroni in busta paga?

Il meccanismo, richiamato dal comma 194 e disciplinato dal comma 286 della L. 197/2022, prevede che il datore di lavoro non trattenga la quota contributiva IVS a carico del lavoratore, riversandola direttamente come incremento della retribuzione netta mensile. Il lavoratore percepisce quindi ogni mese una busta paga piu’ alta per un importo pari ai contributi che altrimenti sarebbero stati versati all’INPS a suo carico.

Il bonus Maroni e' esente da IRPEF?

No. Le norme del TUIR richiamate dal comma 194 della legge di bilancio 2026 (in particolare l’art. 11 e l’art. 51) chiariscono che l’incremento retributivo derivante dal bonus concorre al reddito complessivo IRPEF e viene assoggettato alla tassazione progressiva ordinaria. Non e’ previsto alcun regime sostitutivo o flat tax sull’importo del bonus. Il vantaggio fiscale rispetto alla pensione va valutato in base alla situazione individuale.

Il bonus Maroni incide sul calcolo del TFR?

Si’. Il comma 194 della legge di bilancio 2026, attraverso il richiamo all’art. 2120 del Codice Civile, precisa che l’importo del bonus concorre alla base di calcolo del TFR, salvo che il contratto collettivo nazionale applicabile non preveda una diversa disciplina. Per i lavoratori con anzianita’ ancora lunga, l’effetto sull’accantonamento TFR puo’ essere significativo e va considerato nella valutazione complessiva.

Cosa succede se si decide di andare in pensione invece di usare il bonus Maroni?

Il bonus Maroni e’ una facolta’, non un obbligo. Il lavoratore che ha maturato i requisiti minimi puo’ liberamente scegliere di andare in pensione nei tempi ordinari, senza accedere al meccanismo di esonero contributivo. La scelta tra pensione immediata e proseguimento con bonus e’ irreversibile su base mensile e richiede un confronto tra il valore dell’assegno pensionistico a cui si rinuncia e il netto aggiuntivo percepito in busta paga.

Vedi anche: Trattamento integrativo e detrazioni da lavoro dipendente, Assegno ordinario di invalidita e pensione di inabilita INPS, Pensione ai superstiti, Pensione anticipata e Quota 103, Pensione di vecchiaia e L’aumento dello stipendio pubblico oltre la busta paga.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

Domande frequenti

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-29
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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