Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · Ferie e permessi

In sintesi

Le ferie maturano proporzionalmente alle giornate lavorate o comunque retribuite nel corso dell’anno. Il minimo legale è quattro settimane l’anno. I CCNL spesso prevedono un numero superiore. In caso di assunzione o cessazione nel corso dell’anno si applica il rateo proporzionale.

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Tabella riepilogativa

Maturazione ferie – regole principali
Voce Regola
Minimo legale annuo 4 settimane (D.Lgs. 66/2003)
Ferie da CCNL Varia in base al CCNL (spesso 20-26 giorni lavorativi)
Maturazione mensile (min. legale) 4 sett. ÷ 12 mesi = circa 2,66 giorni/mese
Anno parziale Rateo proporzionale ai mesi lavorati
Malattia e maternità obbligatoria Maturano le ferie
Aspettativa non retribuita Di norma non maturano ferie (salvo CCNL diverso)

Il minimo legale e il ruolo del CCNL

La legge (art. 10 D.Lgs. 66/2003, in attuazione della direttiva europea) garantisce a ogni lavoratore dipendente almeno quattro settimane di ferie l’anno. Nella quasi totalità dei settori i CCNL prevedono un numero di giorni superiore, spesso tra 20 e 26 giorni lavorativi, talvolta crescente con l’anzianità di servizio: per conoscere il proprio spettante è quindi necessario consultare il contratto collettivo applicato.

Come si calcola il rateo

Le ferie maturano proporzionalmente al periodo di lavoro. Per il minimo legale di quattro settimane, il rateo mensile è circa 2,66 giorni al mese (quattro settimane diviso dodici mesi). In caso di assunzione o cessazione in corso d’anno, si moltiplicano i giorni annui per i mesi interi lavorati divisi dodici, arrotondando la frazione superiore a 15 giorni a un mese intero (prassi diffusa, salvo CCNL).

Periodi che non interrompono la maturazione

Maturano le ferie anche durante: malattia, infortunio, maternità obbligatoria, congedo parentale indennizzato, ferie stesse, permessi retribuiti. Non maturano invece durante l’aspettativa non retribuita (salvo diversa previsione del CCNL) o i periodi di sospensione senza retribuzione.

Casi pratici

Tizio – assunto a marzo, calcolo ferie di fine anno

Tizio è assunto il 1° marzo. Il suo CCNL prevede 24 giorni lavorativi di ferie. Avendo lavorato 10 mesi, matura: 24 × 10/12 = 20 giorni.

Caia – sei mesi di malattia, ferie non ridotte

Caia è stata in malattia sei mesi nell’anno. Le ferie continuano a maturare anche durante la malattia: a fine anno le spettano le ferie intere previste dal CCNL, proporzionate al solo anno di servizio in caso di assunzione recente.

Sempronio – aspettativa non retribuita di tre mesi

Sempronio ha preso tre mesi di aspettativa non retribuita per motivi personali. Il suo CCNL non prevede diversamente: per quei tre mesi le ferie non maturano. A fine anno gli spetterà il rateo proporzionale ai soli 9 mesi effettivi.

Domande frequenti

Quante ferie spettano al mese?

Per il minimo legale di quattro settimane, circa 2,66 giorni al mese. Il CCNL può prevedere un numero superiore.

Le ferie maturano durante la malattia?

Sì. Malattia, infortunio e maternità obbligatoria non interrompono la maturazione delle ferie.

Cosa succede se sono assunto a metà anno?

Le ferie maturano proporzionalmente ai mesi lavorati nell’anno. Si applica il rateo mensile sul totale annuo previsto dal CCNL.

Il part-time ha meno ferie?

No. Il lavoratore a tempo parziale ha diritto alla stessa durata delle ferie del full-time; cambia solo il valore economico delle giornate, proporzionato all’orario ridotto.

Le ferie aumentano con l'anzianità?

Dipende dal CCNL: molti contratti collettivi prevedono giornate aggiuntive al raggiungimento di determinate soglie di anzianità aziendale.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Le ferie maturano in proporzione alle giornate lavorate o comunque retribuite nel corso dell'anno.
  • Il minimo legale è di quattro settimane annue (art. 10, D.Lgs. 66/2003), intangibile; i CCNL spesso prevedono di più.
  • In caso di assunzione o cessazione in corso d'anno si applica il rateo proporzionale ai mesi lavorati.
  • Le ferie maturano anche durante malattia, infortunio e maternità obbligatoria.
  • Di norma non maturano durante l'aspettativa non retribuita, salvo diversa previsione del CCNL.
  • Il diritto alle ferie ha fondamento costituzionale (art. 36 Cost.) ed è irrinunciabile.
Indice dei contenuti

Le ferie non sono un beneficio concesso dal datore ma un diritto fondamentale del lavoratore, garantito dalla Costituzione e finalizzato al recupero delle energie psicofisiche. Capire come maturano, giorno per giorno, è il presupposto per esercitarle correttamente e per non perdere quanto spetta in caso di assunzione o cessazione infrannuale.

Il fondamento costituzionale e il minimo legale

L'art. 36 della Costituzione sancisce il diritto al riposo settimanale e alle ferie annuali retribuite, dichiarandolo irrinunciabile. In attuazione di questo principio e della direttiva europea sull'orario, l'art. 10 del D.Lgs. 66/2003 fissa il minimo inderogabile di quattro settimane all'anno. È un limite che il CCNL può migliorare ma non ridurre, e che il lavoratore non può validamente rinunciare.

Il principio della maturazione proporzionale

Le ferie si accumulano progressivamente in funzione del lavoro prestato: per ogni mese di servizio matura una quota del monte ferie annuo. Sul minimo legale di quattro settimane il rateo mensile è di poco superiore a due giorni e mezzo. La maturazione è quindi continua e non legata a una data fissa: chi lavora metà anno matura metà delle ferie annue.

Il rateo in caso di assunzione o cessazione

Quando il rapporto inizia o finisce nel corso dell'anno, le ferie spettanti si calcolano in proporzione ai mesi lavorati: si moltiplica il monte ferie annuo per i mesi interi prestati e si divide per dodici, secondo i criteri di arrotondamento del CCNL. Le ferie maturate e non godute alla cessazione vanno monetizzate, con la cosiddetta indennità sostitutiva, perché il rapporto si chiude e non è più possibile fruirle in natura.

I periodi che non interrompono la maturazione

La maturazione prosegue anche durante alcune assenze tutelate: malattia, infortunio, maternità obbligatoria, congedo parentale indennizzato, permessi retribuiti. Si tratta di periodi in cui, pur non lavorando, il rapporto resta pienamente in essere e la legge equipara l'assenza al servizio ai fini della maturazione. È un riflesso della funzione di reintegro psicofisico delle ferie, che non può essere vanificata da assenze non imputabili al lavoratore.

I periodi che sospendono la maturazione

Diversamente, durante l'aspettativa non retribuita e gli altri periodi di sospensione senza retribuzione le ferie di norma non maturano, salvo che il CCNL disponga diversamente. La ragione è che in questi casi viene meno la prestazione e con essa il presupposto della maturazione. Anche qui, però, è sempre il contratto collettivo applicato a dettare la regola di dettaglio.

Part-time, anzianità e fruizione

Il lavoratore a tempo parziale ha diritto allo stesso numero di giorni di ferie del full-time: cambia solo il valore economico della giornata, proporzionato all'orario. Molti CCNL prevedono inoltre giorni aggiuntivi al crescere dell'anzianità. Quanto alla fruizione, le ferie vanno godute di regola nell'anno di maturazione, con la possibilità di riportare al periodo successivo solo entro i limiti di legge e di contratto: almeno due settimane vanno fruite nell'anno, il resto entro i diciotto mesi successivi salvo diverse previsioni.

Domande frequenti

Quante ferie spettano al mese?

Sul minimo legale di quattro settimane, poco più di due giorni e mezzo al mese. Il CCNL applicato può prevedere un monte ferie superiore.

Le ferie maturano durante la malattia?

Sì. Malattia, infortunio e maternità obbligatoria non interrompono la maturazione, perché il rapporto resta in essere e la legge equipara l'assenza al servizio.

Come si calcolano le ferie se sono assunto a metà anno?

In proporzione ai mesi lavorati: si moltiplica il monte ferie annuo per i mesi interi prestati e si divide per dodici, secondo i criteri del CCNL.

Il part-time dà diritto a meno giorni di ferie?

No, il numero di giorni è lo stesso del full-time. Cambia solo il valore economico della giornata, proporzionato all'orario ridotto.

Le ferie non godute alla fine del rapporto si perdono?

No, vanno monetizzate con l'indennità sostitutiva, perché alla cessazione non è più possibile fruirle in natura.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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