Testo dell'articoloVigente
Chi percepisce la NASpI può chiedere di ricevere in anticipo, in un’unica soluzione, le rate ancora da percepire se avvia un’attività autonoma, imprenditoriale o una cooperativa. L’anticipazione è esente da imposte ma impone la restituzione in caso di nuovo rapporto di lavoro dipendente entro i termini originari della NASpI.
Tabella riepilogativa
| Aspetto | Regola |
|---|---|
| Chi può chiederla | Percettori NASpI che avviano attività di lavoro autonomo, impresa individuale o partecipano a cooperativa |
| Importo erogato | Somma delle rate NASpI ancora da percepire alla data della domanda (senza décalage) |
| Tassazione | Esente da imposte (non concorre a formare il reddito IRPEF) |
| Domanda | All’INPS prima o contestualmente all’avvio dell’attività |
| Obbligo di restituzione | Se si instaura un nuovo rapporto di lavoro dipendente entro il periodo di NASpI originario |
| Compatibilità con altri sussidi | Non cumulabile con altre prestazioni previdenziali di disoccupazione per lo stesso periodo |
Quando si può richiedere
Il percettore di NASpI che intende avviare una attività lavorativa autonoma, un’impresa individuale o che vuole associarsi a una cooperativa di lavoro può chiedere all’INPS di liquidare in anticipo, in un’unica soluzione, tutte le rate di NASpI ancora spettanti. La domanda deve essere presentata prima o contestualmente all’avvio dell’attività: non è possibile richiederla a posteriori.
Come si calcola la somma anticipata
L’INPS calcola la somma delle rate mensili residue della NASpI alla data della domanda, senza applicare il décalage futuro — cioè prende l’importo pieno corrente e lo moltiplica per i mesi restanti. La somma è esente da IRPEF e da ogni altra imposta, a differenza delle normali rate NASpI che sono soggette a ritenuta.
Restituzione in caso di nuovo rapporto dipendente
Se entro il periodo di NASpI originariamente spettante il lavoratore instaura un nuovo rapporto di lavoro subordinato, è obbligato a restituire all’INPS una quota dell’anticipazione proporzionale ai mesi mancanti alla scadenza originaria. Per evitare problemi, è opportuno valutare con attenzione la stabilità dell’attività autonoma prima di richiedere l’anticipazione.
Casi pratici
Tizio percepisce la NASpI da 2 mesi e gli restano 10 mesi. Decide di aprire una ditta individuale e chiede l’anticipazione: l’INPS gli eroga le 10 rate residue in unica soluzione, esente da tasse. Se entro i 12 mesi originari trova un lavoro dipendente, dovrà restituire la parte corrispondente ai mesi non ancora «consumati».
Caia, percettrice NASpI, entra come socia lavoratrice in una cooperativa. Può chiedere l’anticipazione in unica soluzione. La cooperativa di lavoro è espressamente prevista tra le fattispecie ammesse dall’art. 8.
Sempronio avvia un’attività in proprio e solo dopo tre mesi chiede l’anticipazione: la domanda è respinta perché presentata a posteriori rispetto all’avvio dell’attività. È fondamentale presentarla prima o contestualmente all’apertura.
Domande frequenti
L'anticipazione NASpI è tassata?
No. La somma ricevuta in anticipazione in unica soluzione è esente da IRPEF e da ogni altra imposizione fiscale, a differenza delle normali rate mensili che subiscono la ritenuta d’acconto.
Devo restituire l'anticipazione se trovo lavoro dipendente?
Sì, in parte. Se entro il periodo originario della NASpI si instaura un rapporto di lavoro subordinato, occorre restituire la quota dell’anticipazione proporzionale ai mesi residui della prestazione.
Posso chiedere l'anticipazione per aprire una partita IVA?
Sì, l’avvio di un’attività di lavoro autonomo con partita IVA rientra tra le causali previste dall’art. 8 D.Lgs. 22/2015, a condizione che la domanda sia presentata prima o contestualmente all’apertura.
Cosa succede alla NASpI dopo l'anticipazione?
La NASpI si estingue: non si percepiscono più rate mensili. Si è già ricevuto in anticipo tutto il residuo spettante.
L'anticipazione si cumula con altri sussidi?
No. L’anticipazione in unica soluzione non è cumulabile con altre prestazioni di disoccupazione per lo stesso periodo.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
L'anticipazione NASpI è tassata?
No. La somma ricevuta in anticipazione in unica soluzione è esente da IRPEF e da ogni altra imposizione fiscale, a differenza delle normali rate mensili che subiscono la ritenuta d'acconto.
Devo restituire l'anticipazione se trovo lavoro dipendente?
Sì, in parte. Se entro il periodo originario della NASpI si instaura un rapporto di lavoro subordinato, occorre restituire la quota dell'anticipazione proporzionale ai mesi residui della prestazione.
Posso chiedere l'anticipazione per aprire una partita IVA?
Sì, l'avvio di un'attività di lavoro autonomo con partita IVA rientra tra le causali previste dall'art. 8 D.Lgs. 22/2015, a condizione che la domanda sia presentata prima o contestualmente all'apertura.
Cosa succede alla NASpI dopo l'anticipazione?
La NASpI si estingue: non si percepiscono più rate mensili. Si è già ricevuto in anticipo tutto il residuo spettante.
L'anticipazione si cumula con altri sussidi?
No. L'anticipazione in unica soluzione non è cumulabile con altre prestazioni di disoccupazione per lo stesso periodo.
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