← Torna a Guide pratiche sul lavoro
Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche
In sintesi
Il preavviso di dimissioni è il periodo di lavoro che il dipendente deve ancora prestare dopo aver comunicato le dimissioni. La durata non è fissata dalla legge: è il CCNL applicato a stabilirla in base alla categoria e all'anzianità di servizio. In mancanza di preavviso si deve corrispondere al datore un'indennità sostitutiva.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · Dimissioni

In sintesi

Il preavviso di dimissioni è il periodo di lavoro che il dipendente deve ancora prestare dopo aver comunicato le dimissioni. La durata non è fissata dalla legge: è il CCNL applicato a stabilirla in base alla categoria e all’anzianità di servizio. In mancanza di preavviso si deve corrispondere al datore un’indennità sostitutiva.

Riferimento normativo

Art. 2118 Codice Civile

Tabella riepilogativa

Preavviso di dimissioni: schema riepilogativo
Aspetto Regola generale
Chi fissa la durata Il CCNL applicato, in base a categoria e anzianità
Decorrenza Dal giorno in cui il datore riceve la comunicazione (o dalla validazione telematica)
Lavoratore in prova Di norma nessun preavviso, salvo diversa previsione del CCNL
Assenza di preavviso Obbligo di corrispondere l’indennità sostitutiva al datore
Retribuzione durante il preavviso Paga piena; maturano TFR, ferie e ratei normalmente
Dispensa dal preavviso Il datore può esonerare il lavoratore: il rapporto cessa subito

Cos'è il preavviso e da dove nasce

Il preavviso di dimissioni è l’obbligo del lavoratore di continuare a svolgere la propria attività per un certo periodo dopo aver manifestato la volontà di lasciare il lavoro. La funzione è quella di consentire al datore di organizzare la sostituzione o la redistribuzione delle mansioni. L’art. 2118 del codice civile stabilisce il principio, ma rimanda ai contratti collettivi la determinazione della durata concreta.

Il preavviso decorre dalla data in cui la comunicazione di dimissioni giunge a conoscenza del datore, o dalla data di validazione nel caso delle dimissioni telematiche obbligatorie.

Come si determina la durata nel CCNL

Ogni CCNL suddivide i lavoratori in livelli o categorie (operai, impiegati, quadri, dirigenti) e in scaglioni di anzianità. La durata del preavviso cresce al crescere della qualifica e degli anni di servizio. Prima di dimettersi è indispensabile consultare il proprio contratto collettivo: i valori variano da pochi giorni per i livelli più bassi a diversi mesi per quadri e dirigenti con lunga anzianità.

Anche l’orario di lavoro incide: il CCNL può esprimere la durata in giorni di calendario o in giorni lavorativi. Il calcolo cambia in modo significativo nei due casi.

Cosa succede durante il preavviso

Durante il preavviso il rapporto è a tutti gli effetti in corso: il lavoratore ha diritto alla retribuzione piena, maturano ferie, TFR e ratei di mensilità aggiuntive. Il datore può dispensare il lavoratore dall’obbligo di prestare servizio: in tal caso il rapporto cessa immediatamente, ma il datore deve comunque pagare l’indennità di mancato preavviso al lavoratore (o trattenerla, a seconda di chi rinuncia al preavviso). Se invece è il lavoratore a non lavorare il preavviso senza accordo, deve lui corrispondere l’indennità al datore.

Casi pratici

Tizio — impiegato di 3° livello con 4 anni di servizio

Tizio è impiegato nel commercio e ha 4 anni di anzianità. Il suo CCNL prevede per questa categoria e anzianità un preavviso di 30 giorni di calendario. Invia le dimissioni il 1° giugno: il rapporto cessa il 1° luglio, salvo accordo diverso con il datore.

Caia — quadro con 10 anni di servizio

Caia è inquadrata come quadro in un’azienda metalmeccanica con 10 anni di anzianità. Il CCNL della categoria prevede preavvisi più lunghi per i quadri: dovrà verificare il contratto applicato, che potrebbe richiedere anche due o tre mesi. Se il datore la dispensa, il rapporto termina subito ma l’indennità le va corrisposta.

Sempronio — operaio che vuole andarsene subito

Sempronio vuole lasciare immediatamente. Se il CCNL prevede 15 giorni di preavviso e lui non li lavora, dovrà corrispondere al datore un’indennità sostitutiva calcolata sulla retribuzione dei 15 giorni non lavorati, che di solito viene trattenuta dalla liquidazione finale.

Domande frequenti

Chi stabilisce la durata del preavviso di dimissioni?

La durata è fissata dal CCNL applicato al rapporto di lavoro, in base alla categoria d’inquadramento e all’anzianità di servizio. La legge (art. 2118 c.c.) indica solo il principio generale.

Il preavviso di dimissioni vale anche durante il periodo di prova?

Di norma no: nel periodo di prova entrambe le parti possono recedere senza preavviso, salvo che il CCNL preveda espressamente un termine anche in quella fase.

Il datore può rifiutare le dimissioni durante il preavviso?

No. Le dimissioni sono un atto unilaterale del lavoratore e producono effetti indipendentemente dall’accettazione del datore. Il datore può solo concordare una data di cessazione diversa.

Durante il preavviso maturano ferie e TFR?

Sì. Il rapporto è pienamente in corso, quindi maturano ferie, ratei di tredicesima, TFR e tutti gli altri istituti contrattuali.

Cosa succede se il datore mi dispensa dal preavviso?

Il rapporto cessa immediatamente ma il datore deve corrisponderti l’indennità equivalente al preavviso non lavorato, come se lo avessi prestato.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Domande frequenti

Chi stabilisce la durata del preavviso di dimissioni?

La durata è fissata dal CCNL applicato al rapporto di lavoro, in base alla categoria d'inquadramento e all'anzianità di servizio. La legge (art. 2118 c.c.) indica solo il principio generale.

Il preavviso di dimissioni vale anche durante il periodo di prova?

Di norma no: nel periodo di prova entrambe le parti possono recedere senza preavviso, salvo che il CCNL preveda espressamente un termine anche in quella fase.

Il datore può rifiutare le dimissioni durante il preavviso?

No. Le dimissioni sono un atto unilaterale del lavoratore e producono effetti indipendentemente dall'accettazione del datore. Il datore può solo concordare una data di cessazione diversa.

Durante il preavviso maturano ferie e TFR?

Sì. Il rapporto è pienamente in corso, quindi maturano ferie, ratei di tredicesima, TFR e tutti gli altri istituti contrattuali.

Cosa succede se il datore mi dispensa dal preavviso?

Il rapporto cessa immediatamente ma il datore deve corrisponderti l'indennità equivalente al preavviso non lavorato, come se lo avessi prestato.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.