Art. 145.3 T.U.B. – Cumulo di procedimenti amministrativi e penali.
In vigore dal 09/01/2026
Modificato da: Decreto legislativo del 31/12/2025 n. 208 Articolo 1
“1. In caso di cumulo di procedimenti amministrativi ai sensi dell’articolo 145 e penali relativi alla medesima violazione, possono essere applicate sanzioni amministrative e penali allo stesso soggetto responsabile del medesimo fatto, purche’ il cumulo sia strettamente necessario e proporzionato ai fini del perseguimento di obiettivi di interesse generale diversi e complementari.
2. La Banca d’Italia comunica senza ritardo all’autorita’ giudiziaria l’avvio del procedimento sanzionatorio di cui all’articolo 145, qualora il fatto oggetto del procedimento possa integrare anche un illecito penale oppure un illecito amministrativo dipendente da reato ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. L’autorita’ giudiziaria, una volta che l’indagato risulti aver ricevuto a norma di legge l’informazione sulle indagini, comunica senza ritardo alla Banca d’Italia l’avvio del procedimento penale, qualora il fatto oggetto del procedimento possa integrare anche la violazione di una disposizione sulla cui osservanza vigila la Banca d’Italia. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 97-bis.
3. Fermo restando il divieto di cui all’articolo 329 del codice di procedura penale, la Banca d’Italia puo’ richiedere all’autorita’ giudiziaria informazioni in ordine ai procedimenti penali in corso per le finalita’ di cui al comma 2 Alle informazioni cosi’ acquisite si applica quanto previsto dall’articolo 7, comma 1.
4. La Banca d’Italia e l’autorita’ giudiziaria comunicano l’una all’altra l’esito dei rispettivi procedimenti di cui al comma 2.”
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In sintesi
Commento all'art. 145.3 TUB, Cumulo di procedimenti amministrativi e penali
Contesto normativo
L'art. 145.3, introdotto dal D.Lgs. 208/2025, affronta uno dei temi più delicati del diritto sanzionatorio bancario: la coesistenza di un procedimento amministrativo della Banca d'Italia e di un procedimento penale per il medesimo fatto. La norma traduce nel TUB i principi elaborati dalla Corte EDU in materia di ne bis in idem (art. 4 Prot. 7 CEDU) e dalla Corte Costituzionale italiana sull'utilizzo del doppio binario sanzionatorio.
Presupposti del cumulo lecito
Il comma 1 stabilisce che sanzioni amministrative e penali possono coesistere sullo stesso soggetto per il medesimo fatto solo se il cumulo è (i) strettamente necessario e (ii) proporzionato al perseguimento di obiettivi di interesse generale diversi e complementari. Questo requisito rispecchia la giurisprudenza della CGUE post-sentenza Menci (C-524/15), che ammette il doppio binario solo entro limiti precisi.
Obblighi di comunicazione reciproca
Il comma 2 delinea un meccanismo di dialogo istituzionale: la Banca d'Italia informa senza ritardo la Procura dell'avvio del procedimento ex art. 145 TUB quando il fatto può configurare un reato o un illecito 231. Specularmente, l'autorità giudiziaria, una volta che l'indagato abbia ricevuto l'informazione di garanzia, avvisa la Banca d'Italia. Il raccordo con l'art. 97-bis TUB garantisce la coerenza con le norme sulla sospensione del procedimento amministrativo.
Segreto investigativo e accesso alle informazioni
Il comma 3 bilancia trasparenza e riservatezza: la Banca d'Italia può chiedere informazioni sui procedimenti penali in corso, ma nel rispetto del segreto istruttorio ex art. 329 c.p.p. Le informazioni così acquisite restano soggette al regime di riservatezza dell'art. 7, comma 1, TUB.
Chiusura del ciclo informativo
Il comma 4 impone la comunicazione dell'esito finale di ciascun procedimento all'altra autorità, assicurando che entrambe possano tener conto del risultato del procedimento parallelo, ad esempio per calibrare la sanzione o valutare l'archiviazione.
Domande frequenti